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Abarth Classiche: guardare indietro, per guardare avanti

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Nascono le Officine Abarth Classiche e la divisione Heritage FCA Italy guidata da Roberto Giolito. Obiettivo? Valorizzare il passato per tracciare i sentieri del futuro

Abarth Classiche: guardare indietro, per guardare avanti

La prima buona notizia è che anche il gruppo FCA si è dotato di una struttura interna dedicata alla valorizzazione del proprio immenso patrimonio storico: d'ora in avanti quindi i club e i collezionisti, ma anche i semplici appassionati, avranno finalmente un punto di riferimento per tutte le loro richieste, e non solo. Si tratta di Heritage FCA Italy e a guidarla è Roberto Giolito, designer il cui nome è legato indissolubilmente alla riedizione della 500, già Responsabile del Centro Stile Fiat e Abarth . La seconda buona notizia è che non si tratta di una semplice operazione-nostalgia, perché l'obiettivo dichiarato da Giolito è quello di "Guardare indietro, per guardare avanti", ovvero recuperare e valorizzare l'immenso patrimonio storico del Gruppo per creare prodotti sempre migliori e più emozionanti. E se il buongiorno si vede dal mattino, bisogna dire che il primo vero atto è di quelli destinati a lasciare il segno: è stato presentato nei giorni scorsi infatti il progetto Abarth Classiche, un'iniziativa davvero completa e ben articolata, per la gioia dei tantissimi appassionati dello Scorpione.
La nuova "casa" dello Scorpione


Tanto per cominciare, ora c'è una nuova sede: le Officine Abarth Classiche, uno spazio di 900 mq a Mirafiori dove la Casa ha voluto riunire tutto il "mondo Abarth", dal design alla progettazione, dal marketing all'assemblaggio delle serie speciali. Il vero cuore pulsante della struttura, però, è l'officina dedicata al restauro delle vetture d'epoca: qui infatti il collezionista potrà portare direttamente la propria vettura per qualsiasi tipo di intervento, da semplici affinamenti ai restauri più complessi, fino alla preparazione per le vetture utilizzate nelle competizioni per auto storiche. Il tutto eseguito a regola d'arte da personale appositamente formato e con il supporto dell'immenso archivio documentale della Casa. Non mancano inoltre servizi esclusivi: volendo, c'è perfino il trasporto e la riconsegna della vettura a domicilio. Il tutto per le vetture nate tra il 1949 - anno di fondazione dell'Abarth - e il 1971, quando lo Scorpione fu assorbito dal Gruppo Fiat, ma anche per quelle realizzate nell'epoca successiva, quando di fatto l'Abarth diventò il reparto competizione della casa torinese: dalle Lancia invincibili nei rally degli anni Ottanta e Novanta fino all'Alfa Romeo 155 vittoriose nel DTM.

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Anche FCA inizia a valorizzare sempre di più il suo glorioso passato 

Registro Ufficiale ed eventi

Non solo, ma è stato costituito anche il Registro Abarth, legato al Registro Fiat Italiano, strumento fondamentale per garantire l'originalità delle vetture dello Scorpione nel mercato collezionistico. E proprio Abarth Classiche sarà il punto di riferimento per verificare l'originalità della propria automobile, ottenere l'ambita certificazione e quindi l'inserimento nel Registro. Una gran bella operazione per tutelare tutti i collezionisti e gli appassionati del Marchio, ma questa non è l'unica iniziativa in programma:  Abarth Classiche punta infatti a essere l'interlocutore di riferimento per i Club e per gli organizzatori delle tante manifestazioni dedicate alle auto classiche.

 

Già per il prossimo anno, inoltre, organizzerà direttamente una serie di eventi: raduni e incontri a tema, certamente, ma anche eventi in pista dedicati alle vetture d'epoca, per onorare degnamente un Marchio che da sempre ha le competizioni nel proprio DNA. Tra gli obiettivi a lungo termine, invece, Giolito ha accennato anche alla realizzazione di un nuovo spazio espositivo a Torino, con una formula simile a quella del rinnovato Museo storico Alfa Romeo di Arese e l'obiettivo di farne non solo un'esposizione statica, ma un luogo di incontro e un centro di riferimento per l'erogazione di servizi a collezionisti e appassionati. Nel frattempo, negli archivi storici Fiat è febbrile l'attività per la catalogazione e digitalizzazione di tutta la documentazione relativa al mondo Abarth: un'attività per la quale sono stati contattati anche gli ex dipendenti di Karl Abarth, custodi di un sapere che la Casa è determinata a preservare.

Nel 2015 le vendite di Abarth sono cresciute del 50% rispetto allo scorso anno, con un aumento significativo non solo in Italia

+50% le vendite nel 2015

Il tutto, come anticipato, con lo spirito vivace di chi non vuole semplicemente spolverare dei cimeli, ma costruire qualcosa per il futuro: «Il marchio Abarth è un patrimonio straordinario - ha sottolineato Giolito durante la presentazione ufficiale del progetto - ma non vogliamo limitarci a custodirlo. Il nostro non è un progetto nostalgico: vogliamo connetterci sempre meglio con la nostra cultura e collegarla ai nuovi trend del mercato».
Il tutto in un momento molto positivo per Abarth: nel 2015 le vendite sono cresciute del 50% rispetto allo scorso anno, con un aumento significativo non solo in Italia, ma distribuito su tutti i principali mercati europei, dall'Inghilterra alla Germania, dalla Francia alla Spagna, a dimostrazione della forza del Marchio. E anche nelle competizioni lo Scorpione ha motivo di sorridere, con il monomarca 500 Abarth giunto al 7° anno e la realizzazione dei motori per la F4 italiana e - dal prossimo anno - anche per la F4 tedesca. Una fornitura, quella in casa dei tedeschi, per la quale a Torino non nascondono un giustificato orgoglio».

6.000 vittorie con 1.500 piloti

A sintetizzare la forza del marchio Abarth, del resto, sono proprio i successi nelle competizioni: ben 6 mila vittorie, ottenute con 1.500 piloti diversi. E chi lo desidera, trova traccia di ciascuna in "Abarth: the Scorpion's tale (1949-1972)", un cofanetto di tre volumi da collezione scritto da Sergio Seccatore, storico disegnatore di Karl Abarth. Un volume imperdibile per tutti gli appassionati dello Scorpione, impreziosito da uno straordinario apparato fotografico, dai disegni tecnici originali e molti altri documenti rimasti fino ad oggi inediti.

 

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