Formula E, Cape Town: Top e Flop del primo E-Prix Africano

Formula E, Cape Town: Top e Flop del primo E-Prix Africano
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Silvia Giorgi
  • di Silvia Giorgi
  • Silvia Giorgi
  • di Silvia Giorgi
1 marzo 2023

Cape Town si è aperta alla Formula E con un E-Prix su circuito cittadino fatto per lasciare il segno. In questa prima edizione, è saltata all’occhio proprio la difficoltà del layout, il quale ha eliminato diversi team e piloti, permettendo ad uno scatenato da Costa di ottenere la sua prima vittoria su Porsche davanti all’ex compagno di squadra Jean-Eric Vergne su DS e Nick Cassidy su Envision. Ma quali sono stati i punti salienti dell’E-Prix? Scopriamolo insieme.

Top 1: da Costa, un sorpasso bello quanto una vittoria

Il primo E-Prix del Sudafrica ha regalato la sua vittoria storica al vincitore della Stagione 6 di Formula E Antonio Felix da Costa. Il risultato è pregno di significato per il portoghese, in quanto si delinea come il primo per la sua nuova scuderia, Porsche, e ridà fiducia al pilota sul proprio potenziale.

La scuderia tedesca ha iniziato la nuova era della Gen3 con energia e successo, in quanto è attualmente in testa sia al Campionato Costruttori che quello Piloti, grazie all’altro alfiere, Pascal Wehrlein. Da Costa ha potuto sfruttare questa vittoria come la giusta occasione per dimostrare al team che di piloti vincenti ne ha due, e lui ha tutte le carte in regola per fare bene come il proprio compagno di squadra. La vittoria si inanella infatti allo scorso podio nell’altra new entry del calendario di FE, Hyderabad, in cui però il portoghese aveva avuto accesso al podio solo grazie alla penalizzazione del terzo classificato, il pilota Envision Buemi.

Questa vittoria, al contrario, è stata ottenuta completamente da lui, con talento, caparbietà e la sua intramontabile energia, grazie ad una lotta mozzafiato con l’ex compagno di scuderia in DS Penske ed attuale pilota DS Jean-Eric Vergne, messo alle spalle grazie ad un sorpasso dalla bellezza stordente. Da Costa, dopo aver tallonato la DS, ha effettuato una finta all’interno per poi attaccare all’esterno e conquistando così la posizione che conta in pista.

Top 2: Vergne e quella fame di vittoria

Vergne esce dall’E-Prix del Sudafrica battuto ma non sconfitto. Il francese, infatti, sebbene non fosse partito dalla pole è riuscito a tenersi alla larga dalle insidie della pista e dai problemi che questa ha causato ai suoi avversari. Inoltre, Vergne ha trovato il giusto ritmo sulla propria DS, cosa che non è ancora riuscita al suo nuovo compagno di squadra e campione del mondo in carica Stoffel Vandoorne, bloccato a metà classifica.

Il francese è andato al comando dopo un ritiro a sorpresa del leader della corsa Gunther su Maserati ed ha sfruttato appieno tutte le risorse della pista e dell’auto, rivelandosi ancora una volta abile ad adattarsi ai nuovi circuiti.

Alla fine ha dovuto arrendersi ad una seconda posizione dopo aver perso in pista su da Costa ma ha comunque guadagnato punti preziosi per la sua scuderia e per sè, dopo la vittoria di Hyderabad. Il pilota DS sembra essere in condizione, riuscirà a mantenerla intatta per le quattro settimane di stop che lo attendono e riprendere da dove ha cominciato?

Top 3: Il Circuito: W la velocità

Queste nuove piste che stanno entrando nel campionato full-electric stanno rivelandosi preziose per la Formula E, impegnate a riscuotere un grandissimo successo grazie a layout tecnici studiati nel dettaglio e a conseguenti gare infuocate. Dopo Hyderabad, a lasciare di stucco per la bellezza del proprio circuito è Cape Town: se la pista indiana è caratterizzata dalla chicane, quella sudafricana ha come protagonista i suoi rettilinei, i quali le consentono di raggiungere velocità incredibili. Il circuito di Cape Town, infatti, è il più veloce che la Formula E abbia mai avuto nelle sue nove stagioni di vita.

Proprio la sua conformazione intriga e spaventa i team, come nel caso Mahindra, in cui il team indiano ha dovuto procedere al ritiro della proprie vetture e di quelle del team clienti Abt Cupra. Il team principal di Mahindra Frederic Bertrand, nel sottolineare l’assoluta priorità della sicurezza dei piloti ha affermato che sarebbe stato estremamente rischioso fermarsi nel bel mezzo di una pista così veloce.

In definitiva, l’E-Prix di Cape Town si è rivelato utile per la crescita di questo sport ancora relativamente giovane, mettendone a nudo potenzialità e limiti.

Flop 1: doppio DNF Maserati

Il primo punto dolente di una gara bella ed emozionante è stata la condizione portata in pista da Maserati. La Casa italiana sembra avere tutti gli ingredienti giusti per figurare positivamente ma non riesce ad amalgamarli correttamente per portare a casa dei risultati alla sua portata.

La sua prima stagione in Formula E era iniziata in salita, per poi migliorare nel corso dei diversi Round, il tutto, però, senza riuscire a finalizzare il potenziale in un risultato.

Il Round 5 della Stagione 9 ha messo in luce ancora una volta e con ancora più forza il grande problema di Maserati: l’incostanza.

Mentre Mortara vedeva sfumare la propria gara nonostante un ottimo ritmo, il suo compagno di squadra Gunther guidava la competizione, saldo al comando e con un passo gara invidiabile. Questo è durato solo fino a due terzi della gara, quando il tedesco ha dovuto a sua volta cedere al ritiro, segnando un doppio DNF della scuderia. Toccherà al team di ingegneri ora mettersi al lavoro per scoprire cosa non va nella monoposto per renderla più sicura per il prossimo E-Prix, che avverrà a San Paolo il 25 marzo.

Flop 2: Il fallimento della sicurezza di Mahindra

Il maggior flop di questo E-Prix è stato sicuramente il doppio ritiro di Mahindra e Abt Cupra senza nemmeno avere modo di prendere parte a qualifiche e gara. Il motivo alla base della dolorosa decisione è strettamente connesso alla sicurezza.

Dopo le Prove Libere 2, un meccanico di Abt Cupra ha individuato un difetto strutturale sulle sospensioni posteriori della monoposto di Muller.

Indagini più minuziose da parte del team stesso e di Mahindra, fornitore del pacchetto motoristico che comprende anche le componenti delle sospensioni, hanno individuato una flessibilità eccessiva, di causa ancora sconosciuta e probabilmente attribuibile al difficile asfalto molto accidentato di Cape Town, che denota delle falle nell’integrità strutturale.

Il successivo ritiro ha messo in dubbio la sicurezza delle auto e ha evidenziato quanto sia facile commettere delle imprecisioni potenzialmente pericolose.

Fra quattro settimane ritroveremo l’intero pacchetto ora noto come M9Electro rinnovato e, conseguentemente, anche omologato con un nome nuovo. Probabilmente ci saranno delle penalizzazioni per i due team a cause della sostituzione delle componenti.

Flop 3: Fenestraz deluso dalla vittoria sfumata ma c’è una nota positiva

Lo chiamiamo “flop” perchè la bella pole conquistata solo poche ore prima dal pilota Nissan Fenestraz ci aveva fatto pregustare un podio, se non addirittura una vittoria. Il franco-argentino era riuscito a diventare il primo poleman del Sudafrica ed aveva messo a segno una partenza scattante e grintosa ma purtroppo non c’è stata la sua consacrazione come uno dei vincitori di un E-Prix.

Nissan sta riuscendo a migliorare con ritmo e costanza e la velocità non manca certo al rookie ma purtroppo manca ancora un po’ d’esperienza. All’ultimo giro di gara, infatti, Fenestraz è stato vittima di un incidente che ha reso necessario un amaro ritiro.

In questo flop, tuttavia, non va persa la grande qualità di team e pilota, in quanto Fenestraz ha comunque ben impressionato nel corso dell’intero weekend e si è portato a casa un ottimo premio: il record di giro veloce non solo della gara ma dell’intera storia della FE.

Pole conquistata, giro più veloce ottenuto, record infranto: la Nissan di Fenestraz deve solo riuscire a concretizzare una vittoria ma la stagione è ancora lunga, e le occasioni di certo non mancheranno.

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