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Andrea Kimi Antonelli ha lasciato Zandvoort con tanta delusione e un sedicesimo posto finale, frutto di una gara complicata e di due penalità: 10 secondi per il contatto con Charles Leclerc – costato il ritiro al pilota Ferrari – e altri 5 per eccesso di velocità in pit-lane. Per il giovane talento della Mercedes, protagonista di un Gran Premio d'Olanda fino a quel momento piuttosto positivo, si tratta di un duro colpo.
“È stata ovviamente una giornata molto deludente – ha spiegato Antonelli –. È un peccato, perché il passo era buono e stavamo tornando davanti. Sapevo che probabilmente quella era la miglior occasione che avevo per provare il sorpasso, perché ero molto vicino a Charles. Lui aveva gomme più fredde, ho provato a muovermi, ma è stato un po’ troppo. Quando ho visto che stava tornando davanti, ho cercato di lasciar perdere, ma non è stato sufficiente”.
Il contatto con Leclerc è stato il punto di svolta della sua gara: “In quei momenti è difficile trovare il giusto equilibrio tra rischio e ricompensa, ma ho deciso di provarci perché a Zandvoort è davvero complicato superare. Più giri fai nel traffico sporco, più soffrono le gomme e il ritmo. Ci ho provato, ma ho esagerato. Adesso riguardando l’episodio mi dispiace per lui. La prossima volta probabilmente ci penserò due volte prima di tentare una manovra simile, a meno che non sia al 100% sicuro di poterla portare a termine”.
The view from Kimi's cockpit 👀#F1 #DutchGP pic.twitter.com/Y9VtoQ4y4V
— Formula 1 (@F1) August 31, 2025
Non solo l’incidente con Leclerc, ma anche l’errore in pit-lane ha pesato sul risultato finale: “Sapevo subito che avrei preso una penalità, e poi c’è stato anche l’eccesso di velocità in pit-lane: devo assicurarmi che non accada più. Non sono sicuro del momento esatto in cui è successo, ma credo fosse al primo pit stop, quindi dovrò prestare più attenzione in futuro. Anche la Safety Car nel finale non ci ha aiutato: avevo costruito quasi 10 secondi di vantaggio su chi mi inseguiva e credo che senza quell’interruzione avrei potuto chiudere in P6 o P7”.
Il giovane bolognese ha poi analizzato la dinamica del sorpasso: “La curva con il banking sicuramente invoglia a provare traiettorie diverse. La linea larga è la più veloce, ma per tentare un sorpasso si può iniziare con quella più interna per fare meno metri. Forse non ero abbastanza vicino, perché se lo fossi stato, avrei avuto più possibilità di completare la manovra”.
Come se non bastasse, la Mercedes #12 ha riportato gravi danni nella parte finale: “Ho avuto parecchi danni nell’ultimo pit stop: tutta la parte destra del fondo era molto danneggiata. Quando sono rientrato ai box, era praticamente sul fuoco. Ho perso anche un’ala sopra la gomma, e per tutto un giro la parte anteriore destra della vettura ha strisciato sull’asfalto. Avevo tante vibrazioni e il volante non era più dritto. Sicuramente i danni erano gravi, ma abbiamo comunque cercato di resistere il più possibile.”