Confronto crossover

Quale comprare, Confronto: Skoda Yeti 2.0 TDI Vs Citroen C4 Cactus 1.6 BlueHDI

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Parallelo tra due vetture crossover apprezzabili per praticità e convenienza rimanendo nei 4,2 metri longitudinali

Quale comprare, Confronto: Skoda Yeti 2.0 TDI Vs Citroen C4 Cactus 1.6 BlueHDI

A confronto due Crossover d’impronta europea che colgono nel segno, qualora si cerchi praticità senza seguire trend diffusi e senza superare troppo i 4,2 metri d’ingombro longitudinale. Veicoli moderni nelle soluzioni, di comprovata qualità e sicurezza, ma privi invero di particolarità tecniche proprie sotto un vestito non fedele alle mode più in voga. Auto sincere e oneste per quattro occupanti, non eccedono in sistemi futuristi, assistenze attive o lusso, anzi, con listino prezzi che guarda però al risparmio, aprendo attualmente (12/2016) sotto i ventimila euro per Skoda e nei sedicimila per Citroen. La diversità netta, oltre che nel prezzo, è nello stile e nelle possibilità di carico. Considerando un uso con percorrenze medie in buona dotazione, valutiamo nello specifico: Skoda Yeti 2.0 TDI SCR Ambition e Citroen C4 Cactus 1.6 BlueHDI 100 Shine.

Stile & Immagine

YETI ***. Nata nel 2009 e aggiornata nel 2013, divenendo più gentile senza ambizioni di risultare la modaiola di segmento, è apprezzata in relazione al passato Skoda, segnando un gradino in avanti, ma paga qualcosa alle rivali più giovani. Meno moderna e personale della C4 Cactus, ha dalla sua un equilibrio che è meno sensibile alle mode. La tinta carrozzeria, disponibile in ben tredici varianti di colore oltre il blu base (differenza prezzo da 150 a 555 €) si abbina al nero lucido dei montanti (paracolpi e barre sul tetto sono in tinta per quest’allestimento) con gruppi ottici estesi molto classici, specie dietro e un’impronta generale che, pur ricordando vagamente certi mezzi commerciali o MPV, per come lineare e squadrata nelle parti centrale e posteriore, è abbastanza equilibrata pensando a quanto spazio offra internamente. I cerchi, in quest’allestimento sono 17’’.

C4 CACTUS ***. Arriva sui mercati nel 2014 e subito colpisce per lo stile unico che, come spesso accade per le vere Citroen, osa essere singolare generando giudizi frequentemente in disaccordo. Difficile dare un valore assoluto al gradimento, in ogni caso, anche se non vettura bella per tutti, è certo di forme proporzionate, quasi distaccata dalla strada che percorre per come gli angoli siano tutti smussati e i colori interrotti dalle superfici Airbump, sostituibili. È discretamente alta da terra, ma più corta di sette centimetri della rivale Skoda e molto più bassa (153 contro 169 cm) eppure non appare più filante, tanto meno sportiva o grintosa. Lo sguardo che la incrocia difficilmente scorre oltre senza focalizzarla e magari giudicarla, per la sua quieta stranezza. Vettura molto personale nella sagoma come nei dettagli, tra cui dei sottili fari led anteriori e l’assenza di nervature, C4 Cactus è anche ben personalizzabile, grazie a dieci tinte carrozzeria abbinabili ai diversi e vistosi Airbump (paracolpi con camere d’aria) con differenza prezzo rispetto al rosso pastello / nero base, sino a 600 € per colori metallizzati e altri 200 € per la tinta alternativa degli Airbump. I cerchi inclusi sono 16’’ square, con due varianti 17’’ disponibili a 300 €. Possibilità di scelta facile anche per gli interni, tre dei quali in tessuto senza differenza prezzo: grigio, blu o rosso.

Ergonomia & Vivibilità

YETI *****. Lo spazio è molto buono su Skoda Yeti, ci si entra agevolmente anche se molto alti e i margini di regolazione conducente sono ampi, soddisfacendo quasi qualunque stazza e ottimizzando i movimenti che spesso obbligano i più corposi a contorsioni qui non necessarie. Altro punto a favore la buona visibilità, pur al posteriore manca qualcosa per i due montanti. Un fronte netto lascia comunque poche incertezze sulle manovre. Volante e comandi sono quasi tutti a portata di mano, senza fantasie certo, coerenti ai gusti di chi sia abituato al mondo tedesco del recente passato, tranne forse la leva cambio non così prossima al fronte guida. Spazio posteriore più che discreto, con altezza anche qui valida per quasi tutti; peccato la conformazione sedili, che potrebbe accogliere ancor meglio le grandi stazze, giacché il volume lo permetterebbe. Vani portaoggetti a sufficienza e ben disposti, incluso portaocchiali superiore e bracciolo che non disturba le cambiate. Il baule, che si apre manualmente, ha volume di 405/510 litri estendibili a 1760 grazie a sedili Varioflex scorrevoli singolarmente, che possono facilitare gli occupanti dietro se sono solo due, mentre quello centrale viene abbattuto permettendo eventuali oggetti di lunghezza 1,85 mt. Bagagliaio oltretutto facilmente gestibile, a piano piatto, senza superare C4 Cactus per l’altezza soglia da terra.

C4 CACTUS ****. Non parte dal concetto MPV, più vicino alla rivale che sembra “crossare” da quello, ma si difende bene anche Citroen C4 Cactus in quanto a praticità, date le misure esterne, almeno per gli occupanti; paga invece parecchio per la capacità di carico nel bagagliaio rispetto a Yeti. Meno regolazioni che sulla rivale mettono qualche difficoltà in più agli spilungoni qui, pur se le gambe stanno sempre comode una volta seduti. I comandi e i punti di contatto sono tutti personali, alla Citroen purista; se graditi quindi ben differenti da Skoda Yeti, con superfici piatte e orizzontali vagamente ispirate al passato, bocchette areazione di sagome diverse, cinturini alle portiere e due display esposti come quadri, parzialmente a sbalzo. Quello centrale 7’’ touch è il solo punto di comando di molte funzioni, da apprendere bene per gestire a pieno e in fretta clima, navigazione, radio e quant’altro. Pensionati vecchi tasti, interruttori e manettini, salvo quelli abbastanza “normali” del volante, per la gioia di chi apprezzi la scelta. Sedile anteriore a superficie estesa, tipo sofà se voluto (per versioni ETG) forma della leva cambio e vetri posteriori a compasso, sono ulteriori singolarità dedicate alla sola C4 Cactus. Singolare ma morbida nella seduta e pratica anche lei per i vani, tra i quali molto esteso quello fronte passeggero. Inferiore come anticipato il bagagliaio, ma anche lo spazio in altezza per i passeggeri posteriori, comodi sino a 1,85 mt. Carico da 348 a 1170 litri rimuovendo lo schienale, che non è però frazionato, su piano oltretutto non perfettamente liscio quando esteso e più distante da terra che Skoda Yeti (81 cm).

Come Vanno

YETI ****. La guida non è quella per chi ami le risposte sempre dirette al volante ma soddisfacente. Skoda Yeti, basata su pianale PQ35 (medesimo di Golf 6) è allestita per essere comoda e pratica, più che gratificante per il potenziale “pilota”. La si conduce sostanzialmente alti, più che su C4 Cactus e altre crossover, avendo sotto il cofano un 2.0 TDI Euro6 nella variante da 110 CV onesto, che spinge da 0 a 100 Km/h in 11,7 secondi e raggiunge velocità massima di 180 Km/h. Impostazione solida ed equilibrata, senza timori a dispetto dei volumi, ma che da puro compromesso non premia il comfort sullo sconnesso, qualora si esageri. È maneggevole a dispetto dell’impatto un po’ alto e squadrato, in ambiti urbani risulta quasi leggera da condurre e manovrare, visti i 4,22 metri d’ingombro che non penalizzano troppo e un diametro sterzata 10,32 metri addirittura migliore che la più contenuta rivale francese. Cambiando percorsi, inutile cercare toni corsaioli che, pur senza tradire quando provati, non si sposano a certe soluzioni di taratura, sterzo e cambio (manuale cinque marce) inclusi. Le misure maggiori della rivale si sentono relativamente a livello dinamico, tranne la massa 1452 Kg (a vuoto) mentre il passo ruota (2,57 contro 2,59) è analogo. Il confronto la premia se si debba riempire il bagagliaio o fare percorrenze elevate.

C4 CACTUS ***. Minore cubatura, 1560cc e potenza, 100 CV, si abbinano sulla Citroen C4 Cactus a minor massa per oltre 300 Kg: in sostanza le prestazioni pure della francese sono migliori di poco in velocità massima, 183 Km/h, ma ben sensibili in ripresa, con 0-100 in 10,6 s per oltre un secondo di vantaggio. La guida può quindi essere più spedita se serva, ma non vince a mani basse come sembrerebbe dai numeri, anzi, ancor più qui un fronte telaistico semplice, che mira al comfort, genera facilmente rollio o beccheggio spingendo troppo. In città premia per morbidezza, con guida tranquilla, mentre paga in reattività a Yeti quando ne si esca. Le sospensioni indipendenti sono solo anteriori, contro le Multi-link Skoda e i freni posteriori a tamburo. Se mancano alcune indicazioni tecniche gradite da tener sott’occhio ai puristi del motore, per i novizi al contrario non manca un suggeritore di marcia. Entrambi, come anticipato, devono prender piena confidenza con il touchscreen 7’’ centrale per gestire rapidamente e in sicurezza durante la guida i comandi che vi sono accentrati, rinunciando all’immediato e da molti auspicabile multitasking. Nel serbatoio, che si apre a sinistra contrariamente alla rivale, dieci litri in meno coerentemente alla motorizzazione HDi francese meno esosa.

Dotazioni & Finiture

YETI ****. Il mondo Skoda è noto per la crescente qualità, ma Yeti paga qualcosa all’età di progetto rispetto le più nuove protagoniste. Sostanzialmente valide sotto tutti i punti di vista le finiture, in termini di efficienza, o rumorosità, non si esagera però con nulla e la sensazione è più classica e ordinaria rispetto a C4 Cactus. Strumentazione molto canonica, pur se aggiornata in dettaglio, con due ampi elementi circolari e piccolo display centrale. I richiami al mondo VAG ci sono tutti. Le dotazioni in quest’allestimento vedono tra le più rilevanti o particolari, oltre il dovuto: Regolatore di velocità, Clacson bitonale, Bluetooth, Radio touch-screen 5” (SD, card, Aux-In, USB con Apple connectivity). Per la sicurezza quanto sia un must oggi ma non di più, come fanno invece le cugine VAG: ESC, inclusi ABS+EBV+MSR+ASR+EDS+HBA+DSR+ESBS e TPM. Disponibili pagando a parte, meritano attenzione: Kessy, il pacchetto connettività SmartLink (MirrorLink, Apple CarPlay e Android Auto) e la Navigazione (895 € con pack Infotech, che include volante e altre finiture in pelle). Per chi voglia anche un pacchetto da vera sportiva (€ 1970 con spoiler, minigonne, listello e terminale scarico) e il tetto apribile panoramico (€ 1120). A vantaggio Yeti la disponibilità di qualche sistema di assistenza alla guida, che la francese non propone proprio, come Driver Activity Assistant.

C4 CACTUS ***. Anche più che sulla rivale ceca, materiali e soluzioni non svettano per gratificazione trasmessa ai palati raffinati o abituati a certa concorrenza premium: è il prezzo da pagare al risparmio offerto. La C4 Cactus esibisce superfici volutamente scarne, non lussuose al tatto, che pur ben realizzate cercano più che altro di generare simpatia. Dotazioni addirittura con qualche limitazione, se non si pensi all’allestimento superiore cui qui ci stiamo riferendo. Buona la fruibilità del configuratore online che pone le alternative possibili in poche schermate, quando si debba decidere. La C4 Cactus genera sensazione quasi da utilitaria, prima di scoprire che di serie ci sono, tra gli altri: Barre al tetto, Bluetooth, Volante pelle bicolore, fari automatici, Clima automatico, fendinebbia Cornering, Radio (4 Altoparlanti, 2 Tweeter, spazializzazione suono Arkamyse, Jukebox da 8GB) Retrovisori elettrici riscaldabili, Sensore pioggia, Sensori parcheggio posteriori, Sistema navigazione, Telecamera di retromarcia, Vetri posteriori e lunotto oscurati, due prese USB e Hill-Assist. Con relativamente poca differenza prezzo si possono scegliere interni combinati in velluto (350 €) oppure passare alla pelle (900 €). Il tetto panoramico costa 650 € mentre l’utile sistema Connect Box 300 €. Cinque i pacchetti opzionali, con il City Camera a 250 € che si estende gradualmente a Pack Assist (650 €, aggiunge il sistema automatico e i fari adattivi) Pack Shine Grey o Black (950 €, aggiunge cerchi in lega 17’’) e Pack Shine “full” (con anche tetto vetrato a 1300 €). Il programma Multicity Connect, che fruisce di undici applicazioni dedicate (Coyote, TripAdvisor, Carburante, Parcheggio, Michelin Traffico, Guide Michelin, Via Michelin, Michelin Viaggi, TellMeWhere, Meteo e MyCitroën) più cinque generaliste (Facebook, Wikipedia, Mails, Giochi e Utility) costa 379 € il primo anno e 139 € i successivi.

Economia di Acquisto, Manutenzione e Rivendita

YETI ****. Prezzo cliente 24.610 € chiavi in mano, a listino valido nel secondo semestre 2016, per Skoda Yeti 2.0 TDI SCR Ambition. Costa circa il 13% in più sulla carta, al netto delle promozioni e anche i consumi non sono dalla sua, con valore riferimento 4,5 l/100km in ciclo misto: il prodotto che ha doti più trasversali e qualche sostanza tecnica, si paga. Tutte le soluzioni sia di meccanica sia elettroniche, sono collaudate e condivise con il gruppo VW (es. ecu motore Bosch EDC17, nota per i richiami di aggiornamento SW) il che implica andare abbastanza tranquilli salvo casi particolari e trovare facilmente appoggi assistenziali grazie a un’ampia rete. Le manutenzioni ordinarie sono fattibili anche per via indipendente, non troppo quelle straordinarie invece. Skoda offre estensioni garanzia di due o tre anni fino a 150mila km, per un costo massimo di 760 €. I pacchetti manutenzione sono da quattro anni con livelli differenti d’intervento: da 545 € minimo, fino a 2720 € se vogliate tutto il necessario per tenere Yeti a punto arrivando ai 120mila km. Fronte usato Skoda Yeti mantiene un suo appeal che pur certo non premiante nelle quotazioni, con decrementi più ampi rispetto alla rivale francese, la fanno rimanere commerciabile facilmente e con meno perdita di valore rispetto le sue progenitrici.

C4 CACTUS *****. 21.650 € il listino a dicembre 2016 per l’allestimento superiore, Shine, di Citroen C4 Cactus. Differenza di circa tremila euro che sono rilevanti, rispetto a Yeti; per una vettura che paga non troppo in qualità e prestazioni, ma solo in scelte e soluzioni di dettaglio (alcune sotto il vestito) oltre che capienza e praticità di carico, ovviamente. Con lei si può stare in allestimento superiore con qualche dotazione alla francese in più e anche i consumi sono dalla sua, con valori che implicano su percorrenze prossime ai 15.000 Km annui almeno 135 litri in meno mettere nel serbatoio (3,6 l/100km ciclo misto). La tecnologia applicata alla C4 Cactus è condivisa con altri veicoli PSA e in parte più dedicata al mondo francese, rispetto quella Yeti che accomuna l’auto ceca a una quantità maggiore di veicoli. Questo vuol dire che per le manutenzioni un po’ fuori dall’ordinario soprattutto, si potrebbe essere maggiormente vincolati alla rete, specie in caso di ricodifica parti elettroniche (come ecu motore troviamo Siemens SID807). I servizi aggiuntivi Citroen sono di tre livelli, con la sola estensione garanzia, oppure anche le manutenzioni ordinarie piuttosto che quelle complete. Prezzi molto variabili in funzione della durata, che è libera dai trentasei mesi fino agli otto anni / 180mila Km con più flessibilità rispetto a Skoda. Veicolo più giovane, C4 Cactus gode di maggior popolarità e sul mercato dell’usato si avvantaggia rispetto a Yeti, nel breve e potenzialmente anche nel medio termine, dove livella la differenza di prezzo a nuovo. Il finanziamento proposto da PSA Bank, in acquisto di quest’allestimento, propone rate a partire da 257 € per 84 mesi, con anticipo di 5.412 €.

ASSICURAZIONE. Se si valutano le polizze low cost gestibili online per le due Crossover in oggetto, scopriamo che stime per conducenti maturi che le inseriscano nel proprio nucleo familiare, piuttosto che come prima e unica auto, sono abbastanza vicine. La sola RC di un guidatore esperto in classe bassa, vede in meno di cento euro la differenza con più frequentemente onerosa Skoda Yeti. Includendo ulteriori garanzie come incendio e furto, atti vandalici, cristalli, collisione, eventi naturali e assistenza, la differenza può superare i 150 € annui, variabili tendenzialmente con il valore veicolo assegnato. Peggiorando la classe merito, parallelamente incrementa anche la differenza costo; mentre in termini di valore residuo, con il passare degli anni non sembra al momento delinearsi una differenza netta, salvo un certo allineamento con Citroen C4 Cactus che decade meno. Da notare che per Citroen il primo anno di furto e incendio può essere dato dalla Casa.

In sintesi

Dati e schede tecniche affiancate per C4 Cactus e Yeti sullo strumento confronto di Automoto.it
Dati e schede tecniche affiancate per C4 Cactus e Yeti sullo strumento confronto di Automoto.it

La sommatoria delle valutazioni qui considerate, porta a un vantaggio per la più classicheggiante Skoda Yeti, veicolo oltretutto più versatile, capiente e rassicurante a ogni età nei comandi. Con C4 Cactus si gratifica in primis un gusto personale, esibendolo fuori e percependolo, minimalista, internamente; la francese premia l’economia, nuova e usata, a scapito di minore capacità carico e qualche dotazione non fondamentale, sia interna sia sotto il vestito. Per necessità o gusti diversi da quanto considerato, Skoda propone un motore benzina, il 1.2 TSI, parallelo al 1.2 VTi PSA ma anche variante poco più potente del 2.0 TDI; vero guizzo tecnico con Yeti, magari in allestimento Outdoor, è però la trazione integrale automaticamente ripartita sino a 50:50. Non specialistica, ma certo a suo agio sulle cosiddette strade bianche e innevate. Senza maggiorazioni Yeti può anche essere immatricolata come mezzo da lavoro (autocarro N1). Entrambe offrono trasmissione automatica, con la DSG Skoda ben più rapida del robotizzato PSA. A questo link è possibile leggere tutti i numeri delle due Crossover affiancati sullo strumento di confronto modelli Automoto.it.

Vantaggi: Skoda Yeti Vs Citroen C4 Cactus

  • YETI: Praticità e volume carico, Doti telaistiche, Comandi intuitivi
  • C4 CACTUS: Stile personale e personalizzabile, Economia

  

  

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