F1,"A Silverstone la batteria rimane a secco". Albon a nudo: la crisi Williams e il paradosso dei nuovi regolamenti

F1,"A Silverstone la batteria rimane a secco". Albon a nudo: la crisi Williams e il paradosso dei nuovi regolamenti
Pubblicità
Dopo il disastroso fine settimana di Spielberg, culminato in un amaro 17° posto tra problemi di surriscaldamento e una totale mancanza di passo, Alex Albon vuota il sacco alla vigilia del Gran Premio di Gran Bretagna. Le parole del pilota anglo-thailandese non risparmiano nessuno: dalla crisi profonda di un team rimasto senza aggiornamenti e costretto a inseguire fin dal debutto stagionale, fino al duro verdetto sui nuovi regolamenti tecnici.
2 luglio 2026

La Formula 1 si sposta immediatamente nella culla del motorsport per il Gran Premio di Gran Bretagna. L'atmosfera a Silverstone, tuttavia, è tutt'altro che serena nel box della Williams. Alla vigilia della gara di casa della storica scuderia di Grove, Alex Albon ha tracciato un bilancio lucido e spietato sulla situazione tecnica del team e sull'impatto dei nuovi regolamenti che stanno ridefinendo la natura stessa dei tracciati più iconici del mondiale.

Il momento in casa Williams è oggettivamente complesso, e Albon non si nasconde dietro ai soliti cliché da paddock, ammettendo una trasparenza quasi liberatoria. "Non è uno dei periodi più difficili che abbia mai affrontato, è solo difficile. Difficile, ma è sempre stato difficile. Credo che per dare un feedback, in genere si tratti solo di ribadire gli stessi commenti ogni weekend. È come se si finissero le cose da dire".

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

La radice del problema risiede in uno sviluppo tecnico che ha subito una battuta d'arresto prolungata, costringendo la squadra a correre in difesa fin dalle prime battute del campionato. "Penso che ci manchi un aggiornamento ormai da un po'. Si è visto che siamo stati sulla difensiva fin dal 'giorno zero', in realtà. È normale che abbiamo registrato un regresso in termini di prestazioni rispetto al gruppo di centro classifica". La svolta per il weekend di casa potrebbe però arrivare dal fronte tecnico: "Speriamo che questo fine settimana si possa recuperare qualcosa. Abbiamo una nuova ala anteriore per questo weekend. Al simulatore abbiamo visto che, per lo meno, funziona. Questa potrebbe essere la nostra prima opportunità per riavvicinarci al centro gruppo".

L'analisi più profonda e sorprendente di Albon tocca però l'evoluzione delle monoposto attuali in relazione ai circuiti storici. Se nell'immaginario collettivo Silverstone è la pista dei curvoni da pelo sullo stomaco, la realtà della simulazione, che ha strappato una risata persino a Max Verstappen per quanto il circuito risultasse strano, restituisce un quadro ben diverso, quasi paradossale.

"Rimango dell'idea che in Formula 1 non ci siano più vere e proprie curve ad alta velocità", spiega Albon. "Ci si arriva così lentamente che le velocità in sé sono basse. Si potrebbe pensare che Silverstone sia un tracciato ad alta velocità, ma in realtà, se si guardano le velocità di percorrenza delle curve oggi, è più un circuito a media velocità".

Il vero fulcro della sfida tecnica a Silverstone, definita insieme a Monza e Spa come la prova più critica del calendario per la gestione dell'energia, riguarda l'erogazione della potenza elettrica nel secondo settore. "Credo si sia discusso su cosa poter fare all'ultimo minuto per aiutare la gestione del deployment, specialmente nel Settore 2. Una volta superate le curve 6 e 7, non si tocca praticamente il freno fino alla curva 15; chiaramente la batteria si scarica molto rapidamente e da lì in poi ti ritrovi in difficoltà. Questo weekend c'è una sensazione molto diversa rispetto a quella che proviamo di solito a Silverstone".

Una situazione complessa che vede però i piloti uniti nel fare fronte comune attraverso canali diretti con la Federazione. "La FIA e la Formula 1 stanno comunque facendo passi avanti. Stanno cercando attivamente di aiutare la situazione, e ci sono state conversazioni anche negli ultimi giorni. Man mano che i piloti iniziano a girare a Silverstone e a prepararsi per questo weekend, le chat di gruppo diventano più rumorose, perché i piloti passano più tempo al simulatore. È un lavoro in corso; per molti versi siamo tutti sulla stessa barca, l'obiettivo è garantire che i tifosi abbiano qualcosa di emozionante da guardare sia fuori pista che dalle tribune, ma che sia anche valido per le gare in sé".

In attesa di tracciati più favorevoli sul piano del passo puro, la strategia Williams per agguantare la zona punti nel cuore della stagione si affiderà inevitabilmente alla resilienza e alle variabili esterne. "Sul passo puro, dovremo aspettare di tornare su circuiti tradizionali. Penso però che in termini di affidabilità. L'affidabilità generale quest'anno è così precaria che basta semplicemente trovarsi nel mix del centro classifica per avere la possibilità di fare punti. Quindi non è che siamo in modalità standby fino al ritorno su certe piste, ma dipendiamo dai problemi di affidabilità altrui per entrare in zona punti".

La vera frustrazione, per un pilota che ha vissuto la crescita del team negli ultimi anni, è aver dovuto resettare il lavoro di ottimizzazione svolto nel precedente ciclo regolamentare per ripartire da un foglio completamente bianco.

"È quello che abbiamo fatto con la passata generazione di vetture, dal 2022 al 2025. Inizi con una macchina molto slegata, ma quando mantieni lo stesso sistema di regolamenti, ogni anno puoi limare qualcosa: dai il tuo feedback al team, ci si lavora e si rende la vettura migliore di anno in anno. Quest'anno, trattandosi di un nuovo inizio, per così dire, è un po' come dire: 'Ok, abbiamo questa macchina, ha tutti questi problemi, ora dobbiamo trovare la quadra e portarla nella sua finestra di funzionamento ideale'. Non succederà dall'oggi al domani, ma questo è il lavoro del pilota".

Pubblicità