La batteria a doppia chimica: si arriva quasi a 1.000 km di autonomia

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L'unica casa automobilistica che ha investito sull'azienda americana è stata BMW
5 dicembre 2023

L’azienda americana Our Next Energy (ONE) è specializzata nelle tecnologie di stoccaggio dell’energia e, qualche giorno fa, ha annunciato che una BMW iX alimentata dalla sua batteria a doppia chimica, ha raggiunto un’autonomia di 978 km nel ciclo WLTP.

La batteria a doppia chimica si chiama Gemini e, nel 2022, l’esperimento dell’azienda con sede nel Michigan è stato annunciato con BMW. Più precisamente, l’accumulatore ha una densità energetica volumetrica di 450 Wh/l e una capacità della batteria di 185 kWh, con delle dimensioni esterne paragonabili ad una tradizionale.

Batteria Gemini
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Due batterie per due scopi diversi

L’architettura della batteria è dotata da due diversi tipi di celle e, per funzionare, sfrutta un convertitore DC-DC proprietario ad alta efficienza. Una piccola parte dell’accumulatore che serve principalmente al 99% dei viaggi quotidiani è composta dalla chimica Litio-Ferro-fosfato (LFP), la quale offre un’autonomia di 241 km. Invece, per i viaggi lunghi, viene utilizzata la batteria con celle prive di anodo (catodo LiMnO e l’anodo al litio-metallo) che permette di aggiungere un’autonomia di 725 km, grazie ad una densità di oltre 1.000 Wh/l.

Dati tecnici batteria Gemini
Dati tecnici batteria Gemini

Si utilizza meno materiale

Questa scelta è stata fatta per preservare le celle prive di anodi, le quali hanno una durata abbastanza breve rispetto a quelle LFP. Queste ultime, proprio per questo motivo, vengono utilizzate nella guida di tutti i giorni e, quelle con una maggiore densità, vengono utilizzate quando c’è bisogno di una costante erogazione di energia, come può succedere in autostrada. Inoltre, secondo l’azienda, per produrre l’accumulatore si utilizzerebbe una minor quantità di materiali preziosi: 20% in meno di litio, il 60% in meno di grafite,il 75% in meno di nichel e il 100% in meno di cobalto.

Infine, qualche settimana fa, l’azienda ha annunciato l’avvio della produzione pilota delle celle LFP in Michigan (in futuro dovrebbe produrre 20 gigawattora di batterie all’anno) e, nella prima metà del 2024, dovrebbero iniziare le prime consegne ai clienti per convalidare le prestazioni e la durata.

 

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