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Mostrando per la prima volta la SF-26, la sua monoposto per la stagione 2026 di Formula 1, la Ferrari ha anche alzato il velo sulle sue ambizioni per la nuova era tecnica del Circus. È stato un inverno silenzioso, quello trascorso a Maranello, senza fanfare né proclami. Passato ad affinare una monoposto che dovrà rappresentare un cambio di passo. Ne va del futuro della scuderia, e anche delle sue figure di spicco. La SF-26 è la prima vettura davvero frutto della gestione del team principal Fred Vasseur, perché progettata completamente sotto la supervisione del direttore tecnico che lui stesso ha scelto, Loic Serra.
La Ferrari non può steccare in una stagione in cui farlo non è poi così complicato, vista la magnitudine della sfida tecnica che hanno affrontato e stanno ancora affrontando i team. Il 2026 è un vero e proprio anno zero, a cominciare dalla nuova power unit. Enrico Gualtieri e i suoi uomini, come gli omologhi della concorrenza, hanno dovuto attraversare un cambio di paradigma che passa dall’addio alla MGU-H e da una MGU-K tre volte più potente per arrivare a una power unit con una ripartizione 50-50 tra endotermico ed elettrico.
Il motore frutto degli sforzi del gruppo di lavoro di Gualtieri non è che una parte dell’equazione. La parola chiave della rivoluzione 2026 è integrazione. La gestione dell’energia, fattore preponderante nel nuovo ciclo tecnico, si muove con intrecci complessi, che passano dall’efficienza della power unit al peso della vettura, con un’importanza non di poco conto del packaging. Un propulsore che disperde meno calore richiede masse radianti meno ingombranti, a tutto vantaggio dell’aerodinamica, creando un circolo virtuoso.
Quella che è scesa in pista oggi a Fiorano, comunque, non è altro che una versione embrionale della SF-26. Lo aveva già anticipato Vasseur a fine 2025, che la monoposto avrebbe avuto forme diverse nell’avvicinamento alla prima gara stagionale, con una versione A pensata per i collaudi di Barcellona, volti alla verifica dell’affidabilità, e una variante B destinata a debuttare in Bahrain. Vasseur si era detto sicuro che sarebbe stato così anche per gli avversari, ma in McLaren hanno optato per una strategia diversa, con la MCL40 pronta a scendere in pista a Barcellona in una versione già compiuta.
Forse era inevitabile che ci fossero divergenze di vedute tra le scuderie anche sulle modalità di avvicinamento all’inizio del mondiale, e non solo per le soluzioni tecniche che andranno a definire la nuova era della Formula 1. Ma la bontà di tutto questo insieme di scelte si vedrà solo a tempo debito, dopo qualche Gran Premio dall’inizio della stagione. Una cosa è certa. Visto il suo blasone, la Ferrari non si può permettere un’altra stagione da comprimaria come quella vissuta nel 2025 dopo aver sfiorato il titolo Costruttori l’anno precedente. Cercherà di farlo con una vettura che vanta una sospensione con schema push-rod e una verniciatura lucida, oltre a un airscope più stretto rispetto alla concorrenza.
Charles Leclerc lo aveva detto chiaramente alla fine dello scorso anno, che il 2026 sarebbe stato l’anno dell’ora o mai più. Alla sua ottava stagione a Maranello, il talento monegasco ha tutto quello che gli servirebbe per essere protagonista di una lotta per il mondiale giocata fino in fondo. Bloccato come un leone in gabbia, ha visto vincere coetanei come Max Verstappen e Lando Norris. E il 2026 potrebbe davvero essere l’ultima chiamata per coronare il sogno di aggiudicarsi il mondiale con quella Rossa che ama provando un sentimento totalizzante, più forte di ogni ostacolo.
Ma il 2026 è un anno chiave anche per Lewis Hamilton. Reduce dalla sua peggior stagione in carriera, il sette volte campione del mondo deve sperare di ritrovare smalto nella nuova era della F1, staccando finalmente le sue sorti da quelle auto a effetto suolo che non ha mai digerito. Ma nel suo primo anno in Ferrari, così diverso dai sogni che aveva rincorso in un inverno magico, Hamilton ha mostrato le ombre della sua personalità umorale. Riuscirà a trovare la forza di scrivere un capitolo di successo con la Ferrari? Molto dipende dalla SF-26, la monoposto che oggi ha ruggito per la prima volta nello spazio sicuro di Fiorano, prima di spiccare il volo verso i circuiti del mondo.