5A Tappa

Un giro per la vita 2012: da Brindisi a Rocca Imperiale

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Prosegue il nostro viaggio attraverso i luoghi costieri più belli della Penisola. Passando per Otranto e Gallipoli, giungiamo a Rocca Imperiale. La Panamera S Hybrid ha veleggiato ad Emissioni Zero per il 45% del viaggio, mentre la Duke ha percorso in media 16,42 Km/l

Un giro per la vita 2012: da Brindisi a Rocca Imperiale

La tappa di oggi ci piacerà in maniera particolare, sia per le bellezze paesaggistiche, il mare ed i piccoli villaggi, ma anche per le strade che avremmo modo di percorrere con le nostre due compagne di viaggio. Non sarà un percorso breve, parliamo sempre di 450 chilometri, per cui non ci resta molto tempo per il piacere puro se non quello di salire in sella e mettersi al volante.

 

Il percorso che ci ha portato da Brindisi a Rocca Imperiale


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Il borgo di Otranto e le sue viuzze, racchiuse nelle  mura aragonesi

Da Brindisi tiriamo dritto lungo la costa, fino al punto in cui il mar Adriatico si incontra con il mar Ionio e dove l’Albania è la terra più vicina. Siamo ad Otranto dunque, una cittadina con una lunga storia, fondata probabilmente dai cretesi e che per cinque secoli restò un importante centro bizantino. Ma fu anche teatro di assedi e stragi, con il massacro da parte dei turchi nel 1480.

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La Porsche Panamera S Hybrid veleggia sulle splendide strade che ci portano attraverso la Puglia, la Basilicata e la Calabria


Il borgo, ancora oggi racchiuso nelle mura aragonesi, è costituito da un intrico di viuzze, troppo strette però per la mole della nostra Panamera. Per questa ragione decidiamo di proseguire avanti, continuando quel meraviglioso percorso che si affaccia sul mare, in tandem con lo Sly 42, che continua in silenzio a navigare per la solita missione: “Un viaggio per la vita”.

La Otranto-Leuca: una strada mitica, da veri smanettoni, lungo una costa meravigliosa

Non ci sono alternative, puntiamo diritto verso Santa Maria di Leuca, lo zoccolo d’Italia proseguendo lungo la SP 358, la strada lungo costa a dir poco meravigliosa, che i colleghi di Moto.it inserirebbero subito di diritto fra i percorsi mitici. Finalmente la Ktm dopo centinaia di chilometri fatti in relax può darsi alla pazza gioia, inanellando una serie di curve e controcurve da adrenalina pura. La Duke è rapida e agilissima negli inserimenti grazie a un interasse molto ridotto che favorisce la guida nel misto-stretto; anche la frenata è all’altezza del mezzo, potente ma ben modulabile.


Ma la Otranto-Leuca evidentemente è un percorso da veri smanettoni e non passa molto tempo prima di ritrovarci anche noi intruppati nel bel mezzo di un gruppo. Mi affiancano due Cbr 1000 con scarico Akrapovic e porta targa rialzato. Il primo mi sfila davanti, il secondo rallenta, mi guarda attraverso la visiera nerissima e da due colpi di gas in tono di sfida, alla Fast & Furious.


Per un attimo mi dimentico dei consumi e di veleggiare e penso che sotto le “chiappe” ho comunque una Porsche. Kickdown e via. La Panamera scala tre marce in un attimo, schizza via come un missile e in pochi secondi siamo già sul filo dei duecento. L’hell’s rider non riesce a scrollarmi di dosso, giù nel primo curvone veloce, sempre uniti, ma poi inizio a riflettere, rallento, metto la freccia e torno indietro. Avrò pure sbagliato, ma una piccola soddisfazione me la sono voluta prendere…

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Sulla Strada Provinciale 358 che collega Otranto a Leuca, la Ktm Duke 690 ha potuto scaricare a terra tutta la sua potenza e agilità

Nel centro storico di Gallipoli con la Panamera S Hybrid nel silenzio più assoluto, grazie alla modalità ad emissioni zero

Continuiamo con entusiasmo il nostro percorso risalendo le Puglie, prossima tappa Gallipoli, dove qui si incontrano il Mediterraneo e lo Ionio, meta d’obbligo di questa ragione, un po’ come i trulli di Alberobello che purtroppo abbiamo saltato perché, trovandosi nell’entroterra, non rientravano in questo progetto dedicato al mare e alle sue coste. “Bella città” secondo il toponimo greco, Gallipoli è divisa in due parti: il borgo e il centro storico.


Il primo è in pratica la parte più recente della città, tutto fuorché attraente anzi, viene da chiedersi se abbiamo sbagliamo meta. Il centro storico si trova adagiato invece su un’isola di origine calcarea ed è collegato alla terraferma attraverso un ponte del seicento. Visto che abbiamo una vettura ibrida ci viene in mente di fare un piccolo esperimento: entriamo nell’area pedonale quasi in punta di piedi: la Panamera si muove come una piuma su di un tavolo di cristallo e mentre sfiliamo lentamente nel cuore della piazzetta gli sguardi dei passanti restano appesi fra l’incredulo e il sorpreso. Solo una ragazza mora, molto bella fra l’altro, decide di rompere il silenzio e venendoci incontro con un sorriso da pin-up ci chiede gentilmente: "ma che vettura è questa che non fa nessun rumore?".

In viaggio verso nord, per completare il periplo delle Puglie

Il team riparte verso nord, per completare il periplo delle Puglie e intanto iniziamo a vedere i cartelli per Nardò. Onestamente un pensierino a fare un salto nell’anello di velocità più importante d’Europa ce lo facciamo, ma come sempre il nostro timing è così serrato che certe divagazioni non possiamo permettercele. Passiamo anche Taranto e il suo incasinatissimo porto commerciale e dopo una cinquantina di chilometri entriamo in Basilicata.

“Non ci resta altro che proseguire ed entrare in Calabria, facendo sosta a Rocca Imperiale, caratteristica cittadina che si affaccia sul mare ma la cui vera anima risiede poco più ad ovest, nell’antico borgo dominato dal castello

Sosta obbligata a Rocca Imperiale, in Calabria, per ammirare la magnifica fortezza voluta da Federico II

Anche in questo caso ci sarebbe da vedere Matera ed i suoi Sassi, ma anche questa località, rimanendo troppo all’interno, non fa parte dell’itinerario. E allora non ci resta altro che proseguire ed entrare in Calabria, facendo sosta a Rocca Imperiale, caratteristica cittadina che si affaccia sul mare ma la cui vera anima risiede poco più ad ovest, nell’antico borgo dominato dal castello.


Considerato una delle fortezze più belle d’Europa e fra l’altro perfettamente conservato, questo enorme maniero voluto da Federico II di Svevia ha tutto il sapore ed il fascino del medioevo e l’imponente muro di cinta, il ponte levatoio ed il bastione merlato, ci riportano davvero indietro nei secoli. Se poi abbiamo la fortuna di visitarlo durante la festa che ci celebra ogni anno e, dove centinaia di cortigiani sfilano al cospetto di Sua Maestà improvvisando danze ed offerte, ecco che si rivive davvero un’atmosfera dal gusto particolare.

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La fortezza di Rocca Imperiale, voluta da Federico II, domina il borgo cittadino

Il Sindaco di Rocca Imperiale, Federico Di Leo, ci parla del suo comune

A riceverci a Rocca Imperiale, aprendoci le porte del castello, è proprio il sindaco in persona, Ferdinando Di Leo, che sicuramente molto ha fatto per la sua città e soprattutto per il restauro e la conservazione del castello. «Il merito non è solo mio – interviene con un sorriso Di Leo – ma soprattutto dei cittadini che amano in maniera particolare il loro piccolo borgo. Pensate che siamo arrivati ad oltre il 70% della raccolta differenziata entrando così fra i primissimi comuni in Italia, segno evidente dell’attenzione e della cura che i cittadini hanno per il loro territorio. Un territorio a vocazione agricola dove fra l’altro si producono degli ottimi limoni IGP, uno dei tanti sapori tipici della nostra regione.»

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La Panamera S Hybrid ha veleggiato per il 45% (Emissioni Zero) del quinta tappa

Emissioni Zero per il 45% del percorso

Non c’è dubbio che decidiamo di concludere qui la nostra tappa pernottando in un bed & breakfast nel cuore del borgo antico, fra le strettissime viuzze e ai piedi della fortezza. Ma prima di incamminarci per i saliscendi a terrazza dobbiamo fare un rapido check ai consumi. La Porsche Panamera ha sforato il tetto dei 10, fermandosi a 9.7 km/l per l’esattezza. La Ktm Duke 690 ha risposto con una percorrenza media di 16,42 chilometri al litro. I consumi più alti fino ad oggi registrati, ma non possiamo stupirci. E sappiamo anche il perché…

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