Prova SUV

Mazda CX-5 2019. SUV cittadino? Non solo! [Video]

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850 chilometri di cui la maggior parte su neve e ghiaccio e tre nazioni attraversate in un solo giorno con la nuova CX-5. Impossibile? Leggete qui

Dal vivo: com'è

Dal suo debutto sul mercato nel 2012 ne ha fatta di strada la Mazda CX-5: senza mai stravolgersi è diventata un SUV compatto moderno e apprezzato, grazie ai suoi punti di forza, ancor più valorizzati in questa che è la sua terza generazione: il Kodo Design, proiezione dell'accurata artigianalità giapponese e la filosofia Jinba Ittai, che rende chi guida un tutt'uno con la sua vettura.
Ma come si traducono questi concetti su strada? Un continuo perfezionamento dell'abitacolo, come nel caso della nostra CX 2019, che vede il pannello dedicato alla climatizzazione completamente ridisegnato, più ordinato e funzionale, lo specchietto retrovisore frameless dall'aspetto più elegante e leggero, le luci bianche a LED anche nella parte inferiore dell'abitacolo sia davanti che dietro.
E poi tanti piccoli dettagli apparentemente trascurabili ma che, nell'insieme, portano l'auto ad un livello superiore, molto vicino alle concorrenti premium. Un esempio? La trama zigrinata del selettore HMI è stata ridisegnata per risultare meglio utilizzabile e più piacevole al tatto.
Nessun lifting invece per quel che riguarda il look, che resta quello dell'ultimo restyling nel 2017, così come ovviamente le misure: 4.555 metri di lunghezza con un passo di 2 metri e 70, 1675 millimetri l'altezza da terra e 1840 la larghezza.

Si ampliano le possibilità di scelta per quanto riguarda gli allestimenti, che da quattro salgono a sei con l'avvento di due nuove opzioni: l'Executive che si posiziona e matà della gamma, appena sotto alla Exceed e poi la Signature, che segna un nuovo target del top di gamma, praticamente full optional con di tutto e di più, compreso il tetto apribile e degli interni completamente nuovi con sellerie in nappa e inserti in vero legno.
Dalla versione Exceed - che poi è quella che comincia ad avere di serie un bel po' di cosine interessanti - a salire, troviamo ora anche il display TFT da 7 pollici che, riflesso sul parabrezza, permette di tenere sott'occhio le informazioni più importanti: segnaletica stradale, indicazioni del navigatore e velocità.
Arrivano anche la ventilazione dei sedili, se si sceglie l'opzione pelle, un nuovo cerchio da 19 e un nuovo colore per quelli da 17.
Ultimo ma non ultimo, dal display centrale da 7 pollici che ospita il già conosciuto MZD Connect, è ora possibile accedere alle funzionalità di Apple CarPlay e Andriod Auto, ormai irrinunciabili per molti.

Sempre in funzione del comfort Mazda affina le sospensioni andando a perfezionare il comportamento degli ammortizzatori e delle barre stabilizzatrici anteriori e posteriori ma la novità più importante sta nell'evoluzione del già presente G-Vectoring Control, ora G-Vectoring Control Plus, che va ad aumentare la stabilità in curva soprattutto alle alte velocità. Prima lo faceva solo andando a calibrare la ripartizione della coppia, ora entra in gioco anche il sistema frenante per una risposta ancora più immediata e sicura: novità che non si vedono, ma si sentono.

Una gamma rinnovata e completa, dunque, così come la proposta di motorizzazioni disponibili: uno Skyactiv-D 2.2 a gasolio (184 cavalli e trazione integrale per quello oggetto della nostra prova) e gli Skyactiv-G 2.0 e Skyactiv-G 2.5 a benzina.
Da sottolineare che la dotazione di serie, già dalle versioni base, è più che apprezzabile: cruise control adattivo, frenata di emergenza con riconoscimento di pedone e line keep assistant system per quanto riguarda la sicurezza.
E poi doppi vetri Silence anteriori, clima bizona, sensori di parcheggio, volante multifunzione...

Dal vivo: come va

Un test inconsueto: 850 chilometri, pochissimi dei quali con l'asfalto che non fosse completamente ricoperto da neve e/o ghiaccio.
Un vero stress test per un'auto di questo tipo, che vedremmo meglio come compagna di città o per andare a sciare il fine settimana e che invece...
Gomme Nokian ben chiodate, cerchio da 19 pollici (scelta azzardata in queste condizioni, verrebbe da pensare), sedili riscaldabili al massimo della temperatura e alle prime luci dell'alba partiamo da Honninsvag - vicino a Capo Nord - per raggiungere Lulea, in Svezia, attraversando anche la Finlandia.
I primi 400 chilometri sono quelli più impegnativi: strade completamente innevate e una catena di altopiani da attraversare, con relative salite e discese impervie. Il primo approccio è abbastanza goffo, sembra di guidare sulle uova. Invece poi, anzi quasi subito, la CX-5 lascia intendere che possiamo prenderci qualche confidenza in più e il ritmo si alza a 80, anche 90 chilometri orari.
Nessuna incertezza, complice anche la leggerezza della CX-5 che ferma la bilancia a 1.500 chili, chilo più chilo meno a seconda della versione scelta, e che le regala una bella manovrabilità anche in condizioni così estreme.

Anche la frenata, ovviamente da dosare col contagocce sui lastroni di ghiaccio paragonabili a vetro oliato, si è rivelata ineccepibile, sicura e senza forti traferimenti di carico, assenti in tutte le manovre.
Sull'asciutto invece risulta blanda nella prima parte della corsa, bisogna pigiare ben bene sul pedale per avere tutta la potenza dell'impianto.
Voto alto anche per le sospensioni, che ricalcano perfettamente tutte le sconnessioni e le cunette disegnate dal vento sulla neve.
Se dovessimo definire in due parole questa CX-5, sarebbero comfort ed equilibrio.
Dopo circa 12 ore di guida in condizioni non esattamente rilassanti non accusiamo stanchezza o fastidi, l'abitacolo è silenzioso così come il motore, l'unico rumore che inevitabilmente si avverte è quello del rotolamento delle gomme chiodate, che nei tratti di asfalto asciutto si sono fatte sentire, come potrete constatare nel video dedicato alle prime impressioni di guida.
Nessuna novità nemmeno per il cambio automatico a 6 marce, piacevole, efficace, discreto e che lavora in perfetta sintonia con il motore, anch'esso pieno, lineare, scorrevole.

Ma ce lo avrà un difetto questa Mazda CX-5? Difficile trovarlo, dopo averne saggiato il comportamento in situazioni che nemmeno avremmo immaginato. Anzi, se è andata così bene tra i ghiacci del Nord possiamo garantire tranquillamente che andrà più che bene per quel che le verà richiesto di fare nel quotidiano.
La grafica del navigatore/computer di bordo però, non disdegnerebbe una ventata di modernità per mettersi in linea con gli interni dell'auto, come già detto annoverabili a premium per qualità e cura.
 

In conclusione

Chiudiamo con i prezzi che partono dai 29.400 euro della 2.0 in allestimento Evolve e arrivano fino ai 43.050 della Signature con propulsore 2.5.
Un bel gap, nel mezzo del quale è possible configurare un'infinità di CX-5 a proprio gusto e necessità.

Un'auto che si rivolge alle famiglie, che va bene in città e nelle gite fuori porta, ma che non si tira indietro se le si chiede un tocco di avventura come quella che ci ha fatto apprezzare in Scandinavia, merito anche - e ovviamente - della  trazione integrale i-Activ AWD che, attraverso l’utilizzo di 27 sensori che monitorano 200 volte al secondo le condizioni di guida, prevede le condizioni del fondo stradale, rileva gli slittamenti delle ruote e distribuisce in maniera automatica la coppia motrice tra assale anteriore e posteriore.
Durante il nostro viaggio non poco impegnativo sia per noi che per la CX, abbiamo rilevato una percorrenza di circa 13 chilometri con un litro di carburante.

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