Prova su strada

Renault Koleos restyling

Elisir di lunga vita
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La Renault Koleos non sente il peso degli anni grazie ad un secondo restyling che porta piccoli ritocchi estetici e importanti chicche elettroniche a bordo. Il motore diesel spinge bene e consuma il giusto, ma è un po' rumoroso

Renault Koleos restyling

La Renault Koleos, primo vero SUV della Losanga dopo le esperienze fatte con Scénic RX4 e Kangoo 4x4, è sulla scena dal 2008 ma non dà segni di particolare stanchezza. Il merito è dei sapienti restyling a cui l'hanno sottoposta gli ingegneri francesi, il primo arrivato nel 2011 ed il secondo proprio quest'anno. Prodotta in Corea del Sud, nello stabilimento di Busan, la Koleos viene offerta in Italia ad un prezzo che parte 30.100 euro e sul mercato deve vedersela con tutti i principali SUV di taglia media come Toyota RAV4, Mazda CX-5, Volkswagen Tiguan, Kia Sportage, Hyundai ix35, Opel Antara, Ford Kuga e Subaru Forester.

Dal vivo: come cambia fuori con il secondo restyling

La Koleos Model Year 2014 cambia davvero poco all'esterno, dove si possono notare solo pochi ritocchi di stile, concentrati peraltro tutti sul frontale. Qui debutta una nuova calandra che ospita un logo della Losanga più grande e vistoso, nel segno del nuovo stile elaborato da Laurens Van Der Acker. Il risultato è una zona frontale decisamente più moderna, ma soprattutto più in linea con l'attuale family feeling del marchio imposto da Clio e Captur.

 

Debuttano nuovi cerchi in lega da 18 pollici con finitura diamantata e nera, che meglio si sposano con la rinnovata immagine del modello, mentre sulla fiancata spuntano delle sottili cromature che conferiscono a Koleos un'aria più elegante e un po' più lontana dal mondo offroad. Sia chiaro, la voglia di fuoristrada continua comunque a farsi sentire grazie ad una buona altezza da terra e alle protezioni sottoscocca ben visibili sia davanti che dietro, anche se questa volta il SUV francese non rinuncia ad un pizzico di raffinatezza in più. Per il resto non si notano grandi differenze rispetto al passato. Fiancata, conformazione dei gruppi ottici, e zona posteriore rimangono fedeli al progetto originale. Buoni gli assemblaggi di carrozzeria, così come la disposizione delle guarnizioni.

Dal vivo: come cambia dentro con il secondo restyling

La più grande novità portata dal secondo facelift la troviamo però una volta saliti a bordo. Si tratta del sistema multimediale R-Link di ultima generazione, che viene offerto di serie su tutta la gamma. La disposizione del dispaly touch screen da 7 pollici è sempre la stessa, ben visibile lì in alto, nel bel mezzo della plancia, ma quello che cambia è il software, ora molto più moderno e aggiornato. È possibile integrare molto bene il proprio smartphone attraverso Bluetooth, ma anche sfruttare il navigatore TomTom completo di servizi live e disporre del sistema Driving eco2 che tiene sotto controllo lo stile di guida, fornendo consigli su come migliorare i consumi.

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il restyling ha lasciato praticamente invariato il posteiore, così come la fiancata

 

Abbiamo apprezzato anche l'arrivo del sistema di rilevamento dell'angolo cieco, arrivato con il M.Y. 2014, in grado di avvisare il guidatore, fra una velocità di 35 e 140 km/h, della presenza di veicoli invisibili nello specchietto retrovisore attraverso una segnale luminoso posta all'altezza del retrovisore sinistro. Qualora si dovesse poi impostare l'indicatore di direzione, nell'intenzione di effettuare un sorpasso, la spia luminosa inzia a lampeggiare avvisando del potenziale pericolo. Per quanto riguarda il design e la disposizione dei comandi l'abitacolo rimane poi sostanzialmente identico al passato, con il pratico joystick per interfacciarsi con il sistema di infotainment collocato in posizione rialzata sul tunnel centrale. Quelli di sempre anche i sedili, realizzati nel tipico stile “alla francese”, ampi, comodi e non profilati in maniera troppo netta, così come rimane disponibile in via opzionale l'impianto audio Bose, che regala una qualità musicale davvero sopraffina. 

Quelli di sempre anche i sedili, realizzati nel tipico stile “alla francese”, ampi, comodi e non profilati in maniera troppo netta

 

Tutti coloro che necessitano di grande spazio di carico possono dormire sogni tranquilli. Non solo Koleos offre una ampio vano, ben sfruttabile e ben sagomato da 430 litri (abbattendo i sedili diventano 1.380) ma dispone ancora della pratica doppia apertura tipo “clamshell” (letteralmente a guscio di vongola) che garantisce una soglia di carico davvero praticissima praticissima e una superficie di carico perfettamente piana.

Motorizzazioni: o diesel o... diesel!

Koleos continua ad essere offerto in Italia esclusivamente in abbinamento a motorizzazioni a gasolio. Sono di certo quelle più gettonate in questo segmento, ma non disponendo nemmeno di un'unità a benzina Renault si è tagliata fuori automaticamente dalla possibilità di offrire una potenziale versione bi-fuel a GPL, come invece fanno alcuni concorrenti (Kia Sportage e Subaru Forester). La gamma motorizzazioni è interamente basata sul collaudato quattro cilindri 2.0 litri dCi M9R sviluppato da Renault-Nissan, che viene reso disponibile nelle varianti da 150 CV e 320 Nm o in quella più brillante da 175 CV e 360 Nm.

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L'abitacolo rimane sempre lo stesso, ma debutta il sistema multimediale R-Link di ultima generazione

 

Rimane la possibilità di scegliere la versione a trazione anteriore ma solo con l'allestimento d'ingresso Live e con la motorizzazione da 150 CV. Una scelta motivata dal fatto che Koleos, come vedremo più avanti in dettaglio, nasce per essere una vera fuoristrada, che può vantare discrete doti lontano dall'asfalto (come del resto ha dimostrato a suo tempo il parente Nissan X-Trail da cui deriva).  Il cambio automatico Prodrive a sei rapporti è ancora disponibile, ma solo con la motorizzazione più potente.

Trazione integrale, quella vera

Le versioni a trazione integrale offrono tre modalità di guida, selezionabili attraverso un semplice quanto pratico tasto sulla console. Quando non si presentano particolari criticità, come in città, nella guida di tutti i giorni o in autostrada, si ha la possibilità di scegliere 2WD che imposta le due ruote motrici, escludendo completamente l'asse posteriore, a tutto vantaggio del contenimento dei consumi. Scegliendo Auto invece la coppia viene ripartita in maniera automatica fra le quattro ruote motrici a seconda delle necessità contingenti. In condizioni di guida normali, la coppia è trasmessa alle ruote posteriori solo quando occorre, per contenere i consumi, mentre l'assetto rimane analogo alla modalità 2WD. Per situazioni più difficili invece arriva in aiuto la funzione 4WD Lock pensata per garantire aderenza e sicurezza ottimali distribuendo equamente la coppia tra i due assali.

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Davvero ampio e pratico il bagagliaio da 430 litri con apertura clamshell

Sistemi di assistenza elettronici: danno una mano in fuoristrada

La rinnovata Koleos offre anche alcuni dispositivi elettronici di ultima generazione come il sistema Hill Start Assist che aiuta ad effettuare partenze in salita senza arretramenti e senza servirsi del freno a mano. Certamente più utile, specialmente in fuoristrada, il sistema di controllo della velocità in discesa, che permette in modalità 4WD Lock di mantenere automaticamente una velocità massima di 7 km/h sulle pendenze, senza bisogno di usare il freno.

Le nostre impressioni di guida. Motore: spinge bene ma è un po' rumoroso

Aperta la portiera “si sale” letteralmente sulla Koleos, nel senso che si prende posto in posizione decisamente rialzata. Da qui si ha un bel senso di dominio della strada, che fa sentire sicuri e che piacerà senza dubbio a tutti gli amanti della guida alta. Diamo vita al motore franco-giapponese, che non si dimostra troppo timido nel far riconoscere la sua anima a gasolio. Al minimo la presenza del quattro cilindri si avverte all'interno dell'abitacolo ed anche a velocità urbane, mentre  quando si accelera a fondo fa venire a galla un po' troppa ruvidità. La situazione migliora decisamente invece una volta imboccato l'ingresso dell'autostrada, quando, ingranata la sesta marcia e superati i 100 km/, la rumorosità scompare sotto ai fruscii aerodinamici.

Lo spunto è davvero più che buono, grazie alla coppia abbondante e subito disponibile già a 2.000 giri, tanto che l'accelerazione può apparire addirittura vigorosa per un'auto di questa categoria

 

Niente da dire invece sulle prestazioni in particolare sulla versione da 175 CV, protagonista del nostro test. Lo spunto è davvero più che buono, grazie alla coppia abbondante e subito disponibile già a 2.000 giri, tanto che l'accelerazione può apparire addirittura vigorosa per un'auto di questa categoria. Inutile naturalmente “tirare” le marce perché, come per tutti i diesel di questa pasta, oltre i 3.500-4.000, il quattro cilindri ha già espresso tutto quello che poteva. 

Cambio: meglio scegliere il manuale

Peccato per il cambio automatico a sei rapporti che fa sentire un po' troppo il peso degli anni e vanifica in parte la vivacità del quattro cilindri diesel. Le logiche di cambiata non sono eccezionali, così come la fluidità e i tempi di cambiata. In pratica si avverte ancora un po' di effetto trascinamento e la velocità con cui si passa da un rapporto ad un altro non è paragonabile agli automatici odierni. Meglio, a nostro avviso, optare in questo caso per il vecchio caro manuale a sei marce, magari meno comodo nel traffico ma senza dubbio più efficace anche per contenere i consumi. Le sospensioni garantiscono un ottimo comfort a bordo, così come ci sono piaciuti i freni, sempre pronti e con mordente da vendere anche nel caso di arresti di emergenza. Anche lo sterzo non delude: morbido in città, non diventa eccessivamente acquoso in autostrada, trasmettendo sempre sicurezza e un discreto feeling.

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La Koleos rimane un'auto molto pratica e versatile

Consumi: un grande classico

Per quanto riguarda i consumi la nostra Koleos con cambio automatico e motore diesel da 175 CV ha fatto segnare il classico (almeno per questo tipo di vetture) risultato di 10 l/100 km, su un percorso misto. Se si vuole ottenere qualcosa di meglio in ogni caso basta scegliere il cambio manuale, che, con un uso accorto e cambiate frequenti, permette di lasciare più tranquillo l'indicatore del livello di carburante.

Conclusioni

La Renault Koleos si rivitalizza con un secondo restyling che oltre a piccoli ritocchi stilistici nel segno di una maggiore eleganza, portano a bordo importanti novità tecnologiche. Non solo il sistema multimediale R-Link di ultima generazione, ma anche alcuni dispositivi di sicurezza molto pratici. Nel complesso rimane un SUV che fa della praticità la sua arma vincente, con capacità di carico eccezionale (comodissimo il bagagliaio clamshell) e grande versatilità. Peccato solo per il cambio automatico, che fa sentire un po' il peso degli anni, e per il motore diesel, che spinge bene, ma risulta rumoroso rispetto agli standard di oggi.

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