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La chiamano shakedown week, si legge prima sessione di test prestagionali 2026 della Formula 1 a Barcellona. I primi collaudi della nuova era tecnica del Circus cominciano oggi, all’insegna della massima segretezza. Tutto blindato, non solo a livello di copertura televisiva ma anche per il resto dei giornalisti, costretti a seguire da casa. Ma i test al Circuit de Catalunya si distinguono anche per le modalità. I giorni a disposizione per girare sono cinque – il tutto si concluderà venerdì 30 gennaio – ma ogni scuderia ne può sfruttare solo tre, a scelta.
Le strategie dei vari team divergono. Alcuni, come Cadillac e Audi, hanno scelto di scendere subito in pista. È una tattica sensata per una nuova scuderia come la Cadillac, che oltre a verificare l’affidabilità del pacchetto deve anche rodare le operazioni ai box. Pure la casa dei Quattro anelli preferisce raccogliere subito dati, in modo tale da poter intervenire tempestivamente su eventuali storture. Audi, d’altronde, era stata la prima a effettuare uno shakedown, proprio a Barcellona la seconda settimana di gennaio. Ma tra le scuderie impegnate nel primo giorno di test ci sono anche la Mercedes, l’Alpine, la Haas, la Red Bull e la Racing Bulls.
Altre scuderie hanno preferito cominciare più tardi, per sfruttare al massimo il loro tempo a disposizione per lo sviluppo della monoposto in fabbrica. È il caso della Ferrari, che scenderà in pista con la SF-26 martedì 27 gennaio, saltando il primo giorno di attività in pista. E della McLaren, che potrebbe addirittura debuttare nel Day 3. Sono tempistiche, queste, decise in anticipo e dunque non frutto di intoppi dell’ultimo minuto. Ferrari e McLaren, però, divergono per i piani legati alla monoposto. La prima a Barcellona sfrutterà una versione A della monoposto, mentre la seconda porterà in pista una variante non troppo dissimile da quella che sarà impiegata a Melbourne.
Ci sono poi team che hanno incontrato ostacoli non di poco conto sul loro cammino. La Williams – è notizia di venerdì – è stata costretta a dare forfait per i test di Barcellona, visto che la FW48 non ha passato in tempo i crash test del caso. Aston Martin, invece, secondo quanto riporta Autoracer avrebbe accusato dei notevoli problemi di assemblaggio con la AMR26. Abbastanza rilevanti, parrebbe, da costringerla a saltare i primi tre giorni di test. Un male minore rispetto a quello della Williams, che arriverà in Bahrain con l’affanno di chi deve ancora sciogliere il nodo dell’affidabilità. È questa la vera chiave dei test di Barcellona, fondamentali per capire la tenuta di monoposto rivoluzionate dal punto di vista tecnico.
Nei collaudi di Barcellona i team potranno usare le tre mescole più dure della gamma di Pirelli – C1, C2 e C3 – e saranno autorizzati a impiegare anche carburanti non omologati, grazie alla delega concessa dalla FIA. Ma che cosa vedremo di questi test? Poco o nulla. Non è previsto un live timing, e non è nemmeno detto che a fine giornata vengano diffusi i tempi. La F1 diffonderà interviste ai protagonisti, e qualche scuderia – ma non necessariamente tutte – invierà dei comunicati stampa a fine giornata.
La scarsità di informazioni in arrivo da Barcellona è destinata a generare una grande confusione. Nell’era dell’intelligenza artificiale, in grado di manipolare immagini o crearne di nuove con grande facilità, i social saranno invasi di foto false. Una dimostrazione di quello che vedremo nei prossimi giorni l’abbiamo avuta già con lo shakedown di Audi. È la risposta all’interesse spasmodico degli appassionati, incuriositi dall’anno zero della F1. Ed è un peccato che non possiamo raccontarvelo sul posto. Per quello ci toccherà aspettare il Bahrain.