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C'è una regola non scritta che in casa Land Rover sembrano aver fatto propria: quando una formula funziona, meglio non stravolgerla. E la Defender attuale, con i suoi 115.404 esemplari consegnati nel solo 2025, è la dimostrazione più concreta che la ricetta della casa di Gaydon non ha bisogno di rivoluzioni. Eppure, proprio per blindare quei numeri, gli ingegneri britannici stanno già lavorando al prossimo aggiornamento. E un muletto è stato pizzicato durante i test su strada.
Sembra ieri che la Defender ha ricevuto la sua ultima rinfrescata, eppure è già tempo di pensare al prossimo step. La filosofia del marchio inglese, del resto, è diversa da quella di rivali tedeschi come BMW X5 e Mercedes GLE, che concentrano i cambiamenti in un robusto facelift di metà carriera. Qui, invece, si preferisce la strategia degli aggiornamenti annuali: più frequenti, meno invasivi, ma capaci di tenere il modello sempre allineato alle aspettative del mercato.
L'anno scorso il pacchetto includeva fari ridisegnati davanti e dietro, nuove cerchiate in acciaio di diametro maggiorato, tinte inedite e una calandra in nero lucido. Per il 2026 il bilancio delle modifiche sembra ancora più sobrio.
Le camuffature applicate al prototipo, piuttosto leggere, lasciano intuire qualche ritocco al frontale, probabilmente nei gruppi ottici o nelle prese d'aria del paraurti. Dietro, sotto la mascheratura del paraurti posteriore, si nota un catarifrangente riposizionato più in alto rispetto alla versione in commercio. La novità più visibile, però, è uno spoiler sul tetto posteriore: un dettaglio che molti proprietari già montano come accessorio aftermarket e che la casa madre ha probabilmente deciso di integrare di serie.
Dentro non bisogna aspettarsi sconvolgimenti. La plancia, la consolle centrale con i comandi del clima e il design generale delle sedute restano fedeli all'impostazione attuale. Una scelta coerente con la strategia "se funziona non toccarlo".
A catturare l'attenzione è però un particolare nella seconda fila: il sedile centrale è sparito. Una soluzione che, se confermata in produzione, porterebbe sulla Defender 110 la configurazione a poltrone individuali tipo "captain's chairs" oggi riservata alla sorella maggiore 130. Potrebbe trattarsi di un semplice allestimento di test, ma anche di un'anticipazione concreta. Lo scopriremo nei prossimi mesi.
Il tempismo di questo aggiornamento non è casuale. Nel 2027 debutterà infatti la cosiddetta "baby Defender", ribattezzata informalmente Defender Sport: un SUV più compatto che riprenderà l'estetica squadrata e robusta della sorella maggiore, ma con un cuore 100% elettrico. Per non farsi mangiare in casa la quota di mercato, la Defender classica deve restare desiderabile e moderna.
E poi ci sono i rivali esterni. Lo specialista britannico Ineos ha appena lanciato il Grenadier facelift, raddoppiando l'attacco al pubblico più hardcore del fuoristrada. Più lontano, ma in rapido avvicinamento, c'è la Cina: nel 2028 sbarcherà la Geely Galaxy Battleship 700, un colosso ad alta densità tecnologica e con intelligenza artificiale a bordo, dichiaratamente progettato per insidiare il regno della Defender.
In questo scenario, gli aggiornamenti minimi ma costanti non sono pigrizia industriale. Sono una strategia di sopravvivenza intelligente: mantenere il valore percepito alto, preservare la riconoscibilità del design e accompagnare il modello fino al momento del vero cambio della guardia. Perché un giorno arriverà, ma a quanto pare non oggi.
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