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Dakar 2015. Nasser Al-Attiyah, Mini: «Calma ragazzi, ci sono anch’io!»

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Il “Principe” è stato uno degli ultimi “big” a definire la propria partecipazione alla Dakar. “Trattative” chiuse dopo il Marocco, Nasser Al-Attiyah torna ancora con la Mini All4 Racing e con Matthieu Baumel | P. Batini

Dakar 2015. Nasser Al-Attiyah, Mini: «Calma ragazzi, ci sono anch’io!»

Per la verità credevo che non l’avesse “spuntata”, che Nasser Al-Attiyah alla fine si fosse dovuto “piegare” alle decisioni dei Team in grado di fornirgli una macchina competitiva per difendere il terzo posto dello scorso anno e, possibilmente, rinnovare i fasti della vittoriosa edizione 2011 della Dakar. No, l’”indizio”, le foto e i video di presentazioni, sono stati realizzati con la vecchia macchina, ma al via della Dakar 2015 il 4 gennaio prossimo, con il numero 301, Nasser Al-Attiyahsalirà sulla Mini All4 Racing ultimo step, insieme al navigatore eccellente Matthieu Baumel, già due volte Campione del Mondo Cross-Country Rally.

 

Al Attyia ha imposto anche il proprio Sponsor storico, RedBull, e porterà i colori del Qatar Rally Team. Tutto secondo i piani, dunque, quei piani di cui Al Attyia ci aveva parlato e che hanno assunto la loro forma definitiva subito dopo la vittoria nel Rally del Marocco. Timore, per fortuna, fugato. Dice bene Stefano Marrini: “Siamo amici ma non ho le sue possibilità!”. È vero, Nasser Al-Attiyah è la splendida espressione “economica” del suo Paese, il Qatar, ma dal nostro punto di vista è senz’altro e soprattutto la migliore rappresentazione vivente di come si possa impiegare le proprie risorse, ovvero in direzione, quasi in devozione, dello Sport.

 

Qualche esempio. Cinque Olimpiadi, medaglia di bronzo nello Skeet ai 30i Giochi a Londra 2012 e il programma di migliorarsi a Rio De Janeiro 2016, il Titolo 2014 del WRC2 con una Ford Fiesta, la vittoria della Dakar 2011 con la Volkswagen, Campione WRC Produzione nel 2006, vincitore della Coppa del Mondo FIA Cross-Country Rally nel 2008, una diecina (perso il conto) di Titoli Middle East Rally. Impressionante, vero? Tutto nella cornice di perenne sorriso dell’Atleta che il 21 dicembre prossimo compirà 44 anni.

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Nasser Al-Attiyah è il Principe del Qatar ma sta dedicando la sua intera vita allo sport

 

Inutile dire che Nasser Al-Attiyah è uno dei favoriti nella corsa per la vittoria della prossima Dakar. Ne è consapevole, e la passione per questa corsa Al-Attyia la esprime nel desiderio, non solo frutto di una “discreta” ambizione, di fare sempre meglio. Nasser Al-Attiyah. Sì, sono contento di essere di nuovo al via della Dakar con un buon Team e con una buona macchina. È il modo migliore per cercare di fare del nostro meglio nella corsa che amiamo di più, e per cercare di vincere ancora come abbiamo fatto nel 2011.

 

Quest’anno c’è la novità, almeno per l’era moderna, della Tappa Marathon. Ti preoccupa?
«La bella novità della prossima edizione, la più eclatante. Ma bisogna considerare soprattutto che ogni anno, ad ogni edizione, la Dakar ci presenta comunque uno scenario nuovo. Ok, la tappa marathon non sarà facile per nessuno, ma intanto preferisco pensare che noi abbiamo la macchina buona per questa tappa senza assistenze. Cercheremo di passare anche oltre questo ostacolo partendo prima, cercando cioè di ridurre al minimo i rischi per la meccanica. E poi è giusto che un pilota professionista, un pilota ufficiale, debba avere anche l’esperienza meccanica necessaria per provvedere da solo alla propria vettura in una circostanza come questa. Comunque penso che noi non avremo nessun problema perché la nostra macchina è davvero molto robusta».

 

Nasser Al-Attiyah si prepara alla Dakar 2015 con la Mini

 

Mini, dunque.
«Sì, e credo di aver avuto la fortuna di poter scegliere la vettura più adatta per ottenere un buon risultato. In Marocco abbiamo vinto con la “vecchia” Mini, quella che ha corso lo scorso anno. La condizione era di poter avere una macchina con l’ultimo step di sviluppo, e ci siamo riusciti. Sappiamo che l’evoluzione porta delle migliorie senza intaccare il potenziale di affidabilità proverbiale di questa macchina. Mi piace guidare la Mini, è una vettura frutto di una grossa esperienza. Molto robusta e affidabile, veloce quanto basta. Sì, credo proprio che abbiamo scelto la macchina giusta al momento giusto per poter puntare al successo della Dakar!»

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Il Principe correrà con l'ultima evoluzione della Mini All4Racing, proprio come Nani Roma

 

Avete vinto due Rally, quest’anno. Qatar e Marocco, e partite per la Dakar 2015 come favoriti. L’equipaggio sembra “funzionare”…
«Sono contento che ci sia Mathieu al mio fianco. Ha esperienza ed è molto bravo, e con lui nell’abitacolo l’atmosfera è spettacolare. È preciso e attento, e spesso molto divertente. Abbiamo un “codice” particolare d’intesa. In genere parliamo in inglese, e Mathieu comincia ad essere bravo anche con l’arabo, ma se parte all’improvviso in francese, anche se non afferro immediatamente il significato capisco al volo che è venuto il momento di rallentare! Siamo d’accordo, io e Mathieu: niente stress dentro la machina. Per questo siamo una buona Squadra. Abbiamo vinto in Qatar, in Marocco, abbiamo fatto sei gare è metà le abbiamo vinte. È senz’altro stata una stagione nella quale abbiamo fatto una buona preparazione per la Dakar. Siamo pronti».

Non c’è da aver paura o da preoccuparsi in una gara come questa. Rispetto, sì, ma non paura

 

Sei uno dei favoriti. Ti preoccupa?
«No, niente paura. Non c’è da aver paura o da preoccuparsi in una gara come questa. Rispetto, sì, ma non paura, neanche degli avversari. Ci sono tre o quattro piloti molto forti ma, ok, ci conosciamo a vicenda abbastanza bene e ci confrontiamo a viso aperto senza nessun timore. E poi la Dakar è la Dakar. Qualche volta hai un buon giorno, qualche volta ti tocca una brutta giornata, ma ogni giorno siamo uno a caccia dell’altro, consapevoli che tutto può succedere e che bisogna prestare sempre la massima attenzione, durante la battaglia e durante la corsa».

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La Dakar è una delle corse preferite da Nasser Al-Attiyah

 

Vogliamo riassumere i vostri obiettivi?
«Per prima cosa dobbiamo finire il Rally. Per seconda dobbiamo ottenere un buon risultato, il che vuol dire che dobbiamo vincere la corsa!»

 

Hai corso in lungo e in largo, e fai altri Sport. Ma la Dakar ti piace in modo particolare…
«Sì, direi che la Dakar mi sta a cuore, è un evento speciale. È una grande sfida sportiva, di una complessità enorme e che mette alla prova molti aspetti, dal carattere all’esperienza, dal lavoro di Team alle caratteristiche di guida. Tutto in un contesto ambientale fantastico. Per affrontarla devi avere un buon equilibrio tra energia, testa e bravura, devi essere veloce ma ridurre al minimo i rischi, e devi avere una macchina veloce ma soprattutto forte, robusta».

 

Cosa pensi del ritorno di Peugeot?
«Penso che  sia un grande avvenimento. Peugeot ha una grande esperienza, è una Marca importante nella storia della Dakar e una grande Fabbrica con un grande reparto corse. Tutti conoscono la storia di Peugeot, da molto tempo, e penso anche che il ritorno di Peugeot sia un buono stimolo anche per altre Marche che potrebbero volersi misurare con la Dakar».

 

Piero Batini

Foto: Red Bull Content Pool

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