Maxus T60, la prova: con 625 kg nel cassone supera una salita al 30% [VIDEO]

Maxus T60, la prova: con 625 kg nel cassone supera una salita al 30% [VIDEO]
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Abbiamo messo alla prova il Maxus T60 con 625 kg di carico su una salita sterrata del 30%: ecco come si è comportato il pickup cinese tra prestazioni, robustezza e comfort
12 luglio 2026

L'arrivo dei costruttori cinesi nel mercato europeo non riguarda più soltanto SUV ed elettriche. Anche il segmento dei pickup sta vivendo una profonda trasformazione grazie a marchi come Maxus, appartenente al colosso SAIC Motor, già noto in Europa attraverso il marchio MG. Tra i modelli più rappresentativi c'è il Maxus T60, un pickup destinato a chi cerca un mezzo da lavoro senza rinunciare a comfort e tecnologia.

La domanda che molti si pongono, però, è sempre la stessa: quanto durerà un pickup cinese dopo anni di utilizzo intenso? È un interrogativo al quale oggi nessuno può rispondere con certezza. Quello che invece è possibile fare è analizzarne costruzione, componentistica e comportamento nelle situazioni più impegnative. Proprio per questo ne abbiamo chiesto uno in prova e lo abbiamo stato sottoposto a un test particolarmente severo: 625 kg di carico nel cassone e una salita sterrata con pendenze fino al 30%, mantenendo pneumatici stradali e pressioni di esercizio standard.

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Com'è fatta

Il Maxus T60 rientra perfettamente nelle dimensioni tipiche dei pickup destinati al mercato europeo. Misura 5.395 mm di lunghezza, 1.960 mm di larghezza e 1.870 mm di altezza, con un passo di 3.155 mm. Il cassone offre una superficie utile lunga 1.485 mm e larga 1.510 mm, mentre la portata massima dichiarata arriva fino a 1.050 kg, un valore perfettamente competitivo nel segmento.

Dal punto di vista stilistico il T60 propone un design piuttosto tradizionale, senza particolari eccessi. Il frontale è caratterizzato da una grande calandra cromata e gruppi ottici dal disegno moderno, mentre le proporzioni rimangono quelle classiche di un pickup a telaio separato. Più che stupire con soluzioni estetiche ricercate, il Maxus punta a trasmettere robustezza e solidità.

L'abitacolo, al contrario, rappresenta uno degli aspetti che sorprendono maggiormente. L'impostazione ricorda quella di una moderna berlina più che quella di un veicolo commerciale. I sedili in pelle riscaldabili risultano particolarmente confortevoli, mentre il tunnel centrale è risultato ergonomico e ben progettato.

La plancia ospita un sistema di infotainment con schermo touchscreen di grandi dimensioni, utilizzabile senza particolari difficoltà anche indossando guanti da lavoro. Molto convincente anche la qualità delle telecamere a 360 gradi, che si rivelano particolarmente utili durante le manovre in fuoristrada, soprattutto quando la visibilità anteriore viene limitata dalle forti pendenze.

Sul fronte della sicurezza sono disponibili i principali sistemi di assistenza alla guida. Tra questi spicca il cruise control adattivo, che durante il test ha dimostrato un funzionamento preciso e progressivo, pur presentando una limitazione: il sistema opera soltanto fino alla velocità di 120 km/h. Completano la dotazione sistemi come frenata automatica d'emergenza, mantenimento della corsia, monitoraggio della pressione pneumatici, sensori di parcheggio e telecamere ad alta definizione, a seconda dell'allestimento.

Durante la prova è emerso anche un piccolo limite ergonomico: con il sedile regolato nella posizione più bassa e il volante completamente sollevato, parte della strumentazione risulta parzialmente coperta dal volante stesso, obbligando il conducente ad abbassare leggermente la testa per leggere alcune informazioni.

Motorizzazioni

L'allestimento protagonista della prova monta il propulsore più interessante della gamma: un 2.0 turbodiesel biturbo quattro cilindri capace di sviluppare 216 CV e soprattutto 500 Nm di coppia massima, valori che collocano il Maxus T60 ai vertici della categoria.

La coppia elevata rappresenta il vero punto di forza del motore, consentendo di affrontare senza difficoltà percorsi particolarmente impegnativi anche con il cassone completamente carico. La disponibilità della spinta ai bassi regimi permette infatti di sfruttare efficacemente i rapporti ridotti della trasmissione integrale nelle situazioni di maggiore difficoltà.

Il pickup utilizza una classica architettura da vero fuoristrada, con telaio a longheroni, sospensioni anteriori indipendenti e ponte posteriore rigido con balestre, soluzione scelta per privilegiare capacità di carico e resistenza nell'impiego professionale.

Durante l'ispezione del sottoscocca sono state evidenziate saldature curate, robuste protezioni inferiori e uno schema costruttivo molto simile a quello adottato dai più affermati concorrenti giapponesi. Lo spessore delle balestre posteriori, in particolare, lascia intuire una struttura progettata per sopportare senza problemi utilizzi gravosi nel lungo periodo.

Come va?

È proprio nella prova dinamica che il Maxus T60 riesce probabilmente a convincere più di quanto ci si potrebbe aspettare.

Per il test sono stati caricati nel cassone 25 sacchi di sale da 25 kg, per un totale di 625 kg, ai quali si aggiungevano il peso del conducente e dell'operatore video. Nonostante ciò, il pickup ha affrontato una salita sterrata con pendenza del 30% senza alcuna preparazione specifica: pneumatici stradali estivi, pressioni standard e nessuna modifica all'assetto.

Sin dai primi metri emerge la disponibilità della coppia motrice. Il motore non dà mai l'impressione di essere in difficoltà, mentre la trasmissione con marce ridotte consente di distribuire la coppia alle ruote in modo efficace evitando perdite di trazione anche nei punti più sconnessi.

Le sospensioni, inevitabilmente, trasmettono qualche oscillazione sulle asperità più marcate del terreno, comportamento del tutto fisiologico considerando la tipologia del percorso e il notevole carico trasportato. Nonostante ciò il comfort generale rimane sorprendentemente elevato e il pickup mantiene sempre una buona compostezza.

Molto apprezzato anche il sistema di telecamere, che durante le salite più ripide permette di visualizzare con precisione la posizione delle ruote, facilitando la scelta della traiettoria corretta quando il cofano anteriore impedisce di vedere direttamente il terreno.

L'ispezione finale sotto la vettura conferma le buone impressioni raccolte durante la guida. Telaio, sospensioni e protezioni trasmettono una sensazione di robustezza superiore alle aspettative, tanto da far apparire il T60 come un mezzo progettato realmente per affrontare impieghi pesanti.

Naturalmente resta impossibile stabilire quale sarà il livello di affidabilità dopo dieci anni o oltre 300.000 chilometri. Tuttavia, osservando la qualità costruttiva e il comportamento dinamico, il pickup cinese sembra aver superato gran parte dei pregiudizi che ancora accompagnano i veicoli provenienti dal mercato asiatico.

Conclusioni

Uno degli aspetti più interessanti del Maxus T60 riguarda il prezzo. Il modello viene proposto in Italia a partire da 31.400 euro, una cifra particolarmente competitiva se confrontata con quella richiesta dai principali pickup giapponesi e americani, che a parità di dotazione possono arrivare a costare quasi il doppio.

A questo si aggiunge una garanzia di 8 anni o 200.000 km, uno degli argomenti più forti della proposta commerciale Maxus, insieme a una rete italiana di circa 60 punti vendita gestita direttamente dall'importatore ufficiale.

Il T60 non pretende di essere il pickup più raffinato della categoria e presenta qualche piccolo compromesso ergonomico, ma durante questa prova ha dimostrato qualità concrete: motore potente, ottima capacità di trazione, telaio robusto, buona qualità costruttiva e un comfort interno superiore a quello che normalmente ci si aspetta da un mezzo da lavoro.

Chi cerca il prestigio dei marchi storici probabilmente continuerà a guardare verso Toyota Hilux, Ford Ranger o Isuzu D-Max. Chi invece valuta soprattutto il rapporto tra prezzo, dotazione e capacità operative potrebbe trovare nel Maxus T60 una delle alternative più interessanti oggi disponibili sul mercato italiano. La prova con 625 kg di carico e una salita al 30% dimostra infatti che, almeno sotto il profilo delle prestazioni e della robustezza, questo pickup ha tutte le carte in regola per competere con i protagonisti più affermati del segmento.

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