Prova veicolo commerciale

Volkswagen e-Crafter: come si elettrizza il furgone del corriere in città [video primo test]

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I tedeschi di VW mettono in strada la versione 100% elettrica del Crafter di seconda generazione, che punta alle consegne nelle grandi metropoli amanti del green. Pioniere dalle prestazioni sufficienti, con 100 kW, è ben dotato in abitacolo e adeguato nel vano carico (1,7t) ma l’occhio deve rimanere vigile sull'autonomia, max 170 Km e il costo è ancora elitario, da 70K euro

Debutta anche in Italia con l'autunno 2018 il nuovo e-Crafter 100% elettrico, furgone che era l'ultimo tassello mancante per la seconda generazione del veicolo commerciale della Casa, nata nel 2017. Un mezzo da lavoro interessante, di frontiera, che va a rendere protagonista il marchio in una nicchia di mercato dove ancora gli elettrici non sono diffusi, quella dei mezzi di trasporto Classe C/D. Del Crafter “normale” mantiene tutto, o quasi, ma rivoluziona la propria gestione abbandonando l’endotermico a gasolio, o metano, per un elettrico a batteria. Il listino prezzi Italia parte da € 69.500, le prestazioni garantite dal motore 100 kilowatt, che spinge fino a 90 km/h, sono buone ma l'autonomia può essere solo fino a 170 Km circa, per usi sostanzialmente urbani. Quello che conta nei furgoni da trasporto, la volumetria, è a quota 10,7 m3 e la portata fino a 1,7 tonnellate.

Il nuovo e-Crafter si basa sul modello di seconda generazione del Crafter, quello 100% made in VW
Il nuovo e-Crafter si basa sul modello di seconda generazione del Crafter, quello 100% made in VW

100% EV (motore e ricarica)

Il gruppo propulsione è molto leggero per un veicolo commerciale come questo, non supera i 100 kg includendo anche 27 Kg del cambio. Si tratta di quello già noto tra le auto, dell’attuale e-Golf, che proviene da Kassel: sviluppa 136 cavalli con 290 Nm di coppia, abbinandosi a una trasmissione mono-marcia, con riduttore; i giri sono limitati a quota 12.000. Proprio la trasmissione, verso le ruote anteriori, è l'unico punto che contiene ancora olio nell’e-Crafter, tutto il resto è asciutto e anche poco assetato, di liquidi come di manutenzioni, vista la semplicità (poche parti) e teorica affidabilità a lungo termine della parte motrice elettrica. Le batterie, rilevanti per molti aspetti su un veicolo 100% elettrico, anche in quanto a massa (344 Kg) sono con elementi agli ioni di litio, in buona parte Samsung, da 35,8 kWh. Elementi assemblati in Germania e garantiti fino a otto anni o 160.000 km. Per ricaricare l’e-Crafter ci sono due tipi di connessione rapida al posto del classico tappo serbatoio, o eventualmente anche quella tramite corrente alternata 220V da casa. La vera rivoluzione arriverà quando sarà “per tutti” la ricarica in corrente continua veloce, eventualmente, in questo caso con 40 kW l’80% di ricarica si ottiene in tre soli quarti d'ora. L'ipotesi più probabile per un'azienda che si doti di uno, o di una piccola flotta di e-Crafter oggi, in Italia, è però quella di usare wallbox privata, magari da 7,2 kilowatt, che ricarica con tempi tra le tre e le cinque ore. Alla peggio comunque, in una notte il nuovo e-Crafter è pronto al lavoro. Tra le cose interessanti che si notano sotto il cofano, in mezzo a cavi arancioni e molti spazi vuoti rispetto a un endotermico, non solo alcune parti Bosch o Hella, ma anche una centralina Motronic MED17.5 (generazione nata per i motori a benzina, giustamente "riutilizzata"). I vistosi cablaggi colorati prendono il posto dei classici tubi di benzina o gasolio e anziché carburante in alta pressione, conducono alta corrente, a circa 400 Volt. Il resto della rete in abitacolo però, con quella dei sistemi ausiliari, è sempre a 12 Volt, grazie a riduttore di tensione e un accumulatore dedicato. Proprio i classici 12V permettono le funzioni base, come quelle di accensione e spegnimento dell’e-Crafter. Al proposito, tra gli assorbitori ausiliari (di corrente) da tenere d'occhio mentre si guida, ci sono quelli della climatizzazione.

Il vano motore e-Crafter con spazi vuoti, cavi arancioni a 400V e... una centralina Motronic!
Il vano motore e-Crafter con spazi vuoti, cavi arancioni a 400V e... una centralina Motronic!

Dal vivo: com’è fuori

e-Crafter vuole dire comunque Crafter di seconda generazione, quello 100% VW (il precedente era in condivisione con Mercedes, ndr) in versione a passo medio e tetto alto. Lungo quindi 5,98 metri, largo due e alto 2,59: in tutto e per tutto identico agli altri Crafter da fuori, se non fosse per loghi, qualche finitura, ovvia assenza dello scarico e quei gruppi ottici a led, per ottimizzare il consumo di energia elettrica. Un veicolo quindi moderno sì, ma che non sconvolge certo l'estetica media del segmento Van.

VW e-Crafter 2018
VW e-Crafter 2018

Dal vivo: com’è dentro

Internamente, per questioni industriali ma anche per avvicinare quell'utenza che fino a oggi ha guidato solo veicoli endotermici, non ci sono differenze di rilievo rispetto agli altri VW Crafter, se non fosse per la strumentazione e quei 10 cm di altezza sul pianale. Il pacco batterie sul fondo porta infatti a 67 cm la soglia d'accesso, più alta e sostanzialmente analoga ai modelli con quattro ruote motrici. La cubatura del vano è 10,7 m2, ovvero 0,6 meno di quello “normale” diesel, mentre il carico è fino a 1,7 tonnellate, secondo la versione (cambia anche la patente di guida necessaria). e-Crafter quindi coerente alle esigenze del mercato nelle misure, con una chicca elettrica sotto il cofano che integra persino buone dotazioni per chi sieda in abitacolo, visto che gli uomini di Volkswagen hanno pensato per l'Italia a un target superiore. Sulla plancia e-Crafter ci si trova il sistema di navigazione, con App Connect, la climatizzazione estesa ai sedili Climatronic, tutti con molte regolazioni, elettriche e tanta sicurezza. Ci sono infatti: l'assistenza per mantenimento carreggiata, frenata anti-collisione multipla, ParkPilot con camera posteriore e anteriore, volendo, abbinabile al cruise control adattivo. Ecologia sotto il vestito, conducenti nel comfort in abitacolo e.. Una ridondanza d’informazioni a vista, per ottimizzare l’autonomia: la strumentazione abbonda di dati inerenti i flussi energia, lo stato di carica e la percorrenza residua. Gli elementi base dietro il volante sono analogici circolari, con piccolo display che si sposa all’Infotainment dove sono visualizzate meglio, con tanto di grafica, le condizioni di consumo e autonomia aggiornate secondo il tipo di guida. Mancano solo i settaggi personalizzati, essendo tutto affidato alle mappature, ovviamente differenti da quelle della e-Golf.

Il Contagiri diventa Conta-energia utilizzata, mentre in piccolo quella disponibile (fino a 100 kW)
Il Contagiri diventa Conta-energia utilizzata, mentre in piccolo quella disponibile (fino a 100 kW)

Come si guida

Il nuovo e-Crafter elettrico di Volkswagen si guida come i fratelli contemporanei da sei metri, poiché struttura telaistica e massa sono analoghe. Però occorre prestare attenzione al consumo di corrente elettrica, dovendo stare nei teorici 173 Km che sono un miraggio a pieno carico, su certi percorsi. La contropartita è quella, per un conducente che siede nel confort, in assenza di vibrazioni o rumori intensi e per gli utenti della strada privi di immissioni (né sonore né inquinanti). Guidandolo si prova il feeling tipico di un veicolo elettrico, pur se meno diretto e impressionante nelle riprese, viste le dimensioni. Postura comoda e comandi classici, con quelle molte indicazioni su consumo e autonomia ad accompagnare ovunque si guardi, sugli strumenti. Dati che però servono se si lavora, a contare su range come minimo a quota 100 Km effettiva: è questo il target garantito dai molti test fatti con venticinque aziende che in Europa hanno già provato e-Crafter.

Noi non li abbiamo fatti 100 Km, ma abbiamo assaggiato la costante buona ripresa dell'elettrico EEM85 sincrono, senza arrivare a quel livello di riserva che nel piccolo indicatore ci farebbe cambiare l'energia disponibile da livello standard a una limitata, di 50 kilowatt. Gli unici rumori che si sentono in movimento, sono quelli di rotolamento meccanico e di qualche attivazione saltuaria nel vano motore, mentre l'occhio impara quando può dagli istogrammi dei recuperi energia come si guidi al meglio un e-Crafter. Il grande elemento circolare dei giri viene sostituito da quello di potenza assorbita: stando sulla parte azzurra (fino a 5) si ottiene il rendimento migliore, stando sul verde, zona in negativo, se ne risparmia addirittura di energia (decelerando o frenando). Ulteriore aiuto è quello del range sul display centrale, che indica sempre anche i chilometri aggiuntivi che si avrebbero ottimizzando la guida rispetto al target massimo, o spegnendo gli utilizzatori attivi (pochi Km spegnendo il clima, durante il nostro test). A tal proposito, proprio quando gli utilizzatori servono di più ovvero nei climi estremi, si ha anche il momento in cui le batterie soffrono di più, ma fortunatamente non è il caso dell'Italia. La necessità di una guida molto “on-off” e di “scorrimento” con occhio un po' più avanti del solito, per risparmiare la corrente, sono cose che si apprendono man mano.

Parlando di flotta elettrica, per lavoro, quello che interessa è naturalmente essere certi che quando vengono lasciati a riposo, la sera, questi veicoli siano collegati alla ricarica per essere al 100% la mattina seguente. In questo aiuta un e-manager che permette di impostare tempo e percentuale di carica voluta, così da bilanciare la corrente tra i vari mezzi che magari sono collegati alla stessa utenza. È anche possibile programmare la temperatura desiderata in abitacolo, per avere il clima pronto a carico della rete elettrica e non della batteria, quando ci si muove la prima volta. Un mezzo con le carte in regola per non affaticare chi guidi, fare brevi soste, manovre e consegne di oggetti silenziosamente, in città. Lo spazio del vano, ben accessibile, misura 3,2 x 1,83 x 1,86 metri. Il passo 3,6 metri e i retrovisori sdoppiati non disdegnano l'aiuto delle camere e dell’assistenza da urti laterali, ovviamente. I consumi indicati a valore medio di 21,5 kW/100 km, equivalgono circa a 2 litri di gasolio o poco più.

Visto da dietro, e-Crafter è come i fratelli ma senza (gas di) scarico
Visto da dietro, e-Crafter è come i fratelli ma senza (gas di) scarico

In sintesi

Il listino Italia che parte da € 69.500, dovuto anche alla logistica (telaio in Polonia, powertrain e assemblaggio in diversi stabilimenti tedeschi) rende e-Crafter un veicolo commerciale che va e gratuitamente in molte aree limitate dei centri urbani ma che costa il doppio dei fratellini diesel, o quasi. È un mezzo appetibile per quella nicchia di utenza che secondo gli studi fatti da Volkswagen esiste, cresce e percorre meno di 100 km al giorno, soprattutto solo di giorno. Pensando a questo, con un minimo di energia elettrica disponibile presso i propri parcheggi, si può ricaricare e-Crafter la notte e utilizzarlo il mattino dopo sulle consegne urbane, magari dove il risparmio costante per le ZTL compensa parte del costo acquisto, che immaginiamo sarà più un noleggio, diretto o tramite società terze.

Il nuovo furgone elettrico di VW a nostro giudizio è più che funzionale nei limiti della percorrenza e del carico, visto che quello “popolare” da patente B supera di poco i 900 Kg. Pensando a medio termine, quando i veicoli elettrici vanteranno prestazioni ben migliori, i clienti e-Crafter giunti a un ipotetico quinquennio di uso possono contare su un margine di tre anni, o chilometraggio residuo (rispetto ai 160mila) per la batteria. Già, un piccolo plus da tenere in conto quello della copertura in garanzia per la batteria, che rimane l'onere maggiore, pensando a peso e costo dei veicoli elettrici. Gli sfidanti sono davvero pochi su questa misura precisa al momento, giusto un Iveco e il fratello a marchio MAN. Agli utilizzatori di questa nicchia green, che tendono probabilmente a curare anche l'immagine verso la propria clientela, con dei conducenti trattati un po' meglio e magari vera interfaccia sul cliente finale, il consiglio è di programmare bene i percorsi. Il fine, dopo aver negoziato un canone noleggio che magari non sia troppo lontano da quelli di un endotermico, è gestire al meglio le dovute ricariche notturne senza averne bisogno di giorno, valutando a quel punto i costi variabili addebitati dal gestore di corrente elettrica.

Ricarica al posto di rifornimento carburante, in media cinque ore con wallbox
Ricarica al posto di rifornimento carburante, in media cinque ore con wallbox

Pregi&Difetti

  • Ecologia, Rendimento, Utilizzo urbano
  • Costo assoluto, Autonomia in caso di utilizzi extra-urbani o imprevisti

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