auto e arte

Sculture strane ne abbiamo? Ecco l’Autoeater americano che si mangia la Fiat Panda ad Atlanta [foto]

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In strada nella capitale della Georgia (USA, dove scorrazzava il Generale Lee di Hazzard) una scultura con il marmo di Carrara sponsorizzata anche dai tedeschi che desta attenzione richiamando l’Italia. Ci passano tutti i giorni 2.500 pedoni e 40.500 veicoli, vedendo una vecchia Fiat Panda semi-inghiottita

Cose strane se ne vedono per il mondo. E meno male che qualcuna ha la forza di assorbire il pensiero da questa triste fase dell’epidemia Covid-19. Questa volta però, dagli USA hanno forse esagerato. Esagerato nel destare l’attenzione di chi passeggia per le vie di una città che vuole farsi notare, Atlanta, appunto; nel proprio distretto pensato per valorizzare i percorsi ciclabili e pedonali a sfondo artistico.

Hanno dovuto scomodare la nostra “santa Panda”. Già perché proprio nella capitale dello stato americano della Georgia, terra familiare anche alle ruote fumanti del mitico Generale Lee di Hazzard, in bella vista da qualche mese si trova un’opera denominata Autoeater. Il nome la dice tutta: dalla base a terra, una apparentemente morbida guaina avvolge e assorbe verso l’indefinito, l’utilitaria italiana. Scena che richiama molte fantasie, in parte anche quella della saga cinematografica Tremors.

Gli autori dell’opera sono tali Venske & Spänle, che non usano abilmente solo il marmo di Carrara ma anche la fantasia con ispirazione al mondo dei Puffi, di solito. Questa volta invece hanno preso a modello non quei personaggi francesi ma un’auto italiana, che hanno conosciuto da giovani: l’inossidabile regina di mercato Fiat Panda. Fa niente se nella press-release di lancio, qualcuno ha scritto che la nostra Panda era la rivale del Maggiolino anni Ottanta (magari, ndr). Che conta è che sia al centro dell’attenzione oggi in una grande città degli USA. In particolare il modello è una 141 di fine anni Ottanta, primo restyling quindi, bianca.

Per realizzare l’opera ci sono voluti nove mesi, le spese di trasporto dall’Europa sono state pagate dall’istituto di cultura tedesca Goethe-Zentrum (alla fine non hanno messo un Kafer che sprofonda…) e il contratto per lasciarla nei pressi di Peachtree Street, è triennale: canone un dollaro l’anno.

Una volta tolto il gancio traino, avvitato sul frontale della Panda semi-inghottita, ora il vecchio logo Fiat con le cinque barre diagonali guarda il cielo di Atlanta. Per fortuna, la civiltà dei locals lascia integra la vettura italiana, a quanto pare (altrove forse le ruote, ma anche i vetri e tergicristalli… Sarebbero stati a rischio) mentre al suo fianco transitano quotidianamente circa 2.500 pedoni e 40.500 veicoli.

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