Curiosità

Ferrari 308 GTSi viaggia sul ghiaccio polare

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Protagonista di questa avventura al volante è Brian Whalen

Ferrari 308 GTSi viaggia sul ghiaccio polare

La 308 GTSi (la variante ad iniezione dotata di due valvole per ogni cilindro) è stata acquistata durante un’asta nel 2019 ed è un esemplare del 1982 che aveva percorso 80.000 km. Nessuna voglia di lasciarla a prendere polvere in garage, ma l’idea folle e audace nello stesso tempo di metterla su strada per viverla in uno scenario dove le altre supercar non si sarebbero mai avventurate. L’unico stop durante il viaggio è stato il cambio della cinghia dell’alternatore e qualche rumore scomparso non appena la strada è tornata liscia. Ovviamente, considerata la carenza di stazioni di servizio nella Dalton Highway, il viaggiatore in Ferrari ha dovuto sfruttare una tanica piena di carburante e procedere al risparmio nell’ultimo tratto del suo percorso, tenendo una velocità di appena 55 km/h.

 

Lo stesso Brian Whalen ha ammesso: “inizialmente doveva essere soltanto un viaggio da settembre dello scorso anno fino alle vacanze natalizie ma poi, come tutti sappiamo, la situazione mondiale non è migliorata e quindi ho prolungato il viaggio. giungendo fino alla Dalton Highway al di sopra del Circolo Polare artico in territorio statunitense. Parliamo di un percorso stradale lungo oltre 600 chilometri dove l’asfalto è praticamente ridotto all’osso.

La berlinetta è stata rivista solamente adottando cerchi da rally con pneumatici adatti a terreni più complicati da attraversare, cioè dei Pirelli K4 Gravel. Sul portapacchi posizionato sul cofano posteriore sono stati legati bagagli e due ruote di scorta e una lunga antenna per la radio CB per comunicare con i numerosi camionisti che attraversano quelle strade impervie.

Il privilegio di avere scenari suggestivi con il frontale spiovente davanti, illuminare la notte con i fari a scomparsa, e gestire l’auto con il piccolo volante tra le mani godendosi il sound del motore Ferrari su strade prive di traffico rappresenta una sorta di nirvana automobilistico, per un viaggio reso leggendario dalla durezza di un percorso che la maggior parte delle persone avrebbe affrontato più con un fuoristrada che con una supercar, ma non Brian Whalen.

l chilometraggio accumulato, e la variante di Ferrari 308 in questione, non avrebbero consentito al protagonista dell’avventura a quattro ruote di ottenere un guadagno considerevole lasciando in garage la creazione di Maranello, per cui tanto valeva godersela, che poi è quello per cui sono nate certe automobili. Alla fine, non c’è nulla di meglio che guidarle determinate sportive, ed il viaggio di Brian rappresenta un esempio, seppur estremo, per ogni appassionato.

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