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Opel Adam Rocks

Crossover addicted
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La nuova Opel Adam Rocks è uno sfizioso crossover urbano ultra-compatto che si concede persino un tetto apribile in tela. Il nuovo 1.0 turbo tre cilindri convince, peccato per l'assetto, davvero troppo rigido

Opel Adam Rocks

Con più di 100.000 ordini raccolti in Europa nei primi 18 mesi di commercializzazione, la Opel Adam si sta facendo le ossa. Anche in Italia, dove, nonostante debba sgomitare con una best seller nelle vendite come la Fiat 500, è riuscita a ritagliarsi comunque uno spazio sul mercato, conquistando il cuore di è più di 4.100 clienti nei primi otto mesi di quest’anno (per avere un termine di paragone, la 500, nello stesso periodo, è stata venduta in Italia in più di 32.000 unità). E se è vero che si colloca alle spalle dell’italiana, è altrettanto vero che Adam ha la meglio, per di più con un buon margine di distacco, sulle altre due piccole premium del mercato: la Citroen DS3 e la Mini.

 

Quando le premesse sono così incoraggianti non resta che allargare la gamma, magari verso l’alto con versioni sfiziose e magari molto particolari, capaci di attirare gli sguardi di nuovi potenziali acquirenti. Nel caso della piccola di casa Opel bisognava puntare di più sul pubblico maschile, perché Adam finora ha attratto molto di più le donne (nel 70% dei casi) che non gli uomini. Chiamati in causa per mettere mano a questa disparità gli stilisti tedeschi hanno tirato fuori dal cilindro la nuova Opel Adam Rocks. Altezza da terra maggiorata di 15 mm e un look che sa tanto di fuoristrada e avventura come va di modo oggi, il tutto condito da uno sfizioso tetto apribile in tela.

 

La trazione resta rigorosamente sulle ruote anteriori – sia chiaro – e non c’è nemmeno la possibilità di avere un differenziale elettronico per aumentare la motricità su fondi scivolosi (come fa per esempio Fiat sulla gamma Trekking), ma tutte queste modifiche trasformano l’anima della Adam Rocks in qualcosa di diverso dal modello originale. Perché in questo caso ci troviamo di fronte ad un piccolo crossover urbano compatto a tre porte, che per un soffio (i montanti del tetto sono fissi, così come il lunotto posteriore) non diventa persino una cabriolet.

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Opel Adam Rocks si diverte a diventare un crossover urbano ultra-compatto

 

Con un profilo così fuori dagli schemi, non possono che essere davvero pochissime sono le concorrenti. Per la verità l’unica che ci viene in mente è la Volkswagen cross up!, che pur non essendo un modello premium si avvicina molto ai concetti di base propri di Adam, anche se le inossidabili avversarie di sempre rimangono le già citate Fiat 500, Citroen DS3 e Mini. Rispetto ad una normale Adam la versione Rocks viene offerta in Italia con un sovraprezzo di 1.950 euro. Il listino infatti parla di un prezzo che parte da 16.750 euro e che può crescere fino a 19.550, ma fino alla fine dell’anno sarà proposta nel nostro Paese con un’offerta lancio che taglia il prezzo d’attacco a 14.750.

Dal vivo: com’è fuori

Come già anticipato la più grande novità è il nuovo look da avventuriera, con vistosi passaruota e paraurti in plastica, anche se non mancano nemmeno protezioni sottoscocca anteriori e posteriori più uno spavaldo terminale di scarico posteriore. Su Rocks vengono offerti di serie i cerchi in lega da 17 pollici, anche se a richiesta si possono avere quelli da 18” (sì, avete letto bene, da 18 pollici!). Rispetto alla Adam tradizionale, la versione Rocks aumenta ancora di più le possibilità di personalizzazione. I colori disponibili per la carrozzeria passano da 12 a 17, ma aumentano anche le tinte per il tetto che diventano 6. I clienti possono scegliere poi di rendere ancora più particolare la propria Adam scegliendo tra 9 cornici della calandra anteriore di colore diverso, varie cover per gli specchietti retrovisori, una serie di grafiche decorative per la carrozzeria e 6 pack colori che combinano le tinte esterne con quelle interne.

Sviluppata e costruita in Germania, la Rocks mette in luce tutte le caratteristiche in termini di qualità costruita della gemella meno appariscente Adam

 

Sviluppata e costruita in Germania, la Rocks mette in luce tutte le caratteristiche in termini di qualità costruita della gemella meno appariscente Adam. I pannelli della carrozzeria mostrano accoppiamenti molto rigorosi, così come i fascioni di plastica, ben assemblati e montati in maniera solida e precisa. Anche la verniciatura è stata stesa a dovere, persino nelle zone lontano dagli sguardi, come per esempio vicino alle cerniere di sportelli, cofano e bagagliaio. Ottime anche le guarnizioni: spesse e di buona qualità, sono applicate a dovere e garantiscono un ottima insonorizzazione all’interno.

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Gli interni sono davvero ben realizzati

Dal vivo: com’dentro

La sconfinata possibilità di personalizzazione naturalmente prosegue anche all’interno dove si possono scegliere per esempio fino a 22 finiture diverse per rendere unico e particolare il proprio abitacolo. Per la Rocks poi sono stati elaborati due allestimenti dedicati. Il primo prevede interni color arachide, proprio come quelli della Adam Rocks concept presentta al Salone di Ginevra lo scorso anno, con la pelle che riveste sedili, volante, leva del cambio, freno a mano e pannelli porta. Il secondo invece, più aggressivo, si distingue per tonalità scure con cuciture blu a vista.

 

La grande qualità esterna si riflette all’interno, dove è ancora più tangibile. Adam Rocks vuole essere la punta di diamante della gamma e dobbiamo riconoscere che questo ruole le calza perfettamente. I materiali plastici sono belli da vedere ma anche da toccare, mentre tutte le superfici e i diversi materiali sono assemblati con la cura e attenzione al dettaglio. Ben realizzato il quadro strumenti, così come il volante e i diversi comandi, che trasmettono un bel senso di solidità. Ben fatto il tetto apribile in tela, che isola bene dal rumore esterno e rappresenta un plus molto gradevole rispetto alla tradizionale Adam. Difficile comunque definire la Rocks una cabrio: il sistema di apertura, così strutturato, è sostanzialmente un tettuccio apribile in tela, che scopre il tetto per il piacere di guida all’aria aperta dei soli passeggeri anteriori.  Il tettuccio, disponibile in due colori, si ritrae in soli 5 secondi e può essere attivato fino ad una velocità di 140 km/h.

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Il sistema IntelliLink si basa su una tecnologia intelligente ma a volte lo abbiamo trovato fin troppo lento

 

Una nota stonata va riservata al sistema multimediale IntelliLink. Il suo display è collocato troppo in basso, sotto alla bocchette di ventilazione, e costringe a distogliere troppo lo sguardo dalla strada mentre si è al volante. Inoltre è apprezzabile il principio di funzionamento, che sfrutta lo potenza di calcolo del proprio smarthpone per far “girare” diverse app con cui poi si interagisce attraverso il touchscreen, ma talvolta il sistema appare troppo lento a connettersi con il telefono e quindi poco pratico nell’uso quotidiano.

Abitabilità: perfetta per due

Lungha 3.747 mm, larga 1.807 e alta 1.493, Adam Rock, con un passo di 2.311 mm, è una campionessa quando si tratta di trovare parcheggio, grazie a dimensioni veramente compattissime, ideali per muoversi in città. L’abitabilità per chi sta davanti è molto buona, ma ovviamente non si possono fare miracoli in poco più di tre metri e mezzo, quindi dietro i due passeggeri si devono adattare ed i più alti faticano a trovare spazio a sufficienza. Del resto anche la rivale numero 1, la Fiat 500, presenta uno spazio posteriore al limite dell’abitabilità e poi questo tipo di auto non nasce di certo per chi deve andare in ferie con famiglia o amici. Diciamo che Adam Rocks rimane un’auto comoda per due, anche perché il bagagliaio non offre molto spazio. I 170 litri di capacità consentono di caricare due trolley compatti e la soglia alta non aiuta di certo le operazioni di carico. Chi viaggia in due può comunque abbassare i sedili, così da ricavare un vano da 663 litri o sfruttare i sedili posteriori per sistemare zaini o eventuali borse aggiuntive.

Le ambizioni da modello premium portano a bordo di Adam una serie di tecnologie all’avanguardia, solitamente riservate a vetture ben più grandi del segmento A

Tecnologie: una piccola ammiraglia

Le ambizioni da modello premium portano a bordo di Adam una serie di tecnologie all’avanguardia, solitamente riservate a vetture ben più grandi del segmento A. Su Rocks poi molte di queste sono di serie, a partire da City Mode, Hill Start Assist, Brake Assist, Cornering Brake Control e Side Blind Spot Alert, ma non manca nemmeno l’Advanced Park Assist che provvede a parcheggiare automaticamente l’auto girando lo sterzo, con il guidaotre che si deve occupare soltanto di azionare pedali e leva del cambio. Insomma su Adam i dispositivi di sicurezza elettronici tipici delle vetture di segmento superiore ci sono proprio tutti. A voler essere pignoli mancherebbe solo un bel cruise control attivo, ma non è una grande mancanza se pensiamo che lo spirito di quest’auto è certamente più cittadino e meno incline ai lunghi tragitti autostradali. L’equipaggiamento su Adam Rocks è davvero molto completo. Di serie vengono offerti persino volante e sedili anteriori riscaldati e cerchi in lega da 17” (optional da 18”).

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Il bagagliaio posteriore è sufficiente per due trolley

Arriva il nuovo tre cilindri 1.0 turbo

La gamma motorizzazioni resta quella della classica Adam, quindi senza unità a gasolio, ma si aggiunge un’importante novità. Apre le danze il classico 1.2 aspirato da 70 CV, affiancato dal 1.4, sempre aspirato, disponibile nelle varianti da 87 e 100 CV ma su Rocks (ma anche sulla tradizionale Adam) arriva il nuovissimo tre cilindri turbo Ecotec da 1.0 litro. Un motore di ultima generazione, piccolo, ma molto raffinato, realizzato interamente in alluminio e dotato di iniezione diretta, apertura delle valvole con fasatura variabile, sovralimentazione e persino di un albero di controbilanciatura per ridurre vibrazioni e rumorosità.

 

Il nuovo 1.0 tre cilindri è disponibile in due versioni, entrambe omologate Euro 6. La prima eroga 90 CV a 4.000 giri/min e 170 Nm di coppia tra 1.800 e 4.500 giri/min ed è in grado di regalare alla piccola tedesca uno scatto da 0 a 100 km/h in 11,9 secondi e una velocità massima di 180 km/h. I consumi in questo caso parlano di 4,5 l/100 km con le emissioni a 105 g/km. La seconda invece, più brillante, sprigiona 115 CV a 5.200 giri/min, mentre lo spunto di coppia massima rimane a 170 Nm, anche se disponibili in un range più vasto di giri, da 1.800 a 4.500 giri/min. L'accelerazione da 0 a 100 qui scende a 9,9 secondi, ma migliora anche la velocità che tocca i 196 km/h, mentre i consumi medi dichiarati fanno registrare un valore di 5,1 l/100 km, con le emissioni che salgono a 119 g/km.

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I cerchi da 18 pollici fanno davvero un figurone

Le nostre impressioni di guida

Ci mettiamo al volante della versione più sfiziosa, quella spinta dal nuovissimo tre cilindri 1.0 turbo più potente, da 115 CV. Appena diamo vita al piccolo tre cilindri rimaniamo colpiti: non solo è davvero silenziosissimo, come promettevano gli ingegneri che l’hanno progettato, ma soprattutto non emette quel suono poco gradevole “da frullino” che abbiamo riscontrato fino ad oggi su qualsiasi altro tre cilindri che abbiamo provato. Certo, non nasce per regalare scatti brucianti al semaforo da ruote fumanti, ma il nuovo Ecotec 1.0 regala ad Adam tanta vivacità e partenze brillanti, con il piccolo turbo che inizia a farsi sentire già prima dei 2.000 giri/min e che continua a soffiare con efficacia fino a 3.500 giri/min. Inutile tirare le marce più su, perché intorno ai 4.000 giri il motore tedesco ha già espresso il suo potenziale. Il brio di questo piccolo gioiellino si sposa poi perfettamente con il nuovo manuale a sei marce 1MX, che offre innesti davvero precisi, rigorosi e un’escursione della leva non paurosamente lunga.

Il tre cilindri turbo benzina poi si dimostra incredibilmente elastico nonostante la cubatura ridotta

 

Il tre cilindri turbo benzina poi si dimostra incredibilmente elastico nonostante la cubatura ridotta. Questo significa che a 50 km/h si può già innestare senza problemi la quinta, come suggerisce peraltro l’indicatore di cambiata e a 60 km/h siamo già in sesta, con la Adam Rocks che procede con un filo di gas, a tutto vantaggio del contenimento dei consumi. Se promuoviamo a pieni voti motore e cambio, non possiamo dire di certo lo stesso dell’assetto. I cerchi in lega da 18 pollici fanno davvero un gran figurone sulla Adam Rocks (di serie ci sono i 17) ma sono davvero spropositamente grandi per le esigenze di questa vettura, che rimane una citycar e non di certo una sportiva.

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Molto piacevole la possibilità di scoprire il tetto 

 

Le sospensioni peraltro sono state modificate rispetto alla Adam tradizionale per far fronte alla maggiore altezza da terra e garantire sempre grande stabilità e sicurezza. Il risultato è che sul pavé di Riga, dove si è svolta la prova, Adam Rocks si è rivelata fin troppo rigida, trasmettendo in maniera diretta le irregolarità della strada ai passeggeri ed anche allo sterzo. In compenso l’auto in curva è molto stabile e anche nei cambi di direzione più repentini è davvero rapida e scattante. Niente da dire invece sui freni, potenti e ben modulabili.

Consumi: se ci si impegna sono contenuti

Guidando Adam Rocks in maniera accorta, mettendo in pratica i suggerimenti dell’indicatore di cambiata e utilizzando appena possibile marce alte, siamo riusciti a percorrere 5,5 l/100 km, non male per un’auto a benzina da 115 CV. Assumendo uno stile di guida ben più disinvolto però, senza mai preoccuparsi troppo dell’indicatore del carburante, non si fatica a stabilizzarsi intorno a medie di 7,5 l/100 km.

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Il nuovo 1.0 turbo tre cilindri è un vero gioiellino

Conclusioni

Opel Adam Rocks esporta i concetti di originalità e personalizzazioni della versione standard nel mondo dei crossover urbani. Promosso a pieni voti il look da piccolo SUV cittadino, ancora più originale grazie alla gradevole presenza del tetto apribile in tela. Peccato per l’assenza non diciamo della trazione integrale, che sarebbe forse esagerata, ma almeno di un differenziale elettronico per aiutare in situazioni di scarsa motricità, che ben si sposerebbe con il look da off-roader. Promossi a pieni voti il nuovo turbo benzina da 1.0 litri Ecotec così come il nuovo manuale a sei marce, mentre i cerchi da 18 pollici si rivelano davvero nemici del confort per quanto riguarda l’assetto. Consigliatissimi quelli da 17”.

Pregi

- Design: è simpatico e originali

- Qualità: dentro e fuori è davvero ben realizzata

- Nuovo motore turbo 1.0: è silenziosissimo, brillante e se si vuole consuma davvero poco

Difetti

- Abitabilità posteriore/bagaliaio: troppo risicati

- Cerchi in lega da 18 pollici: rendono la vettura davvero troppo rigida

- Il look da fuoristrada non si accompagna a trazione integrale né a differenziali elettronici 

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