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Dopo la vittoria sfumata all’Inferno Verde della 24 Ore del Nürburgring della scorsa settimana, Max Verstappen si è ripresentato nel paddock di Formula 1 con l'animo di chi ha ancora una fame tremenda. Il Gran Premio del Canada 2026 gli ha restituito il sorriso sotto forma di un terzo posto che sa di liberazione: il primo, soffertissimo podio stagionale con una RB22 tutt'altro che perfetta.
Una fetta di questo risultato è arrivata certamente grazie al clamoroso errore strategico della McLaren, che ha scelto di partire con le intermedie nonostante un tracciato totalmente asciutto dopo i giri di formazione. "Quando ho visto la loro scelta ho pensato solo: grazie, ottimo lavoro", ha ammesso Max con il suo solito pragmatismo tagliente. Ma il podio di Montreal è stato soprattutto carne e sangue, figlio di un set-up estremo non del tutto deliberato che gli ha consegnato una vettura con un posteriore decisamente più ballerino del solito. Eppure, l'olandese ha esaltato il pubblico canadese in un duello d'altri tempi con Lewis Hamilton, cedendo la seconda piazza solo nel finale, capace di infilarlo all'esterno con una staccata profondissima in curva 1.
Un weekend complicato ma estremamente positivo, come spiegato dallo stesso Verstappen in conferenza stampa: "Tornare a lottare davanti è sempre meglio, no? Per noi conquistare il primo podio della stagione è davvero un'ottima notizia, sono molto felice. È stata una bella battaglia con Lewis nel finale, abbiamo spinto al massimo fino alla linea del traguardo. In un fine settimana in cui non era affatto facile azzeccare le cose, salire sul podio è un risultato enorme". Un piazzamento che in parte lo sorprende, considerando che il feeling non è stato ottimale per tutta la durata della gara: "A dire il vero mi sentivo meglio a Miami con la macchina, quindi sono un po' sorpreso di essere sul podio qui. Bisogna anche guardare i fatti: George Russell si è ritirato e le McLaren hanno fatto un pasticcio con la strategia. Sulle Soft eravamo un po' più competitivi, mentre con le Medium non ho mai sentito di riuscire ad accendere la gomma; non era nella giusta finestra di utilizzo e in quel run ho faticato ad avere grip. Ma abbiamo fatto comunque un buon lavoro, specialmente in condizioni così insidiose".
Il ritorno alle corse più "pure", vissuto solo una settimana fa sulla Nordschleife, ha riacceso in Max la sua personale battaglia contro l'eccessiva complessità della Formula 1 moderna, fatta di software, micro-gestioni e restrizioni che rischiano di soffocare il talento dei piloti, costretti a fare i conti con una cronica carenza di energia proprio sui lunghi rettilinei di Montreal. Un tecnicismo estremo che l'olandese non digerisce: "Anche in questa stagione ho guidato vetture diverse, e la scorsa settimana mi ha ricordato quanto possa essere puro il motorsport e quanto possano essere belle le corse. Quando torni in Formula 1 devi considerare che qui ci sono i migliori piloti al mondo. Se ci dessero delle auto a noleggio, faremmo comunque un grande spettacolo e lotteremmo duramente. Non ha nulla a che fare con i regolamenti. Al volante, però, tutto questo è un po' confuso. Non è ciò che dovrebbe essere la Formula 1. Tutto questo è decisamente troppo complesso. La maggior parte delle regole i tifosi non le conoscono nemmeno: quello che dobbiamo gestire mentre guidiamo, cosa è permesso quando sei dietro o quando sei davanti, cosa fare nel giro di formazione o nell'out-lap, o quanta batteria ci è permesso caricare. È un grande peccato dover fare i conti con tutte queste cose. La F1 deve essere più pura. Spero davvero che ciò che stanno provando a fare per il prossimo anno vada in porto, perché è il minimo necessario per rendere le cose più naturali, per tornare a correre davvero. La gente dice: 'Oh, guarda che bello spettacolo, le macchine stavano lottando', ma non c'entra l'auto. Deve solo essere più puro".
Infine, da campione consumato che ha vissuto sulla propria pelle la pressione asfissiante di un mondiale tiratissimo, Verstappen ha dedicato un pensiero proprio a Kimi Antonelli che si trova ora a gestire una pressione mediatica e sportiva enorme: "Sta chiaramente facendo un ottimo lavoro. Naturalmente un campionato è lungo e si vince con la costanza, non commettendo errori. Ma lui questo lo sa. Ogni fine settimana devi solo cercare di massimizzare il risultato, cercare di essere migliore del tuo compagno di squadra, e allora sono sicuro che avrà una buona possibilità. La strada è ancora lunga, ma quello che sta facendo in questo momento funziona davvero bene".