F1. Red Bull, Monaghan: “Nuova ala anteriore in Olanda? Solo un’estensione del flap. Svilupperemo la RB21 fino ad Abu Dhabi, spunti utili per il 2026"

F1. Red Bull, Monaghan: “Nuova ala anteriore in Olanda? Solo un’estensione del flap. Svilupperemo la RB21 fino ad Abu Dhabi, spunti utili per il 2026"
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La Red Bull presenta a Zandvoort una piccola novità tecnica sulla RB21 di Verstappen e Tsunoda: “Non è una nuova ala, ma un’estensione del flap per migliorare l’equilibrio”. Paul Monaghan conferma: sviluppo costante fino ad Abu Dhabi e spunti utili anche per il 2026
29 agosto 2025

Poco prima dell’inizio delle prime libere del Gran Premio d’Olanda 2025, quindicesimo appuntamento stagionale di Formula 1, Paul Monaghan, capo degli ingegneri Red Bull, ha fatto chiarezza sulle novità tecniche introdotte sulla RB21 di Max Verstappen e Yuki Tsunoda, a partire dalla nuova ala anteriore.

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Monaghan ha subito ridimensionato la portata dell’aggiornamento: “Non si tratta di un’ala anteriore completamente nuova, è letteralmente solo un’estensione del flap. Stiamo faticando un po’ con l’equilibrio, quindi si estende la corda. Non c’è nulla di insolito: la incolli su quella esistente e vai in pista. È molto simile a quanto fatto in Ungheria, solo un po’ più marcato perché stavolta abbiamo avuto il tempo di realizzare più componenti”.

Una soluzione che potrebbe tornare utile su alcune piste: “Forse Singapore e Austin. Dubito in Messico o in Brasile, a Las Vegas no, mentre in Qatar forse sì: se lì monti l’ala grande, potresti volerla usare”. Nonostante una monoposto ormai stabile nella sua specifica, il lavoro non si ferma: “Stiamo ancora trovando cose nuove. Man mano che costruiamo il database sulla vettura emergono sempre idee e dettagli da provare. Potremmo continuare fino ad Abu Dhabi, le possibilità di migliorare ci sono ancora”.

Un percorso che può avere riflessi anche sul 2026: “Dipende dalle aree che stai esplorando. Se sono legate a una geometria molto specifica di questa macchina, forse non valgono per la prossima. Ma se stai ampliando la base di conoscenza, allora puoi portarteli dietro. Lo sviluppo può portarti avanti in due modi: verso qualcosa di nuovo o via da qualcosa di sbagliato”.

Il nuovo limite di velocità in pit lane (80 km/h) potrebbe incidere sulle strategie: “Riduce il tempo perso ai box. Se sei al limite tra una e due soste, come in Ungheria con Piastri e Norris, quel margine può fare la differenza. Se invece sei in uno scenario da sosta unica come a Monza, allora cambia poco. Qui, se saremo in bilico, il nuovo limite potrà ridurre il danno di più soste”. Monaghan non si fa illusioni: “Alla fine conta il delta sul giro. Qui il sorpasso avviene soprattutto col traino: se riesci ad agganciare una scia, come fece Norris l’anno scorso con noi, allora puoi passare. Ma è una pista difficile per superare”.

Il capo ingegneri Red Bull ha poi chiarito la questione della parità tecnica: “Le due macchine sono identiche. Non c’era comunque una differenza così grande come si pensava. È bello che finalmente sia chiaro, e siamo qui per supportare Yuki tanto quanto Max. Speriamo che questo lo motivi: se vuole lo stesso materiale di Max, ora ce l’ha. Magari ne trarrà beneficio anche nei risultati”.

Infine uno sguardo alle prossime gare: “Qui siamo vicini all’ala posteriore più grande, a Monza invece alla più piccola. Quindi l’auto verrà ‘capovolta’ di nuovo. Poi, che si faccia un’ala dedicata o si adatti quella da basso carico, dipende da ogni team. Alla fine conta far quadrare i conti entro l’anno”. Monaghan ha poi confermato anche il coinvolgimento di Tsunoda nel progetto 2026: “È un pilota che ci dà un feedback prezioso e sarebbe sciocco ignorarlo. Dall’utilizzo della macchina si impara sempre qualcosa, quindi cerchiamo di sfruttare ogni occasione”.

La nuova ala della RB21

Al rientro in pista dopo la pausa estiva, la Red Bull ha voluto dare uno sguardo al futuro, testando una nuova ala anteriore. Come confermato da Paul Monaghan, il muso della monoposto presenta flap superiori ridisegnati, ottimizzati per generare un carico medio-alto, perfetto per affrontare le curve rapide e le insidie di Zandvoort.

Gabriele Pirovano
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