prova su strada

Mini Cooper SD

Sportiva sì, ma poco assetata
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Equipaggiata con un turbo diesel da 143 CV, la Mini Cooper SD è l'alternativa per chi cerca un'auto capace di regalare il piacere di guida tipico della Cooper S e di garantire consumi contenuti. Da 25.850 euro

Mini Cooper SD

Chi ha detto che per divertirsi al volante di una Mini Cooper S si debba per forza mettere in conto un consumo di benzina non esattamente… contenuto? Per risolvere il problema del carburante senza rinunciare al divertimento infatti è sufficiente aggiungere la lettera D.

 

È così che nasce la Mini Cooper SD, un modello che mantiene perfettamente inalterato quel go-kart feeling tipico della sportiva anglo-tedesca ma che, grazie ad una motorizzazione alimentata a gasolio, riesce anche a garantire consumi di carburante decisamente più contenuti rispetto alla versione sovralimentata a benzina.

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Il look esterno della Cooper SD è praticamente identico a quello della Cooper S a benzina

Per chi fa tanta strada

La Mini Cooper SD quindi, offerta sul mercato italiano ad un prezzo che parte 25.850 euro, si rivolge a tutti quei clienti che non vogliono rinunciare alle caratteristiche tipiche della compatta sportiva targata Mini, ma che allo stesso tempo necessitano di percorrere grandi distanze sostenendo quei costi di gestione contenuti che solo una motorizzazione a gasolio può garantire.

 

La Mini Cooper SD si affianca alla One D da 90 CV oltre che alla Cooper D da 112 CV e rappresenta quindi la più potente Mini della gamma alimentata a gasolio. Le sue principali concorrenti sono la Citroen DS3 e la BMW Serie 1 (118d), ma anche altre vetture vetture di fascia premium come la Mercedes-Benz Classe A o l’Audi A3.

Look: sembra una Cooper S a benzina

La Cooper SD si distingue difficilmente da una normale Cooper S a benzina. Fatta eccezione per la lettera D che spicca di fianco al logo identificativo del modello posto sul portellone posteriore infatti, la più potente della Mini a gasolio è identica in tutto e per tutto alla versione sportiva a benzina.

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Metti a confronto la Mini Cooper SD con le dirette concorrenti grazie al nostro Confronta Modello

 

Il frontale per esempio sfoggia l’immancabile presa d’aria sul cofano motore, mentre la sezione di coda mette in mostra i due tipici terminali di scarico cromati collocati in posizione centrale e il vistoso alettone montato al di sopra del lunotto. I paraurti sportivi, le ampie prese d’aria anteriori, i loghi “S” posizionati a fianco degli indicatori di direzione laterali e i cerchi in lega da 17 pollici completano il look della vettura, che da un punto di vista estetico non ha nulla da invidiare alla Cooper S.

Dentro: piace a lui e a lei

All’interno della Cooper SD si respira la tipica atmosfera delle Mini di ultima generazione, con il grande tachimetro di forma circolare che spicca nel bel mezzo della plancia e che integra il display da 6,5 pollici del sistema multimediale Mini Connected. L’abitacolo della Mini è concepito attraverso un design estremamente originale e divertente, che riesce ad incontrare i gusti sia del pubblico maschile che di quello femminile. All’interno ricorre continuamente la forma circolare, che ritroviamo utilizzata oltre che per tachimetro e contagiri, anche per le bocchette di ventilazione, le leve di apertura delle portiere e il piccolo display del condizionatore automatico.

Fatta eccezione per la lettera D che spicca di fianco al logo identificativo del modello posto sul portellone posteriore infatti, la più potente della Mini a gasolio è identica in tutto e per tutto alla versione sportiva a benzina

 

Su un’auto come la Mini di nuova generazione, con cui gli stilisti BMW hanno tentato (con successo) di intraprendere quella sorta di “operazione nostalgia” oggi molto in voga tra i costruttori automobilistici, rispolverando un brand storico britannico, non possono di certo mancare elementi di stile retrò. Impossibile non notare ad esempio la raffinata serie di levette cromate collocate sotto ai comandi del climatizzatore dal sapore decisamente di altri tempi, attraverso cui si comandano i vetri elettrici, i fari fendinebbia e lo sblocco degli sportelli.

 

Pelle e plastiche colorate di grande qualità si alternano non solo sulla plancia e ma anche sui pannelli di rivestimento degli sportelli rendendo l’abitacolo raffinato e vivace, mentre il tetto panoramico opzionale regala all’abitacolo una luminosità sorprendente.

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La Cooper SD mantiene i due terminali di scarico centrali cromati

Tecnologia di intrattenimento al vertice

La Cooper SD può naturalmente essere equipaggiata con il Mini Connected, che, allo stesso modo del sistema BMW da cui deriva, può tranquillamente essere considerato uno dei sistemi multimediali più evoluti oggi in circolazione. Il sistema garantisce estrema funzionalità e facilità di utilizzo e si dimostra veramente completo grazie ai collegamenti Aux, Bluetooth e USB e alla possibilità di monitorare diversi parametri del veicolo a partire dalla pressione dei pneumatici fino ad arrivare allo stato di salute del motore e dei diversi sistemi vitali del mezzo.

 

Degno di nota l’impianto audio harman/kardon opzionale che regala ai passeggeri una possibilità di ascolto ai massimi livelli non solo in termini di potenza ma soprattutto di qualità e raffinatezza.

Il segreto dell'assetto è nelle sospensioni posteriori

La Mini Cooper SD presenta una lunghezza di 372 cm, una larghezza di 168 ed un’altezza di 140, mentre il valore di passo si attesta a 246 cm e il peso ferma l’ago della bilancia a 1.150 kg. Il successo di un modello come la Mini Cooper però è sicuramente dovuto anche al suo particolare assetto che regala grande piacere di guida, come vedremo in dettaglio più avanti.

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L'orginale abitacolo della Mini ricorre continuamente alla forma circolare

 

Il segreto di una dinamica di guida che fa di tutto per assomigliare a quella di un go-kart va ricercato nel sofisticato schema delle sospensioni. All’anteriore troviamo una sospensione MacPherson e alberi simmetrici, mentre al posteriore gli ingegneri tedeschi si sono serviti di una multilink che garantisce ad ogni ruota di reagire in maniera indipendente dall’altra. Questo schema meccanico non è stato studiato solamente per garantire una guida precisa ed assolutamente diretta ma anche per far sì che le asperità del terreno non si ripercuotano su tutta la carrozzeria e quindi su tutti i passeggeri.

C'è anche il differenziale autobloccante elettronico

Per quanto riguarda i sistemi di sicurezza la Mini Cooper SD può contare su una dotazione veramente completa che comprende sei airbag di serie (airbag lato guida, airbag lato passeggero, airbag laterali e airbag per la testa) e il controllo automatico di stabilità e trazione ASC+T in grado di evitare che le ruote anteriori girino a vuoto.

Il segreto di una dinamica di guida che fa di tutto per assomigliare a quella di un go-kart va ricercato nel sofisticato schema delle sospensioni

 

La più potente Mini a gasolio viene equipaggiata con quattro freni a disco, ABS e CBC (Cornering Brake Control), oltre che con il ripartitore elettronico della forza frenante EBV che controlla il rapporto della forza frenante tra l’asse anteriore e quello posteriore. Il controllo dinamico di stabilità DSC invece è in grado di intervenire sulla gestione del motore e di frenare singolarmente le ruote anteriori e posteriori a seconda della necessità, ma fornisce anche l’assistenza alle partenze in salita. Con il controllo dinamico di trazione DTC il conducente può utilizzare attivamente l’effetto autosterzante della vettura. Il differenziale autobloccante elettronico EDLC invece riconosce uno slittamento eccessivo della ruota all’interno della curva e la frena regolandola per avere la spinta migliore in curva e in base alle diverse condizioni della strada.

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La sezione anteriore mette in mostra l'aggressiva presa d'aria tipica dei modelli più sportivi della gamma Mini


Per migliorare la sicurezza di guida in condizioni di scarsa visibilità la Cooper SD può essere equipaggiata anche con i fari bi-xeno con luce adattiva in curva ALC, mentre la luce di arresto dinamica aiuta i veicoli che seguono a riconoscere le situazioni di pericolo. Nelle frenate normali tutta la superficie della luce di arresto si illumina uniformemente, mentre nelle frenate di emergenza inizia a lampeggiare. In questo modo le auto che precedono possono distinguere una leggera frenata da una frenata a fondo.

Sotto al cofano un turbo diesel di origine BMW

Derivato da un motore di origine BMW (18d), il propulsore della Cooper SD è un turbo diesel da 1.995 cc in grado di sviluppare 143 CV a 4.000 giri/min e di scaricare sulle ruote anteriori 305 Nm, un valore reso disponibile tra i 1.750 e i 2.700 giri/min.

 

Ecco come se l'è cavata la Mini Cooper SD sulle strade del Ciocco

 

Questa unità può vantare un basamento in alluminio che contribuisce all'ottimizzazione del peso del motore che infatti non supera i 44,8 kg, mentre il turbocompressore a geometria variabile sul lato di aspirazione è stato progettato per assicurare l'erogazione di potenza ideale a tutti i regimi. Il motore della Cooper SD è dotato di un sistema di sovralimentazione particolare,  il cui funzionamento viene regolato elettronicamente. Il sistema d'iniezione diretta di carburante Common-Rail con iniettori piezoelettrici montati centralmente nella testata cilindri è stato studiato con l’obiettivo di provvedere ad un approvvigionamento di carburante preciso ed efficiente. Il sistema lavora ad una pressione massima di 1.600 bar che garantisce una preparazione della miscela ottimale nella camera di combustione.

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Per ospitare il raffinato sistema di sospensioni posteriori gli ingegneri tedeschi hanno dovuto sacrificare parzialmente l'abitabilità di chi siede dietro

Tecnologia Minimalism per abbattere i consumi

Il propulsore della Cooper SD è dotato di serie di numerosi componenti della tecnologia Minimalism studiati per abbattere i consumi di carburante e che hanno permesso di rientrare nella normativa antinquinamento Euro 5. Oltre al sistema Brake Energy Regeneration ed alla funzione Automatic Start Stop, la vettura dispone anche dell'indicatore del punto ottimale di cambiata, del filtro antiparticolato e del servosterzo elettromeccanico.

 

Secondo il costruttore la Cooper SD regala un valore di accelerazione da 0 a 100 km/h pari a 8,1 secondi, con l’ago del tachimetro che arriva a toccare i 215 km/h, mentre i consumi di carburante si attestano ad una valore medio dichiarato di 4,3 l/100 km nel ciclo combinato e le emissioni di CO2 non superano la soglia dei 114 g/km. Il turbo diesel da 143 CV è abbinato ad un classico cambio manuale a sei rapporti, mentre a richiesta è disponibile un automatico ZF sempre frazionato a sei rapporti.

Entrare a bordo di una Mini si rivela ogni volta un’esperienza per nulla scontata. Merito di un abitacolo assolutamente originale e, perché no, fuori dal comune, che si distingue per l’utilizzo ricorrente della forma circolare

Dal vivo: com’è fuori

Ad un primo sguardo (ma anche al secondo…) la Mini Cooper SD appare perfettamente identica ad una Cooper S a benzina. Se non fosse per il logo SD collocato sul portellone posteriore oltre che naturalmente per il sound avvertibile a motore acceso, decisamente diverso da quello del turbo benzina 1.6 della Cooper S, si faticherebbe non poco a identificare subito e correttamente questo particolare modello.

 

La più potente Mini a gasolio infatti non mantiene solamente la presa d’aria sul cofano e il doppio terminale di scarico centrale, ma perfino i loghi S (e non SD!) sulle fiancate collocati all’altezza degli indicatori di direzione laterali e il tappo del serbatoio della benzina cromato, veri e propri segni di riconoscimento della versione pepata a benzina.

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Il tetto panoramico in vetro regala una luminosità sorprendente all'abitacolo

Dal vivo: com’è dentro

Entrare a bordo di una Mini si rivela ogni volta un’esperienza per nulla scontata. Merito di un abitacolo assolutamente originale e, perché no, fuori dal comune, che si distingue per l’utilizzo ricorrente della forma circolare e che grazie ad un design studiato in ogni minimo dettaglio si è rivelato molto apprezzato sia dalla clientela femminile che da quella maschile.

 

Si fa notare senza dubbio anche il parabrezza anteriore “schiacciato” e dalle dimensioni piuttosto contenute, che, richiamando direttamente quello della Mini nata nel 1959, contribuisce a sottolineare l’idea di una vettura dal sapore retrò. I materiali come la pelle o le plastiche di rivestimento sono di prima qualità, mentre la grande cura riservata agli assemblaggi rivela l’anima tedesca di questo modello.

Bagagliaio e visibilità

La scelta di puntare tutto sul piacere di guida, utilizzando un raffinato sistema di sospensioni posteriori che ha reso così inconfondibile l’handling della Mini, ha limitato sensibilmente l’abitabilità posteriore e soprattutto quella del bagagliaio.

Con 160 litri di capacità infatti non si può certo dire che il vano di carico della hatchback britannica possa vantare un valore da record (per farsi un’idea basta pensare che una Peugeot 208 offre 285 litri e una VW Golf 380 litri), ma bisogna ammettere che chi cerca una Mini difficilmente si sofferma a valutare questo aspetto, prediligendo senza dubbio le grandi doti in termini di piacere di guida che questa vettura sa regalare. Con lo schienale del divanetto posteriore abbassato in ogni caso si possono raggiungere i 680 litri di capacità.

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Anche la più potente versione a gasolio mantiene inalterati i loghi S sulle fiancate, tipici della versione turbo benzina

 

La visibilità della vettura è complessivamente buona, con i montanti A che non limitano la visibilità, mentre le dimensioni contenute del parabrezza posteriore rendono necessario prestare qualche attenzione in più in fase di manovra. Poco male nel caso la vettura sia dotata di sensori parcheggio e magari della telecamera posteriore integrata nel sistema Mini Connected.

Posizione di guida sportiva

La Mini Cooper SD mantiene la stessa identica impostazione di guida della Cooper S a benzina. Una volta saliti a bordo non è difficile trovare la corretta posizione grazie all’ampia possibilità di regolazione del sedile e del volante, andando ad assumere una triangolazione da vettura tipicamente sportiva. Sulla Cooper SD ci si trova seduti piuttosto in basso, in posizione raccolta, con il volante in posizione orizzontale, le gambe abbastanza distese e la leva del cambio facilmente raggiungibile.

 

Chi siede davanti, complici anche i sedili che pur essendo ben sagomati non assumono una conformazione così estrema, viaggia tutto sommato comodo, mentre la situazione cambia per chi trova posto dietro, dove l’abitabilità non eccezionale e lo spazio per le gambe piuttosto limitato può rendere impegnativo un viaggio medio lungo ai due passeggeri posteriori.

Sicuramente meno coinvolgente rispetto al turbo benzina per quanto riguarda l’esperienza “acustica”, il 2.0 turbo diesel tedesco ha coppia da vendere (305 Nm già a 1.750 giri/min!) e regala un’erogazione bruciante, quasi scorbutica

Su strada: è un go-kart...a gasolio!

Saliamo a bordo della Mini Cooper S protagonista della nostra prova con l’obiettivo di capire in che cosa si distingue questa versione dalla ben nota versione sportiva a benzina, visto che, almeno esteticamente, le due vetture appaiono sostanzialmente identiche. Fino a quando non si preme sul pulsante Start infatti tutto continua ad apparire uguale alla Cooper S a benzina.

 

Poi la musica cambia. Il quattro cilindri turbo diesel da 143 CV si anima e l’inconfondibile sound di un’unità a quattro cilindri a gasolio ci riporta immediatamente alla realtà. Sicuramente meno coinvolgente rispetto al turbo benzina per quanto riguarda l’esperienza “acustica”, il 2.0 turbo diesel tedesco ha coppia da vendere (305 Nm già a 1.750 giri/min!) e regala un’erogazione bruciante, quasi scorbutica, tanto che in fase di piena accelerazione rende necessario, anche fino all’inserimento della terza marcia, l’intervento del controllo di trazione che in questo modo tenta scaricare al suolo tutta la potenza nella maniera più efficiente possibile.

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La capacità di carico della Mini varia da 160 a 680 litri

 

La Cooper SD quindi è capace di divertire (e non poco) in accelerazione, dimostrandosi davvero scattante e sempre pronta ad aggredire con forza l’asfalto, specialmente ai più bassi numeri di giri. Inutile tirare le marce oltre i 3.000 giri: si tratta sempre di un motore sovralimentato a gasolio e agli alti regimi di giri il motore ha già dato tutto quello che può in termini di prestazioni. Per sfruttare al meglio il motore in accelerazione quindi è necessario cambiare frequentemente le marce e questo aspetto può rendere non sempre piacevole la guida se si è alla ricerca della sportività.

Il manuale a sei marce non è sportivo, frenata e insonorizzazione eccezionali

Il cambio manuale a sei marce si rivela abbastanza preciso, ma l’escursione della leva piuttosto lunga e gli innesti poco contrastati rivelano la vocazione di un sistema di trasmissione nato più per essere confortevole che per assecondare la guida sportiva. Il quattro cilindri di origine BMW fa sentire la sua voce ai bassi regimi di giri, per scomparire completamente durante la guida a velocità costante in quinta o sesta marcia. In ogni caso l’abitacolo può contare su un’eccellente insonorizzazione che rende il sound del motore mai particolarmente invasivo.

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L'elemento estetico più distintivo della più potente Mini a gasolio: il logo SD posteiore

 

La frenata è potente e offre il giusto mordente per arrestare la vettura anche alle velocità più sostenute, mentre abbiamo riscontrato una certa invasività dei sistemi di controllo elettronici, in particolare del DSC anche sfruttando la modalità di guida Sport.

Consumi

Il turbo diesel da 1.995 cc si dimostra un motore molto elastico – buona la ripresa anche in quinta o sesta marcia – e mantenendo sempre un “piede piuma” sull’acceleratore riesce a garantire consumi che se non raggiungono il valore dichiarato di 23 km/l, si avvicinano tranquillamente ai 20 km/l. Mantenendo uno stile di guida più spensierato invece le medie di consumi risultano vicine ai 15 km/l, un valore assolutamente nella norma per un motore di questa cubatura e potenza.

Tutta da guidare

La vera anima di questa particolare versione della Mini però va ricercata non tanto nel propulsore, che sarà scelto dai clienti più per le sue doti in termini di contenimento dei consumi che per le qualità in termini di prestazioni, ma nell’assetto che anche in questo caso non ha nulla da invidiare a quello di una classica Cooper S a benzina.

Oltre ad un telaio e ad uno schema meccanico che incolla letteralmente la vettura al suolo, la Mini Cooper SD può vantare uno sterzo che può tranquillamente essere definito uno dei più precisi e diretti della categoria

 

La più potente Mini a gasolio infatti dimostra di avere le stesse doti in termini di handling della cugina alimentata a benzina verde, regalando quel go-kart feeling tipico della hatchback anglo-tedesca. Oltre ad un telaio e ad uno schema meccanico che incolla letteralmente la vettura al suolo, la Mini Cooper SD può vantare uno sterzo che può tranquillamente essere definito uno dei più precisi e diretti della categoria, andando a regalare cambi di direzioni a dir poco fulminei e una pulizia e precisione di ingresso in curva davvero notevole.

 

Il particolare assetto della Mini, unito ai cerchi in lega da 17 pollici abbinati a pneumatici 205/45, si manifesta in tutta la sua rigidità in corrispondenza di dossi e sconnessioni del terreno e può risultare un po’ stancante dopo diverse ore di guida. In compenso il piacere di guida guadagna davvero tantissimi punti, a tutto vantaggio del divertimento.

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La Cooper SD è ideale per chi non vuole rinunciare al go-kart feeling tipico della Mini ma deve percorrere molta strada

 

L’assetto della Cooper SD si sposa perfettamente quindi con una vettura nata fin dall’inizio per mettere al centro le sensazioni che vengono trasmesse dall’asfalto e dalle ruote a chi siede dietro al volante e che la distinguono in maniera netta da una qualsiasi altra compatta premium alimentata a gasolio.

In conclusione

La Mini Cooper SD è una vettura capace di mantenere completamente intatte le doti in termini di piacere di guida tipiche delle versione più sportiva a benzina, ma al tempo stesso si dimostra più indicata per chi necessita di percorrere grandi distanze e quindi di contenere i costi di mantenimento. Il motore turbo diesel da 143 CV non offre di certo prestazioni paragonabili a quelle del turbo benzina 1.6 della Cooper S, che di cavalli ne ha 184, ma si dimostra comunque molto grintoso e vivace e soprattutto garantisce consumi che arrivano a sfiorare i 20 km/l. Per il resto la Cooper SD è una vera sportiva in tutto e per tutto, sia dal punto di vista estetico che in termini di equipaggiamento e comportamento su strada.

Pregi

Assetto - Look - Qualità degli interni - Consumi contenuti

Difetti

Cambio manuale poco sportivo - Abitabilità sedili posteriori/Capacità bagagliaio  

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