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Charles Leclerc le ha provate tutte per avere ragione della sua mediocre Ferrari SF-25 nelle qualifiche del Gran Premio del Qatar 2025 di Formula 1, ma i suoi sforzi sono stati vani. Il problema si capisce chiaramente dalle dichiarazioni del monegasco dopo il decimo posto colto a Losail. Il suo secondo tentativo lanciato, ha spiegato ai giornalisti presenti alla media pen, gli era sembrato molto buono. Ma non avrebbe mai potuto esserlo abbastanza per restare davanti a Pierre Gasly con un’Alpine che per buona parte della stagione è stata la monoposto peggiore del lotto.
La crudele verità è che a Losail la Ferrari era semplicemente lenta. I tecnici della Rossa non sono riusciti ad approfittare della riapertura del parco chiuso tra Sprint e qualifiche per trovare la quadra che rendesse più efficace la SF-25 in quelle lunghe curve che dall’inizio dell’anno sono il suo tallone d’Achille. Nulla è servito: i vari accorgimenti apportati nel corso del weekend non hanno sortito l’effetto sperato. Leclerc ha cercato ancora una volta di sopperire alle mancanze di una monoposto di cui non vedrà l’ora di liberarsi prendendosi per sua stessa ammissione “dei rischi insensati”.
Il risultato di questa foga disperata lo si è visto con il 360° in Q3, una degna rappresentazione dell’attuale situazione della Ferrari. Ma il vero incubo si sta consumando dall’altra parte del box, con Lewis Hamilton ancora una volta fuori alla Q1. È la terza nell’arco di una settimana: dal ventesimo posto di Las Vegas si è passati al diciottesimo della Sprint qualifying di ieri e al diciottesimo di oggi. Hamilton è di fatto sprofondato in inferi che non si vedevano dai tempi in cui a Maranello toccò sostituire l’infortunato Felipe Massa, con Luca Badoer e Giancarlo Fisichella, non certamente dei sette volte campioni del mondo, in ambasce.
Hamilton soffre moltissimo l’instabilità della vettura al posteriore, e a Losail si è ritrovato ad affrontare le curve a lunga percorrenza che sono diventate la sua peggior nemesi nel corso della stagione. Il vero problema è che Lewis non commette errori maiuscoli. È semplicemente lento. Hamilton ha detto chiaramente che non vede l’ora che la stagione finisca, e la sua arrendevolezza lo porta a evitare i rischi che corre invece Leclerc. Ha mollato il colpo davanti all’evidenza delle conseguenze della scelta presa a inizio stagione sullo sviluppo della macchina.
La Ferrari – lo ha rivelato ieri Fred Vasseur – ha deciso di concentrarsi sul 2026 dopo poche gare dall’inizio della stagione, e ha scelto di provare a risolvere i problemi di controllo della piattaforma con degli aggiornamenti lato meccanico, tralasciando così l’aerodinamica. E mentre gli altri progredivano su questo fronte, la Rossa non ha nemmeno eradicato alla radice il problema che ancora oggi la costringe a compromessi sull’altezza da terra. Sta tutto qui il motivo per cui la SF-25 naviga ancora oggi nella mediocrità, mentre sono altre le vere protagoniste di questo finale di stagione.
A occupare la prima fila saranno le due McLaren di Oscar Piastri e Lando Norris, con l’australiano dimostratosi ancora una volta più efficace del leader del mondiale su una pista che non solo è perfettamente congeniale alla MCL39, ma anche al suo stile di guida. Sono complementari, le preferenze in questo senso di Piastri e Norris. E questo giustifica l’andamento a onde delle loro prestazioni in un finale di stagione in cui Andrea Stella non ha intenzione di imporre ordini di squadra, anche a costo di colpi di scena finali. Non poteva che continuare all’insegna della coerenza e del fair play lato McLaren una lotta mondiale il cui terzo protagonista, Max Verstappen, non è riuscito ad andare oltre il terzo posto in qualifica a Losail.
La Red Bull ha ribaltato l’assetto della sua RB21 approfittando della riapertura del parco chiuso, e la vettura in qualifica è apparsa meno sovrasterzante rispetto ai livelli toccati in precedenza a Losail, sgraditi persino a un pilota che ha fatto dell’anteriore puntato il suo marchio di fabbrica. Nel combinato, però, è rimasto un bouncing che ha reso a Verstappen impossibile puntare alla pole. Scatterà accanto a George Russell, che ha saputo sfruttare una W16 particolarmente efficace nelle curve a media velocità. Ci sono tutti i top team nelle prime due file. Tranne la Ferrari. Che di fatto oggi è la quarta forza di questo mondiale. Quando le cose vanno bene.