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Porsche: è morto Peter Schutz, l'uomo che salvò la 911

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Fu protagonista di un'epoca d'oro per la Casa tedesca. Fu lui a rilanciare la “Neunelfer”, la cui produzione stava per essere interrotta

Porsche: è morto Peter Schutz, l'uomo che salvò la 911

Si è spento all'età di 87 anni Peter W. Schutz, ex presidente ed amministratore delegato di Porsche AG dal 1981 al 1987. Fu proposto per la carica dallo stesso Ferry Porsche in un momento difficile per la Casa di Zuffenhausen, che nel 1980 per la prima volta nella storia aveva chiuso il bilancio con i conti in rosso. 

Americano nato in Germania, da cui era fuggito con i genitori ebrei nel 1937, sembrava l'uomo giusto per risollevare le vendite all'epoca deficitarie in Nordamerica, dove introdusse l'inedita Porsche 911 Cabriolet lanciata nel 1983. La 911 fu letteralmente salvata da Schutz. Le perdite degli anni precedenti avevano fatto decidere al precedente management la sua cancellazione, ma il neopresidente si oppose, ordinando di proseguire lo sviluppo di quello che era stato bollato come un progetto obsoleto destinato ad essere rimpiazzato dalla 944.

Nacquero dunque le nuove 911 Carrera 3.2, con iniezione elettronica ed altri aggiornamenti estetici e meccanici. La gamma comprendeva le versioni coupé, targa e cabriolet, che piacquero e risollevarono le sorti della Porsche più rappresentativa di sempre e insieme dell'azienda. Schutz seppe anche innovare, facendo delle 944 a motore anteriore modelli di successo. Nel 1985 veniva presentata a Francoforte la supercar 959, che all'epoca rappresentò il vertice dello sviluppo del progetto 911.

Particolarmente felice sotto la guida di Schutz fu l'attività nel motorsport: Porsche diventò fornitore dei motori del team McLaren in Formula 1 dal 1984 al 1987 (due titoli e due secondi posti nel Mondiale costruttori, tre Mondiali piloti con Lauda e Prost) e dominò a Le Mans per tutto il periodo della sua presidenza con le 956 e 962C, vincendo la 24 Ore ininterrottamente per sette edizioni.

Sul finire degli anni '80 il dollaro debole, i conseguenti minori introiti sul mercato USA e la crisi economica che iniziava a determinare il declino dei prosperi anni '80 fecero optare l'azienda per un cambio al timone, nonostante i profitti record degli anni precedenti.

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