F1. Qualifiche GP Qatar, Hamilton disperato in Ferrari: "Sempre sul filo del rasoio, ci manca stabilità"

F1. Qualifiche GP Qatar, Hamilton disperato in Ferrari: "Sempre sul filo del rasoio, ci manca stabilità"
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Lewis Hamilton vive un sabato da incubo a Losail: dopo qualifiche deludenti e una SF-25 imprevedibile, il sette volte campione racconta le difficoltà della Ferrari. “Siamo sempre sul filo del rasoio, ci manca stabilità”, ammette Hamilton, pronto a lottare domani in gara con pochi margini di recupero
29 novembre 2025

Il penultimo appuntamento stagionale di Formula 1 si sta trasformando in un vero calvario per Lewis Hamilton. Dopo la disfatta nelle qualifiche Sprint e nella mini-gara da 100 km, disputata partendo dalla pit-lane per modifiche al set-up, il pilota della Ferrari incassa la terza eliminazione consecutiva nella prima sessione cronometrata. Il Gran Premio del Qatar 2025 sta riservando più di un colpo al sette volte campione del mondo, chiamato ora a tirare le somme e ritrovare la rotta in vista della gara di domani e del finale della prossima settimana.

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Hamilton lascia le qualifiche del Gran Premio del Qatar con un pesantissimo diciottesimo posto, un risultato che conferma il complicato inizio della sua avventura in Ferrari. Sul circuito di Losail, il sette volte iridato ha raccontato una giornata segnata da difficoltà tecniche e da una crescente mancanza di fiducia nella SF-25, pur respingendo con decisione l’idea che la pausa nello sviluppo aerodinamico sia il vero problema. “Abbiamo fatto dei cambiamenti alla macchina e in qualifica è andata un po’ meglio”, ha spiegato Hamilton ai nostri microfoni, ammettendo però di aver mancato il momento chiave della sessione. “La prima parte sembrava abbastanza buona, poi semplicemente non abbiamo messo insieme l’ultimo giro”.

In conferenza stampa, il team principal Frédéric Vasseur ha confermato che Ferrari ha interrotto gli aggiornamenti aerodinamici dalla fine di aprile: una scelta drastica, pensata per concentrare tutte le risorse sul progetto 2026, l’auto della grande rivoluzione regolamentare. Ma Hamilton non considera questa decisione la causa principale delle difficoltà: “Ci sono molte altre cose che hanno bisogno di attenzione, quindi non è quello il problema. Volevo che si passasse alla macchina dell’anno prossimo quando abbiamo capito che quella di quest’anno non era buona. Ho appoggiato completamente questa decisione”.

Il quadro che emerge è più profondo di un semplice stop allo sviluppo. Hamilton parla di una vettura imprevedibile, fragile e lontana dai riferimenti delle principali rivali: “Ci manca stabilità. Siamo ovviamente in difficoltà da questo punto di vista. Ci manca downforce rispetto agli altri, è evidente visto che non abbiamo sviluppato la base da molto tempo. Sembra che siamo sempre sul filo del rasoio e serve un po’ di fortuna”. Il britannico ha spiegato di non avere grandi margini d’azione per la gara: “In gara non si supera, quindi proverò qualcosa di diverso con la strategia e vedremo cosa potrò fare”.
Parole che suonano quasi rassegnate: non c’è fiducia, e non c’è un piano semplice per recuperare terreno.

A complicare il quadro, una stagione emotivamente logorante. Hamilton ha ammesso che l’atmosfera interna ha risentito del continuo bombardamento mediatico e dei risultati deludenti: “I meccanici e gli ingegneri danno il massimo ogni weekend. Non credo che sia solo legato all’aero, è quello che abbiamo affrontato quest’anno. E poi la negatività costante nei media: influisce. Tornano a casa e le loro mogli gli dicono cosa si dice sul posto di lavoro, poi i figli… Ha un effetto enorme su tante persone”. Alla sua prima annata in rosso, Hamilton non percepisce un declino psicologico legato alla strategia tecnica, ma riconosce un contesto che consuma tutti: “È il mio primo anno con loro, quindi non ho notato un cambiamento. Ma i risultati, sicuramente, pesano per tutti quelli che lavorano tanto qui e in fabbrica”.

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