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Con la diffusione dei primi rendering e i primi shakedown delle monoposto 2026 di Formula 1, sembrano essere emerse già alcune tendenze di design. Rob Marshall, geniale progettista dietro ai successi di McLaren, ne ha commentati alcuni nell’incontro con la stampa selezionata cui ha partecipato anche Automoto.it. Questo naturalmente senza sbilanciarsi sulle scelte effettuate dalla scuderia di Woking per la sua MCL40.
Si è visto un grande ritorno dello schema push-rod all’anteriore. E il motivo di questa decisione secondo Marshall non è di natura strettamente meccanica. “Dipende dalla scelta aerodinamica riguardo al tipo di sospensione che si adatta meglio alla nuova ala anteriore. La decisione riguardo alle sospensioni è dovuta ai pacchetti dell’ala anteriore e della posteriore. Entrambe le opzioni sono semplici a livello meccanico. La scelta si basa sull’aerodinamica”.
Se il push-rod torna in auge dopo anni in cui il pull-rod aveva preso il sopravvento all’anteriore, un fattore cruciale nell’era dell’effetto suolo avrà un’importanza minore. “Non essendoci più la sensibilità estrema all’altezza da terra della generazione precedente, ci sarà più spazio di manovra per gestire il comportamento della vettura senza renderla semplicemente più lenta. Sarà interessante. Ci darà maggiori possibilità di lavorare sull’handling in curva. L’altro aspetto da considerare è l’approccio alla gestione dell’energia nelle zone di frenata e in ingresso curva. È una sfida che non abbiamo affrontato prima”.
Osservando la VCARB-03 della Racing Bulls in pista a Imola, si è notato un assetto rake abbastanza pronunciato. È anche questa una tendenza degna di nota? “Penso che il livello di rake della monoposto dipenda dal pacchetto aerodinamico. L’intenzione delle normative era quella di forzare l’aumento dell’altezza da terra al posteriore. E penso che l’intento sia riuscito. Di quanto, non lo sappiamo”.
“Con il rake si ottiene un maggior angolo di attacco delle ali, e se si riesce a trovare la quadra a livello aerodinamico è fantastico. Lo scopo definitivo è avere il picco della performance aerodinamica con il posteriore che segue a ruota. Non penso che avremo un rake basso, ma potrebbe essere meno alto di quello che si pensa. Chiedetemelo di nuovo tra una settimana”. I test di Barcellona, al via lunedì 26 gennaio, potrebbero chiarire qualche dubbio. Ma lasciarne aperti altri.