Quei maledetti garagisti: così l'orgoglio inglese di Chapman e Williams sfidò il mito di Enzo Ferrari | I nemici del Drake

Pubblicità
Dalla Cooper alle Lotus di Chapman: al MAUTO di Torino va in scena la sfida epica tra Enzo Ferrari e i team inglesi che hanno rivoluzionato la Formula 1 tra tecnica, genio e Swinging London
5 aprile 2026

C'è stato un tempo in cui la Formula 1 non era una sfida tra colossi dell’automotive, ma uno scontro frontale tra una visione del mondo e un manipolo di sognatori. Da una parte Enzo Ferrari, il "Drake", arroccato nella sua Maranello tra motori 12 cilindri e una sacralità quasi religiosa per il mezzo meccanico. Dall'altra, quelli che lui chiamava con un pizzico di disprezzo — e forse una punta di timore — i “Garagisti”.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Siamo stati al MAUTO di Torino per immergerci nella nuova mostra "I Nemici del Drake. Enzo Ferrari e le scuderie inglesi", un percorso espositivo (aperto fino all’11 ottobre 2026) che celebra proprio quegli "assemblatori" britannici che, partendo da piccoli atelier e capannoni nell’Inghilterra della Swinging London, riuscirono nell'impresa impossibile: mettere in ginocchio il dominio della Scuderia.

La rivoluzione del "Genio contro il Potere"

La mostra, curata da Carlo Cavicchi e Mario Donnini con Maurizio Cilli, mette in fila 23 monoposto che sono vere e proprie opere d'arte ingegneristica. Vedere da vicino la Lotus, la Brabham o la March significa toccare con mano la rapidità di pensiero di uomini come Colin Chapman. Mentre a Maranello si puntava sulla potenza pura, gli inglesi rispondevano con la leggerezza, l'aerodinamica estrema e quel telaio monoscocca che avrebbe cambiato per sempre il DNA delle corse.

Non è solo una questione di bulloni e bielle. È il racconto di un'epoca di rischi estremi e libertà formale. Tra le mura del Museo Nazionale dell’Automobile si respira l’atmosfera delle "sette sorelle": team indipendenti che hanno trasformato la Formula 1 in un laboratorio a cielo aperto.

Oltre ai telai che hanno sfidato la Ferrari, la mostra offre uno sguardo profondo sul contesto culturale. Le vetture sono circondate dalle vibrazioni di una Gran Bretagna in piena esplosione creativa, tra moda e musica. Splendida, inoltre, la Project Room dedicata a Rainer W. Schlegelmilch: le sue fotografie non immortalano solo macchine, ma gli sguardi dei piloti, la tensione del muretto e quel "clic" decisivo che separa la vittoria dal dramma.

Nel nostro video vi portiamo dentro l'esposizione, analizzando da vicino cinque delle protagoniste di quella rivoluzione tecnica che ha costretto Enzo Ferrari a cambiare il suo modo di intendere le corse. Perché, alla fine, il Drake aveva capito: per battere i garagisti, bisognava iniziare a pensare un po' come loro.

Pubblicità