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La pausa estiva si è appena conclusa e per la Formula 1 è tempo di riaccendere i motori per la seconda metà di stagione. Alla vigilia del Gran Premio d’Olanda, Esteban Ocon ha offerto una panoramica completa del momento presente, muovendosi con franchezza tra le dinamiche di mercato della griglia e le complesse criticità tecniche che stanno condizionando le prestazioni della sua vettura.
Il pilota francese ha commentato prima di tutto la situazione legata al rinnovo di Max Verstappen, definendolo un passaggio naturale. “Penso che sia un'ottima cosa per lui. Ha vinto quattro titoli con quella squadra, quindi credo sia logico che continuino insieme. Conosco Laurent Mekies, è anche un gran leader. Per me non è una sorpresa quello che vedo, ovviamente. Non so quali siano state le discussioni dietro le quinte, ma è positivo. Si vedevano notizie ogni settimana, ogni giorno: 'Andrà alla McLaren? Si ritirerà?'. Io ho sempre saputo che sarebbe rimasto comunque. È la Formula 1, il massimo del motorsport. Certo, le vetture non sono le più divertenti da guidare, ma sono pur sempre auto di Formula 1. La situazione migliorerà e credo che sia ciò in cui crede anche lui”.
Spostando l'attenzione sul proprio percorso e sulla pausa estiva appena conclusa, Ocon ha raccontato come ha vissuto le ultime settimane. “È stata una bella pausa estiva. Ho potuto rilassarmi e staccare la spina. Non completamente, in realtà non stacco mai del tutto. Sono piuttosto dipendente dal lato agonistico di questo sport, quindi ci penso sempre, prendo sempre qualche appunto qua e là. Sono riuscito a tornare ad allenarmi e sento di essermi preparato al meglio per la seconda metà di stagione. Sì, stiamo discutendo di molte cose per il prossimo anno, ma il mio obiettivo questo weekend è concentrarmi sulla squadra, cercando di ritrovare la stessa costanza che avevamo a Budapest. È stato un weekend molto positivo. Da parte mia, uno dei pochi fine settimana in cui l'auto non ha avuto problemi dall'inizio alla fine, ed è stato bello. Manteniamo la vettura invariata, quindi spero che avremo la stessa costanza e le stesse prestazioni, così da poter estrarre il massimo dalla macchina”.
L'analisi si è poi spostata sulle profonde discontinuità prestazionali che stanno condizionando il lavoro del team e il confronto interno con Oliver Bearman. Ocon ha spiegato nel dettaglio come questi problemi alternino il rendimento delle monoposto. “Abbiamo affrontato una mancanza di costanza nelle prestazioni della vettura, sia da parte mia che da quella di Ollie. Sono stato molto schietto quando le cose non funzionavano, ma lo sono stato anche quando funzionavano bene; a Budapest, dalla parte di Bearman, le cose non hanno funzionato. Mancava di carico aerodinamico e aveva molta instabilità. Ayao, io e Olli ne abbiamo parlato a lungo ed è stato difficile individuare con precisione da dove venisse il problema ogni volta, perché potresti montare gli stessi identici pezzi sulla macchina e ritrovarti improvvisamente con una vettura che spinge e una che non va. Se danno la vettura prestazionale a me o a Ollie, noi la facciamo rendere al massimo, ma è chiarissimo che c'è un problema di costanza che non riusciamo a risolvere. Continuiamo a lavorare uniti per identificare i problemi. Chiaramente, in questa fase, Ayao, Olli e io stiamo dicendo che quando c'è un problema non possiamo fare di più. Noi piloti non siamo il problema al momento e dobbiamo risolvere questi difetti sulla macchina”.
Rispondendo alle affermazioni del team principal Ayao Komatsu sulla difficoltà di valutare i piloti in queste condizioni, Ocon ha ribadito il proprio valore e i fattori esterni che hanno inciso sulla stagione. “So che sto facendo un buon lavoro quando la macchina funziona normalmente. Penso che sia solo una questione di quando mettiamo la macchina in pista: quest'anno molte volte non ha funzionato. C'è stata anche molta sfortuna con le safety car nelle prime due gare e con le strategie sbagliate. Sono anche il pilota che ha trascorso più tempo ai pit stop quest'anno, in gare in cui avremmo potuto fare molto meglio. Ci sono state molte gare in cui le cose non hanno girato a nostro favore, ma la squadra lo sa, gli ingegneri lo sanno e lo sa anche Ayao: quando mi danno la macchina, riesco a performare. Sento che sto facendo un ottimo lavoro da parte mia e sono contento delle mie prestazioni, ma ovviamente dobbiamo fare meglio dal lato della vettura”.
Entrando nell'aspetto puramente tecnico, il pilota francese ha portato l'esempio concreto di quanto accaduto durante il weekend di Spa-Francorchamps per illustrare l'imprevedibilità del comportamento della vettura da una sessione all'altra. “La maggior parte delle volte succede da un giorno all'altro. Se smontiamo la macchina, cambiamo il motore... A volte hai il motore del venerdì e monti quello del sabato. A Spa, per esempio, è stato chiarissimo. Ho avuto un problema di velocità in rettilineo fin dall'inizio del weekend, ma ero contento del bilanciamento, la macchina funzionava bene. Smontiamo la macchina, montiamo un altro motore, ma teniamo lo stesso cambio, tutto uguale. Faccio il primo giro e la macchina è completamente diversa. Abbiamo modificato leggermente l'assetto, ma torniamo all'assetto precedente durante la sessione perché penso che la differenza possa dipendere da quello... E invece c'è ancora un'enorme instabilità, niente grip al posteriore. Poi guardiamo i dati e sì, mancano 10 punti di carico al posteriore a parità di componenti. 10 punti sono molti chili di deportanza. E dato che queste vetture non hanno già molto carico aerodinamico, se hai uno sbilanciamento del genere tra anteriore e posteriore non puoi recuperare. Sul giro secco puoi fare un tentativo, ma sarai molto lontano da dove dovresti essere; in gara poi devi fare una sosta in più rispetto agli altri ed è un incubo”.
Ocon ha anche sottolineato l'anomalia di riscontrare variazioni così marcate con gli stessi elementi tecnici. “Ollie aveva gli stessi componenti tra Spa e Budapest: a Budapest la mia macchina aveva un po' più di carico rispetto alla sua, mentre a Spa è stato completamente l'opposto, quindi semplicemente non c'è sempre correlazione e non ha senso. È qualcosa che non ho mai visto in Formula 1. Questo è il nostro obiettivo per il weekend: cercare di tirare fuori il massimo dalla macchina. Sono contento di com'è andata a Budapest da parte mia. Ovviamente sto cercando di aiutare la situazione generale, perché sono stato quello che ha parlato per primo e più ad alta voce di questi problemi. Si sono verificati di più dalla mia parte che da quella di Ollie, ma ora sono successi entrambi, quindi la cosa è un po' più chiara per tutti”.