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Esistono brand che si possono permettere di rinnovarsi senza paura, e altri che ogni volta che cambiano camminano su un filo. Range Rover appartiene alla seconda categoria, perché vendere un'auto che costa quanto un piccolo appartamento significa anche vendere un'idea precisa di sé. Per questo la prossima Velar, attesa come uno dei lanci più delicati di Solihull degli ultimi anni, fa già discutere prima ancora di arrivare in concessionaria.
L'effetto collaterale di tutto questo è una silhouette che con il SUV ortodosso ha sempre meno a che vedere. La nuova Velar sarà più lunga, più schiacciata sull'asfalto e con una coda liftback dal lunotto quasi orizzontale, un trattamento che nel settore viene chiamato spesso coupé alta ma che qui spinge il concetto oltre il consueto. La spiegazione è tutta nelle leggi della fisica: per estrarre autonomia da un pacco batteria di peso paragonabile a quello di un'utilitaria, serve tagliare la resistenza all'aria, e quindi schiacciarsi, allungarsi, smussare ogni spigolo. Il risultato è che, a colpo d'occhio laterale, la nuova Velar farà pensare più a una berlina premium muscolosa che a una capostipite del fuoristrada.
A salvarsi dalla pulizia aerodinamica saranno soltanto due dettagli storici: i passaruota gonfi e i cerchi di grande diametro, gli ultimi due indizi visivi che racconteranno ancora la parentela con il Range Rover di sempre.
Il dato che merita la prima riga non è estetico ma industriale. La Velar elettrica sarà infatti il primo modello del marchio a poggiare sulla piattaforma EMA, una architettura sviluppata da zero per gestire trazione, batteria ed elettronica di bordo senza i compromessi tipici delle basi multi alimentazione. Tradotto: è il primo vero progetto nativo della casa, quello su cui Land Rover sta scommettendo la propria credibilità nel mondo a batteria. Quando un costruttore inaugura una piattaforma nuova lo fa con il modello che si sente di rischiare di più, e in questo caso il rischio è doppio perché parliamo del segmento luxury, dove la clientela perdona poco.
Poi c'è il capitolo del muso, che resta avvolto nel mistero ed è probabilmente la parte più curiosa della vicenda. Senza un motore termico da raffreddare, la grande calandra che da decenni occupa il frontale di ogni Land Rover perde la sua ragion d'essere. Sostituirla è facile in teoria ma complicato in pratica, perché significa rinunciare a uno dei marcatori identitari più forti dell'intero panorama automobilistico. Il modo in cui i designer scioglieranno il nodo dirà molto su quanto il marchio voglia davvero traghettare la sua eredità nell'era elettrica.
Sul fronte meccanico arrivano notizie più rassicuranti per gli appassionati. La trazione integrale resta lo standard, con una versione di accesso a due motori elettrici e un allestimento più muscolare a tre, abbinamento che lascia presagire numeri prestazionali importanti e una gestione della coppia molto sofisticata. Il nome stesso, va detto, potrebbe ancora cambiare prima dell'arrivo nei listini: la sigla Velar non è ancora data per certa al cento per cento, e qualcuno scommette su un battesimo diverso.
Il dubbio più interessante riguarda però il futuro del progetto. Land Rover ha impostato la Velar elettrica con un approccio rigorosamente electric first, ma la cronaca recente del segmento invita alla cautela. La Porsche Macan è stata lanciata solo in versione a batteria e nel giro di pochissimo tempo è stata richiamata anche in chiave termica, davanti a una domanda meno entusiasta del previsto. È uno scenario che a Solihull conoscono benissimo, e che lascia aperta la possibilità di una futura versione ibrida della Velar, soluzione che oggi nessuno conferma ma che molti analisti danno per probabile.
La Velar attuale è arrivata nel 2017 e iniziava ormai a sentire il peso degli anni. La sua erede, però, non deve solo aggiornarsi: deve rispondere a una domanda che tutto il settore premium si sta ponendo, ovvero che senso abbia continuare a costruire SUV imponenti quando il vero terreno di conquista è diventato il coefficiente aerodinamico. È una sfida che mette in tensione la tradizione del marchio e la matematica della batteria. Il giudizio finale, alla fine, lo daranno i clienti, che dovranno decidere se accettare una Range Rover che assomiglia sempre meno a quella che hanno sempre amato.
Land Rover
Via Alessandro Marchetti, 105
Roma
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800 904 400
https://www.landrover.com/index.html
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