Maserati rivoluzionaria: Ralph Gilles promette auto "completamente diverse" e dice addio all'era dei

Maserati rivoluzionaria: Ralph Gilles promette auto "completamente diverse" e dice addio all'era dei
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Il capo del Design Stellantis apre uno scenario inedito per il Tridente: forme futuristiche, linguaggi nuovi e una rottura netta con il passato. Intanto, lancia una provocazione che scuote tutto il settore: i SUV sono finiti.
17 marzo 2026

C'è una frase, pronunciata quasi di passaggio in un'intervista a Car Design News, che vale più di qualsiasi teaser ufficiale: "Le prossime Maserati saranno completamente diverse da tutte quelle che avete visto fino a questo momento." A dirlo è Ralph Gilles, il designer americano a capo dello stile dell'intero gruppo Stellantisun uomo che ha sotto la sua matita quattordici marchi, dalla Fiat alla Dodge, passando per Alfa Romeo e Jeep. Quando parla, il mercato dell'auto ascolta. E stavolta ha detto cose che fanno riflettere.

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Il tramonto del SUV: una profezia o una speranza?

Prima ancora di Maserati, Gilles ha lanciato una bomba sull'intero comparto automotive mondiale. I SUV? Roba vecchia. "Sono stufo dei SUV", ha dichiarato senza giri di parole. "La mania è bella che finita." Non è la voce isolata di un designer romantico che rimpiange le berline di un tempo: è la lettura di un cambiamento generazionale che si sta già manifestando nella domanda reale.

C'è una dinamica quasi antropologica in questo processo: ogni generazione costruisce il proprio immaginario automobilistico per contrasto con quello di chi è venuto prima. I giovani automobilisti di oggi non hanno nostalgia dei SUV, ci sono nati dentro. Li associano ai viaggi in famiglia, ai sedili con le briciole, ai sensori di parcheggio dei genitori. Non è il loro simbolo di libertà. La loro icona è ancora tutta da scrivere, e i designer lo sanno. Il tipo di macchina che ti mette il sorriso in faccia già al semaforo, che non intimidisce nel traffico urbano e che torna a mettere il piacere di guida al centro, dopo anni in cui l'altezza da terra era diventata sinonimo di status. Berline e hatchback, dunque, come nuova frontiera del desiderio. Un ribaltamento che, se confermato dai numeri, potrebbe riscrivere le strategie di prodotto di mezzo settore.

Maserati Grecale
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Stellantis in Europa: troppi nomi, troppa sovrapposizione

Gilles non si ferma al mercato americano, dove il gruppo si regge su pochi pilastri, la Dodge Charger e l'Alfa Romeo Giulia per chi cerca ancora una berlina, e allarga il ragionamento all'Europa. Un mercato che conosce bene, ma che definisce apertamente "un enigma".

Il problema è la frammentazione. Stellantis gestisce in Europa brand con storie profondissime, Fiat, Peugeot, Citroën, Alfa Romeo, Lancia, Maserati, ma con identità che spesso si sovrappongono, si scontrano, si cannibalizzano. "Dobbiamo fare un po' di pulizia", ammette il designer. Non è una minaccia, ma una necessità industriale: con risorse condivise e piattaforme comuni, ogni marchio deve sapere esattamente chi è e a chi parla.

Alfa Romeo, confessa, è la sfida più complessa: il concetto stesso di performance ha cambiato significato per le nuove generazioni, e ricalibrare il posizionamento del Biscione senza tradirne l'anima è un esercizio di equilibrio difficilissimo.

Maserati Granturismo
Maserati Granturismo Maserati

Maserati: il laboratorio del futuro

Ed è qui che entra in scena il Tridente. Con una lucidità quasi chirurgica, Gilles identifica Maserati come il marchio ideale per sperimentare senza rete di sicurezza. "Maserati è matura per un completo cambio di rotta" e quando dice completo, intende completo.

Le prossime vetture del Tridente saranno "molto futuristiche, ma al tempo stesso una dichiarazione precisa". Un ossimoro apparente che nasconde una visione ben precisa: non l'avanguardia fine a sé stessa, non il concept da salone che non vedrà mai una strada, ma un'auto che abbia qualcosa da dire, un manifesto stilistico e tecnologico riconoscibile.

Ancora più significativa è la definizione che Gilles dà del ruolo di Maserati all'interno del gruppo: "il luogo in cui sperimentare con tutti gli strumenti tecnologici disponibili in Stellantis, che abbiano senso o meno dal punto di vista del mercato". Una frase che suona quasi come una liberazione. Maserati non deve inseguire i volumi di vendita, non deve giustificare ogni scelta con un foglio Excel. Può osare. Deve osare.

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Cosa aspettarsi, concretamente?

Al momento, Gilles non svela formesegmenti. Non sappiamo se le nuove Maserati saranno berline, coupé, spider o qualcosa che ancora non ha un nome. Ma i segnali sono abbastanza chiari da disegnare un orizzonte: meno compromessi, più identità di marca; meno rincorsa alle mode, più coraggio progettuale; meno SUV, forse, e più automobili nel senso più puro e appassionato del termine.

Per un marchio che negli ultimi anni ha vissuto un percorso tormentato, tra rilanci annunciati, modelli che non hanno convinto del tutto e numeri di vendita ben al di sotto del potenziale, il messaggio di Gilles arriva come una boccata d'aria fresca. O come la promessa di un risveglio.

Il Tridente è pronto a sorprendere. E per una volta, la promessa non arriva da un comunicato stampa costruito a tavolino, ma da chi ha il compito e il potere di disegnare davvero ciò che verrà. Il mare, si sa, non spaventa chi sa già dove vuole andare.

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