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Nella splendida cornice di Spielberg, mentre il Gran Premio d’Austria è in procinto di andare in scena, Fernando Alonso ha fatto il punto sul suo futuro nella massima categoria e sulla complessa situazione tecnica in casa Aston Martin.
L’asturiano ha lasciato libera interpretazione per i suoi programmi a lungo termine, ponendo però una scadenza ben precisa per il mercato piloti: la pausa estiva. Lo spagnolo ha infatti confermato che sfrutterà lo stop di agosto per sciogliere le riserve sulle stagioni a venire. “Non ho ancora preso alcuna decisione: aspetterò agosto, e dopo la pausa estiva ci saranno Zandvoort e Monza. Sarà allora che dovrò decidere cosa fare l'anno prossimo. Una cosa è certa: dopo l'anno prossimo continuerò a correre. Mi sento veloce, motivato e amo ciò che faccio. Non ho intenzione di fermarmi ora. Non è vero che non sono competitivo o che non mi piace correre”.
Nonostante una stagione finora deludente, lo spagnolo ha voluto ribadire la sua totale dedizione alla squadra di Silverstone, rilanciando le ambizioni del team guidato da Lawrence Stroll. “Amo la Formula 1 e sono totalmente dedito a questa squadra. Il mio impegno nei confronti del team e del progetto non è cambiato. Abbiamo iniziato insieme in modo vincente nel 2023, poi ci sono stati molti cambiamenti nell'azienda, nella sede di Silverstone, e ora c'è la partnership con Honda, con Aramco e lo sviluppo dei nuovi carburanti”.
Alonso non si nasconde dietro a un dito e ammette le difficoltà attuali, scagliandosi anche contro l'ironia tagliente che viaggia sulle piattaforme digitali. “Siamo partiti con il piede sbagliato in questa stagione e lo sappiamo perfettamente. Ma stiamo cercando di rimettere le cose a posto il più rapidamente possibile. Al momento siamo un bersaglio facile perché siamo indietro, e con i social media oggi è facile fare ironia su di noi. Probabilmente siamo in prima linea quando si tratta di subire critiche sul web. A volte diciamo apertamente di non essere contenti della nostra posizione, ma siamo dei grandi lavoratori. I tecnici della Honda sono dei grandi lavoratori, e in Aston Martin ci sono tantissime persone che lavorano instancabilmente, giorno e notte, per risolvere i nostri problemi. E sono problemi risolvibili”.
Interrogato sulla scelta strategica del team di ritardare il debutto di un pacchetto di aggiornamenti massiccio, Alonso ha analizzato con lucidità le dinamiche interne, spiegando come la decisione sia figlia di una saggia gestione delle risorse e del tetto di spesa imposto dal regolamento finanziario. “Diciamo che non è una questione di essere d'accordo o meno, ma apparentemente non c'era un'alternativa immediata per portare sviluppi continui e illimitati come fanno altre squadre. Guardando i documenti della FIA a ogni gara, si vede quanto gli altri aggiornino la macchina. Noi non sapevamo esattamente quanto le limitazioni del budget cap avrebbero influito, né quanto tempo sarebbe servito per comprendere a fondo i nostri problemi. Non potevamo permetterci di andare per tentativi ed errori con i nuovi pezzi”.
Il due volte campione del mondo ha poi ripercorso le tappe che hanno portato lo staff tecnico a congelare temporaneamente lo sviluppo per evitare passi falsi. “Credo ci siano volute le prime tre o quattro gare per capire la direzione da prendere e i nostri limiti, per poi iniziare a testare le soluzioni in galleria del vento, osservando anche le soluzioni implementate dagli altri team e capire quali funzionassero meglio. Quando metti tutti questi dati sul tavolo, solo allora puoi iniziare a programmare un pacchetto di aggiornamenti serio. Ovviamente tutto questo richiede tempo”.
Il punto di svolta della stagione, rivela Alonso, è arrivato molto presto, costringendo la squadra a resettare le aspettative e a pianificare un vero e proprio cambio di rotta radicale piuttosto che accontentarsi di piccoli correttivi inefficaci. “Dopo le difficoltà nelle prove a Barcellona, venendo dal Bahrein dove il primo test era sembrato buono, abbiamo capito la nostra reale situazione in Australia. In quel momento non sapevamo nemmeno se avremmo finito la gara: questa era la scomoda verità con cui ci siamo scontrati. Per questo penso che la scelta di fermarsi e riprogrammare sia stata corretta. Per noi non avrebbe cambiato nulla portare piccoli aggiornamenti spalmati in tre o quattro Gran Premi per poi ritrovarci comunque a lottare nelle retrovie”.
La chiusura del pilota di Oviedo è un avviso ai naviganti e a tutti i rivali nel paddock. “Ci serve un salto di qualità più importante, ed è quello su cui tutti in fabbrica stanno lavorando duramente. Dobbiamo dare merito a queste persone. Non vediamo ancora i risultati in pista, ma non bisogna commettere l'errore di sottovalutare l'Aston Martin, come invece è stato fatto nelle ultime settimane”.
Infine, l'asturiano è stato interpellato in merito a quali siano oggi le vetture più divertenti da guidare, il due volte campione del mondo ha regalato un interessante spunto tecnico che suona come una netta critica indiretta alla complessa gestione degli pneumatici nella Formula 1 odierna. Alonso ha rievocato un recente test a porte chiuse, esaltando il comportamento delle coperture francesi Michelin rispetto alle attuali dinamiche della massima categoria. “Ho guidato la Valkyrie un mese fa al Paul Ricard ed è stato incredibilmente divertente. È sorprendentemente veloce, ha molta deportanza e un'altissima velocità di punta. Ma soprattutto monta pneumatici Michelin, che sono un vero piacere. Ti permettono di guidare a lungo e spingere senza limitazioni, senza problemi di riscaldamento o di gestione continua della pressione sul volante. Tutte cose che ti fanno godere la guida, perché si tratta solo di 'ballare' insieme alla vettura, qualunque essa sia”.