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Antonio Filosa, vertice del gruppo Stellantis, ha ammesso apertamente come le stime sulla velocità della transizione energetica siano state fin troppo ottimistiche, in particolare sul mercato nordamericano.
Secondo quanto evidenziato dal manager, negli Stati Uniti l'adozione delle auto al 100% elettriche si è fermata a una quota di mercato vicina al 6%, ben lontana da quel 50% inizialmente ipotizzato nelle proiezioni strategiche per i prossimi anni. Una distanza tra teoria e realtà che ha imposto un immediato cambio di passo.
La risposta di Stellantis non è un abbandono dell'elettrico, ma una riorganizzazione sotto il segno del pragmatismo. Il gruppo ha infatti confermato di voler mantenere gli investimenti sulle tecnologie a zero emissioni, affiancando però un'offerta multi-energia capillare. L'obiettivo è soddisfare le reali richieste dei clienti nei singoli mercati attraverso una gamma diversificata che continua a valorizzare le motorizzazioni ibride e termiche di ultima generazione.
La riflessione di Filosa si sposta poi inevitabilmente sul fronte europeo, dove le normative sulle emissioni e i calendari di decarbonizzazione continuano a mettere a dura prova i bilanci dei costruttori. Da qui la richiesta diretta alle istituzioni UE per una maggiore flessibilità normativa: senza un'infrastruttura di ricarica adeguata e in assenza di incentivi stabili, imporre ritmi di conversione troppo serrati rischia di penalizzare il mercato e la tenuta industriale del comparto.
La linea del gruppo appare ora chiara: non più una corsa cieca verso un'unica tecnologia, ma un approccio flessibile e modulato sulla risposta reale degli automobilisti.
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