F1. “È come se un pasticciere rivale volesse guastare il nostro dessert”: così Andrea Stella risponde alle voci sul suo passaggio in Ferrari

F1. “È come se un pasticciere rivale volesse guastare il nostro dessert”: così Andrea Stella risponde alle voci sul suo passaggio in Ferrari
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Il team principal della McLaren in F1, Andrea Stella, smentisce le voci del suo passaggio in Ferrari con una curiosa metafora a tema culinario. E del nuovo acquisto Gianpiero Lambiase dice...
18 aprile 2026

Andrea Stella si è improvvisamente ritrovato al centro di avvincenti indiscrezioni di mercato, che lo vogliono pronto a tornare in Ferrari per ricoprire il ruolo di team principal. Ma l’uomo che ha guidato la McLaren verso i suoi più recenti successi in F1 smentisce le voci servendosi di un’inusuale metafora. “Sinceramente alcune di queste indiscrezioni, tra cui quelle riguardo a stipendi astronomici e mitologici pre-contratti, mi hanno fatto sorridere. È come se la silly season, che solitamente inizia prima dell’estate, fosse giunta prima! Sono abituato a queste cose, e le prendo con un sorriso. È come se un pasticciere invidioso avesse tentato di rovinare la preparazione di un buon dessert nella pasticceria McLaren. Ma noi sappiamo bene come distinguere gli ingredienti migliori dai biscotti avvelenati”.

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Non è la prima volta che Stella usa l’espressione “biscotti avvelenati” per riferirsi a variabili destabilizzanti per il team: glielo abbiamo sentito dire diverse volte nelle sue interessanti media session, negli ultimi anni. Tutto è partito dalla bomba di mercato delle scorse settimane, l’approdo in McLaren dello storico ingegnere di pista di Max Verstappen, Gianpiero Lambiase, “non oltre il 2028”. “L’arrivo di Gianpiero – riflette Stella - aggiungerà esperienza e potenziale al team a lungo termine”.

“Nel contempo è anche un’ulteriore conferma di quanto la McLaren sia capace di attirare i migliori talenti in Formula 1. La credibilità che abbiamo guadagnato è il risultato del duro lavoro svolto dagli uomini e dalle donne che si sono spesi negli ultimi anni per creare una cultura che consente alle persone di crescere e contribuire agli obiettivi comuni, in un ambiente sano e piacevole. Credo che oltre ai risultati della McLaren in pista, l’etica della scuderia apprezzata all’esterno abbia convinto Gianpiero a unirsi a noi”.

Poi un’altra metafora a tema culinario. “L’arrivo di Gianpiero è la classica ciliegina su una torta che ha già l’ingredienti giusti. Per me sarà di gran supporto, andando a ricoprire la carica di Chief Racing Officer che rivesto attualmente insieme al mio ruolo di team principal. Insieme a Zak [Brown, il CEO del team, ndr], lavoriamo da tre anni per assicurare continuità a lungo termine nella leadership e nelle competenze. Vale in particolare per alcuni ruoli chiave, come nel team in pista. È soprattutto in quest’area che l’espansione del calendario ha avuto conseguenze importanti sulla qualità della vita”.

È l’inevitabile conseguenza di una categoria che negli ultimi anni ha vissuto una forte evoluzione. “La F1 di oggi è molto diversa da quando iniziai la mia carriera oltre vent’anni fa. Le dimensioni di un top team sono più che raddoppiate. Basti pensare che la nostra forza lavoro negli ultimi tre anni è cresciuta del 20%. Oggi è compatibile con i limiti imposti dal budget cap e funzionale all’obiettivo di raggiungere il livello di performance richiesto per avere successo”, osserva Stella con il consueto piglio ingegneristico.

“Il ruolo del team principal è diventato più complesso. Zak e io abbiamo dato vita a una struttura piatta, pensata per assicurare che tutti i leader siano spinti all’azione. Allo stesso tempo, dobbiamo garantire che ci sia sempre il livello necessario di supporto a lungo termine. È chiaro che in quest’ottica il mio doppio ruolo non fosse sostenibile alla lunga”. Sarà la ricetta giusta per nuovi successi? Lo scopriremo solo a tempo debito, con buona pace dei pasticceri rivali che cercano di guastare il preparato mentre rimangono alla finestra.

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