intervista

Michele Crisci: «I quattro cilindri Drive-E aprono una nuova era per Volvo»

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I nuovi quattro cilindri sovralimentati Drive-E benzina e diesel mandano in pensione i tradizionali motori Volvo a cinque e a sei cilindri. Si tratta di un passaggio epocale, come ci ha spiegato Michele Crisci, Amministratore Delegato di Volvo Car Italia

Michele Crisci: «I quattro cilindri Drive-E aprono una nuova era per Volvo»

Nizza – Nel suo cammino verso la totale indipendenza da Ford, iniziato con la scissione della partenrship nel 2010, Volvo rivoluziona la propria gamma di motorizzazioni con due nuove unità sovralimentate da 2.0 litri a quattro cilindri in linea, che daranno vita ad una nuova famiglia di motori battezzata Drive-E.

 

Si tratta di un passaggio storico epocale perché le due nuove motorizzazioni, un diesel common rail e un turbo benzina ad iniezione diretta sviluppati interamente da Volvo in Svezia, sono destinate a mandare in pensione gradualmente le tradizionali unità a cinque e a sei cilindri in linea (nonché il poderoso V8), veri pilastri della storia motoristica della Casa di Göteborg.

 

I diesel Drive-E offriranno una gamma articolata di motorizzazioni con potenze da 120 a 230 CV, mentre i benzina partiranno da 140 fino ad arrivare a più di 300 CV. La scelta di sviluppare queste nuove unità, che rompono gli schemi tradizionali in casa Volvo per quanto riguarda lo schema costruttivo, nasce dalla volontà di ottenere unità molto più efficienti che in passato, senza rinunciare alle prestazioni. Il costruttore svedese infatti parte dalla consapevolezza che la potenza erogata da un motore non dipende dal numero dei cilindri o dalla cubatura, bensì dalla quantità d’aria che è in grado di attraversare le camere di combustione.

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Con la nuova famiglia di motori Drive-E a benzina debutta il T6 biturbo, un quattro cilindri da 306 CV

 

In sostanza, se si riesce a far passare più aria in un motore più piccolo questo diventa non solo più potente ma anche più efficiente. Volvo è talmente orgogliosa di questo cambiamento epocale da aver dichiarato in più occasioni che i nuovi motori a quattro cilindri Drive-E saranno così piccoli, intelligenti e potenti da “far sembrare i vecchi V8 dei dinosauri a confronto”.

 

I nuovi propulsori inoltre vengono abbinati a nuovi cambi, che promettono anch’essi di migliorare l’efficienza, in particolare ad un classico manuale a sei marce di nuova concezione e ad un nuovo automatico ad otto rapporti.

 

Dei nuovi motori a quattro cilindri Drive-E e dell’importanza che hanno nell’ambito dello sviluppo della costruttore svedese ne abbiamo parlato direttamente con Michele Crisci, Amministratore Delegato di Volvo Car Italia.

Con il lancio dei nuovi motori a quattro cilindri Drive-E inizia una nuova vera di indipendenza tecnologica, dal momento che le nuove unità sono interamente progettate sviluppate e realizzate in Svezia da Volvo

 

Quando è iniziata la progettazione dei motori Drive-E?

«La progettazione della nuova famiglia di motori Drive-E è iniziata prima del 2010, ovvero prima dell’uscita di scena di Ford. In ogni caso lo sviluppo dei nuovi propulsori a quattro cilindri è stato portato avanti esclusivamente da Volvo».

 

Il lancio dei nuovi motori mette la parola fine alla collaborazione con Ford?

«Con il lancio dei nuovi motori a quattro cilindri Drive-E inizia una nuova vera di indipendenza tecnologica, dal momento che le nuove unità sono interamente progettate sviluppate e realizzate in Svezia da Volvo. In realtà non amo molto questa definizione perché bisogna riconoscere il valore che ha avuto l’alleanza con Ford, che ha tutelato la stessa esistenza del marchio Volvo, ma in ogni caso è molto importante il fatto che siamo tornati a realizzare motori in prima persona. L’accordo con Ford-PSA in ogni caso continuerà fino a tutto il 2015».

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I nuovi motori Drive-E a quattro cilindri sono progettati e realizzati in Svezia direttamente da Volvo

 

Quanto ha investito Volvo per realizzare i nuovi motori?

«La realizzazione dei nuovi motori Volvo ha comportato un investimento mai visto per una casa automobilistica in Svezia, pari a 2,5 miliardi di euro».

 

I nuovi motori daranno vita ad una vera e propria famiglia, che comprende anche versioni ibride plug-in

«In futuro la gamma sarà ampissima si articolerà con l’arrivo di numerose varianti con diversi livelli di potenza, ma tutti basati sulle nuove architetture a quattro cilindri. Per il diesel per esempio avremo motori dal D2 al D8 e dal T2 al T8, con i modelli contrassegnati dai numeri 6, 7 e 8 che saranno ibridi plug-in».

 

Non ci sono state resistenze interne al passaggio ai quattro cilindri?

«Quando ci hanno detto che i nostri classici motori a cinque e sei cilindri sarebbero stati destinati ad essere sostituiti con motori a quattro cilindri eravamo in molti ad essere scettici. Oggi che li abbiamo realizzati possiamo dire che i nuovi motori Drive-E sono incredibilmente superiori ai precedenti cinque e sei cilindri e d’altra parte tutti i costruttori si stanno indirizzando in questa direzione».

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Il nuovo D4 a gasolio ha 181 CV

 

Come pensate che verranno recepiti dagli Stati Uniti, Paese con una radicata tradizione di unità V6 e V8, i nuovi motori Dirve-E a quattro cilindri?

«Negli Stati Uniti Volvo ha una diffusione “a smile”, ovvero siamo radicati negli stati della West Coast e della East Coast dove si è più attenti alle tematiche ambientali e non nelle zone centrali tradizionalmente più legate ai motori V6 e V8 di grande cubatura. Per questo siamo abbastanza certi che i nuovi quattro cilindri convinceranno anche i clienti americani».

 

In Italia quali versioni della nuova famiglia di motori Drive-E arriveranno inizialmente? Quale sarà il motore più richiesto?

«In Italia il motore più gettonato sarà sicuramente il nuovo quattro cilindri a gasolio, che inizialmente arriverà nella versione D4 da 181 CV, mentre i nuovi benzina, sempre a quattro cilindri, che all’inizio offriremo nelle varianti T4 e T5 da 250 e 306 CV giocheranno per ovvi motivi un ruolo minore».

Il nuovo cambio automatico è stato calibrato da Volvo ma viene inizialmente prodotto dalla giapponese Aisin, storico partner del nostro marchio

 

Quali sono i primi modelli ad arrivare in Italia con i moderni motori Drive-E a quattro cilindri?

«In Italia i motori a quattro cilindri Drive-E arrivano inizialmente sui modelli della linea 60, ovvero su S60, V60 e XC60, per approdare in un secondo momento su V70 e XC70».

 

L’arrivo di questi nuovi modelli quanto influirà sui prezzi dei vostri modelli?

«Possiamo dire che i listini subiranno un aumento di circa il 2,5% IVA esclusa rispetto alla versione equipaggiata con la motorizzazione di precedente generazione con un potenza comparabile».

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I nuovi motori Drive-E arrivano inizialmente sui modelli della Serie 60, per approdare poi su 70 e 80

 

Il nuovo automatico a otto rapporti è stato sviluppato internamente da Volvo alla stregua dei motori o vi siete appoggiati ad un’azienda esterna?

«Il nuovo cambio automatico è stato calibrato da Volvo ma viene inizialmente prodotto dalla giapponese Aisin, storico partner del nostro marchio».

 

Che fine farà l’attuale motorizzazione D6 riservata alla nuova V60 Plug-In Hybrid, che abbina un motore elettrico al classico 5 cilindri diesel destinato ad andare in pensione?

«L’attuale cinque cilindri in linea D5 a gasolio è destinato ad andare in pensione per essere sostituito dalla nuova gamma Drive-E a quattro cilindri. L’attuale V60 Plug-In Hybrid è stata la prima ibrida di Volvo, un’auto importantissima sviluppata in soli due anni, ma naturalmente il suo powertrain sarà sostituito nel prossimo futuro».

 

La Concept Coupé presentata a Francoforte è un affascinante prototipo equipaggiato con un moderno motore della famiglia Drive-E abbinato ad un unità elettrica. Questo concept avrà mai un futuro di serie?

«Non so se produrremo mai la Concept Coupé, ma di certo non escludo questa possibilità. Noi ci auguriamo che si verifichi quell’equazione di business fondamentale per mettere in produzione un’auto di questo tipo. In ogni caso questo concept detta lo stile delle Volvo del Futuro, tanto che il futuro XC90 presenterà sostanzialmente lo stesso frontale di questo prototipo. È chiaro che una coupé così aggressiva e di queste dimensioni, se mai dovesse venire realizzata, non potrà che avere un motore da almeno 400 CV».

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