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Mercedes: «Vietare il diesel? Meglio migliorarlo...»

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Il tempo ha dimostrato che migliorare è possibile. Ecco perché il costruttore tedesco crede ancora nel motore a gasolio e sfata alcuni miti, dati scientifici alla mano

Mercedes: «Vietare il diesel? Meglio migliorarlo...»

Nonostante sia sotto il fuoco incrociato da parte di istituzioni di ogni livello, dall'Unione Europea ai sindaci, il Diesel «con la tecnologia giusta, è ancora indispensabile». Parola di Daimler, che vanta una lunga esperienza nei motori a ciclo Diesel, ancora oggi quelli dal più alto rendimento tra quelli a combustione interna.

Fu infatti Mercedes-Benz ad introdurlo nel lontano 1936 nelle auto, a migliorarlo con il turbo negli anni '70 e a portarlo ai livelli attuali di efficienza negli anni '90 con lo sviluppo della tecnologia Common Rail assieme a Bosch, Magneti Marelli ed Alfa Romeo. Di più recente introduzione è il filtro antiparticolato (che sulle Mercedes ha debuttato nel 1985) e l'additivazione con AdBlue, un composto a base di urea che abbatte i NOx, gli inquinanti maggiormente sotto accusa.

Spesso a torto, dice la Casa: «Le differenze tra le misurazioni in laboratorio e quelle su strada per quanto riguarda i gas nocivi emessi dai veicoli diesel hanno fatto, comprensibilmente, sorgere molte domande. Nel dibattito attualmente in corso, tuttavia, si ha spesso l’impressione che l’inquinamento da ossidi di azoto (NOx) in Germania sia più alto che mai. I fatti dimostrano, invece, proprio il contrario: dal 1990 l’impatto ambientale derivante dal traffico stradale è calato di circa il 70% secondo i dati pubblicati dal Ministero Federale dell’Ambiente, senza considerare che il volume del traffico nello stesso periodo è aumentato in misura significativa. Questo vale anche per la città che si trova attualmente al centro dell’attenzione: anche a Stoccarda l’inquinamento da NOx è ulteriormente calato nel 2017».

Ma cosa si può fare per rendere i Diesel ancora più puliti? Per Daimler «è possibile migliorare le emissioni di NOx di numerosi veicoli sul campo intervenendo sul relativo software in modo efficiente e relativamente rapido», spiegano da Stoccarda, «introducendo aggiornamenti sui veicoli circolanti più di vecchia data».

Per il costruttore tedesco l'elettrificazione giocherà negli anni a venire un ruolo fondamentale nella sopravvivenza dei propulsori a gasolio: «Mercedes-Benz ha investito oltre tre miliardi di euro sulla nuova generazione di motori Diesel e investimenti altrettanto importanti hanno reso questi propulsori ancora più efficienti, grazie alla tecnologia ibrida Plug-In. Dal prossimo autunno questo motore permetterà di beneficiare di tutti i vantaggi offerti alle motorizzazioni ibride, con ben 50 km di autonomia per guidare in città a zero emissioni e il grande piacere di guida offerto dal motore Diesel nelle percorrenze extraurbane. Da tutto questo nasce la ferma convinzione che sia meglio puntare sull’innovazione anziché sui divieti».

  • guglielmo.boghero@gmail.com

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    I Diesel sono un'arma di Distrazione di massa. Il pollitico (voluta) di turno, o ci casca a pero o cavalca la bestia a danno della collettività.

    Il tutto parte da una truffa vera e propria (VW) e alla ricerca di un diversamente colpevole.

    Giusto per chiarire.. un paio di articoli molto interessanti:


    Di uno su questa rivista...

    https://www.automoto.it/news/enrico-de-vita-sul-diesel-l-europa-commette-un-clamoroso-autogol.html
  • NoNox

    Non dimentichiamoci però che per tenere il Diesel nel limiti dobbiamo anche assicurarci della qualità del prodotto che attualmente mettiamo nel serbatoio AdBlue, Esiste infatti “adiblue” o “ad-Blue” ed AdBlue

    Oggi credo tutti o quasi, conoscano perfettamente cosa sia l’AdBlue, agente riducente per abbattere gli ossidi di azoto (NOx), che ha visto la sua prima comparsa sui veicoli industriali a partire dal 2006 con l’introduzione della normativa Euro 4 e recentemente anche sulle autovetture con motorizzazione diesel Euro 6 a partire da settembre 2016.
    Quello che pochi invece conoscono è che non tutto l’AdBlue presente nel mercato ha la stessa qualità e che un prodotto di bassa qualità possa provocare danni ingenti al costoso sistema di post-trattamento dei gas di scarico (sistema SCR).
    AdBlue è un marchio registrato dalla VDA (Associazione dei produttori di veicoli tedesca), in realtà la VDA rilascia solo la licenza di utilizzo del marchio e l’AdBlue viene prodotto in autocertificazione, la stessa VDA non esegue verifiche né test nel mercato, è quindi il marchio del produttore l'unica garanzia di qualità e serietà del prodotto, non la licenza. (Ci sono molti produttori che non hanno nemmeno la licenza del marchio).

    Da un’analisi di mercato condotta a fine 2017 sulle taniche da 10 l presenti nel mercato Italiano, risulta infatti che il 67% dei prodotti venduti come AdBlue o addirittura con dicitura simile AdiBlue, Ad-Blue, AdJblue sono ampiamente fuori specifica e possono creare gravi danni al veicolo nel quale vengono utilizzati.
    Alla presenza di prodotti di indubbia qualità sul mercato bisogna anche aggiungere un ulteriore problema che è l’incremento del quantitativo di AdBlue utilizzato dalle nuove motorizzazioni Euro 6, passato dal un iniziale 2-3% a circa un 8-9% del consumo di carburante. Questo significa che le impurità presenti nel prodotto si depositano più velocemente nel sistema di catalizzazione e quindi anche il danno avverrà in tempi ridotti.
    Meglio quindi utilizzare solo ed esclusivamente i prodotti originali e di sintesi se non si vuole avere problemi al proprio veicolo, meglio spendere qualcosa di più oggi (la differenza tra un prodotto di buona qualità e uno di indubbia qualità è dell’ordine di qualche centesimo di €) che molto di più domani.

    BASF è il principale fornitore di tutti i produttori di veicoli industriali e l’unico preconizzato dagli stessi in quanto l’estrema purezza del prodotto e la sua capacità di reagire già a basse temperature del sistema di catalizzazione, lo rendono perfettamente idoneo all’utilizzo sui veicoli industriali ed ancor più sulle recenti autovetture diesel Euro 6, molto più sensibili alla qualità del prodotto.
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