Xpeng pronta a produrre auto elettriche in Germania nelle fabbriche Volkswagen: cosa c'è dietro la mossa

Xpeng pronta a produrre auto elettriche in Germania nelle fabbriche Volkswagen: cosa c'è dietro la mossa
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Il costruttore cinese tratta con il Gruppo tedesco per gli impianti sottoutilizzati di Dresda e Osnabrück. Intanto BYD guarda all'Italia e spunta il nome di Maserati.
16 settembre 2026

C'è stato un tempo in cui erano i costruttori europei a sbarcare in Cina per insegnare come si costruiscono le automobili. Oggi il film scorre al contrario. Xpeng, uno dei marchi cinesi più aggressivi nel campo delle auto elettriche, starebbe valutando di produrre i propri modelli direttamente in Europa, e lo farebbe utilizzando proprio gli stabilimenti Volkswagen. Un passaggio che, se confermato, avrebbe il sapore di una svolta storica per l'industria automobilistica del continente.

Xpeng punta agli stabilimenti Volkswagen
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Dresda e Osnabrück nel mirino

A far emergere l'ipotesi è stata Automotive News Europe, secondo cui la Casa di Guangzhou avrebbe avviato colloqui con il Gruppo Volkswagen per acquisire o sfruttare uno dei suoi impianti europei. I nomi che circolano sono due: Dresda e Osnabrück, siti che da tempo lavorano ben al di sotto delle loro capacità e che rientrano nel piano di contenimento dei costi avviato a Wolfsburg.

Le trattative sarebbero ancora in una fase embrionale, ma il tempismo non sembra casuale. Pochi giorni prima, infatti, l'amministratore delegato Oliver Blume aveva lasciato intendere che il gruppo non esclude di portare in Europa vetture nate in Cina insieme ai partner locali. E tra questi partner, Xpeng occupa una posizione privilegiata.

Sede di Dresda
Sede di Dresda

Un'alleanza che cresce di anno in anno

Il legame tra i due marchi non nasce oggi. Nel 2023 Volkswagen ha rilevato una quota azionaria di Xpeng, siglando un accordo strategico che nel tempo si è trasformato in qualcosa di molto più profondo di una semplice partecipazione finanziaria.

Il cuore della collaborazione è la piattaforma CMP, pensata su misura per il mercato cinese. L'obiettivo è chiaro: accorciare i tempi di sviluppo e abbattere i costi. Su questa base nasceranno le prossime elettriche Volkswagen, che porteranno in dote il meglio della tecnologia cinese: architettura a 800 Volt, sistemi avanzati di assistenza alla guida e un ecosistema digitale di ultima generazione.

Blume, del resto, non ha mai nascosto la propria ammirazione per il sistema industriale del Dragone, definendolo apertamente un "modello" per rapidità ed efficienza. Un'ammissione impensabile fino a pochi anni fa, che fotografa bene i nuovi rapporti di forza nel settore.

Xpeng P7+
Xpeng P7+ Xpeng

Perché Xpeng vuole fabbriche in Europa

Per il costruttore cinese la partita è tutta strategica. Xpeng ha già avviato la produzione europea di alcuni modelli presso Magna Steyr a Graz, in Austria, affidandosi però a un produttore terzo. Il passo successivo è costruire una presenza industriale diretta, capace di garantire volumi, controllo e soprattutto uno scudo contro i dazi europei sulle auto elettriche cinesi e contro eventuali nuove barriere commerciali.

Produrre nel Vecchio Continente significa infatti vendere auto "europee" a tutti gli effetti, con un vantaggio competitivo evidente sul fronte dei prezzi. Per Volkswagen, dall'altra parte, l'operazione rappresenterebbe una via d'uscita elegante per impianti che rischiano di diventare un peso.

Xpeng Magna
Xpeng Magna

BYD gioca la stessa partita, anche in Italia

Xpeng non è l'unica a guardarsi intorno. Anche BYD sta perseguendo una strategia molto simile. La vicepresidente Stella Li ha confermato che il colosso di Shenzhen sta valutando l'acquisto di stabilimenti europei dismessi o sottoutilizzati, compresi alcuni siti italiani. Tra gli interlocutori figurerebbe anche Stellantis.

Ma c'è di più. BYD guarderebbe con interesse anche a marchi storici europei in difficoltà, e tra i nomi emersi spicca quello di Maserati, che la manager cinese ha definito senza giri di parole "un marchio molto interessante". Un'uscita destinata a far discutere, soprattutto nel nostro Paese.

Un'industria che cambia pelle

Il quadro che emerge è quello di un settore in piena trasformazione. Le fabbriche europee in cerca di un futuro e i costruttori cinesi in cerca di un accesso stabile al mercato continentale sembrano destinati a incontrarsi sempre più spesso. Resta da capire se queste alleanze rappresenteranno un'ancora di salvezza per l'occupazione e la filiera europea, oppure l'inizio di un lento passaggio di consegne. Una cosa, però, è certa: la geografia dell'auto elettrica si sta riscrivendo, e i nuovi confini passano sempre più tra Europa e Cina.

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