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Dopo aver esplorato la regione del Tohoku nel primo episodio insieme al fotografo Larry Chen, la docuserie The Art of Driving torna con una nuova tappa che affonda ancora più a fondo nelle radici culturali e paesaggistiche del Giappone che ha ispirato Forza Horizon 6. Questa volta il viaggio ha un compagno d’eccezione: Kazuhisa Uragami, illustratore di Tokyo e autore di uno dei murales più affascinanti del gioco.
Un episodio che mette in scena un contrasto potente: da un lato la Honda Civic Type R FL5, una delle trazioni anteriori più veloci al mondo; dall’altro la quiete sospesa dei vulcani, dei cantieri navali e dei villaggi termali del Kyushu. Un equilibrio fragile e bellissimo, proprio come l’arte di Uragami.
Il secondo episodio si apre tra le strutture imponenti dei cantieri navali del sud del Giappone. È qui che Uragami racconta la sua ossessione per la bellezza della ruggine, per il modo in cui il tempo scolpisce il metallo e lo fonde con la natura circostante. Un’estetica che ritroveremo nel suo murale, e che Larry osserva mentre si muove tra container, gru e scafi giganteschi.
A fare da colonna sonora al viaggio c’è il 2.0 turbo VTEC K20C1 della Honda Civic Type R FL5: 315 CV, cambio manuale, e il record a Suzuka per le auto a trazione anteriore. Larry la definisce “pratica e brutale allo stesso tempo”, perfetta per affrontare le strade tortuose che li aspettano.
Il cuore dell’episodio è il Kyushu, un territorio che alterna paesaggi industriali a scenari naturali quasi irreali.
Guidando lungo la celebre strada panoramica che abbraccia la caldera del vulcano Aso, Larry e Uragami raggiungono il villaggio di Waita. Qui scoprono una tradizione unica: sfruttare il vapore vulcanico non solo per le terme, ma anche per cucinare. Un modo di vivere che racconta quanto l’uomo e la natura siano intrecciati in questa regione.
La tappa successiva è la Chinatown di Nagasaki, un luogo che per secoli è stato l’unico punto di contatto tra il Giappone e il resto del mondo. Uragami sottolinea come questo crocevia culturale abbia influenzato la sua visione artistica: un mix di identità che si riflette anche nel suo murale.
Il viaggio prosegue in traghetto verso Fukue, un’isola dove la cultura automobilistica assume forme sorprendenti.
Larry e Uragami incontrano un tuner autodidatta, un artigiano dei motori che costruisce tutto da zero, senza copiare nessuno. Per lui, il vero eroe non è chi guida, ma chi crea: un messaggio che colpisce profondamente l’artista.
Poi arriva lei: la leggendaria “Obaachan rider”, la nonna motociclista che un tempo sfrecciava per l’isola in jeans e giubbotto. Una figura che sembra uscita da un manga, e che incarna perfettamente lo spirito libero del Kyushu.
Il tema scelto da Uragami per il suo murale in Forza Horizon 6 è il pirata. Non un fuorilegge romantico, ma un simbolo di riscatto: uomini che, secondo l’artista, usavano il commercio marittimo per aiutare chi era stato lasciato indietro dalla società.
Il Kyushu, circondato dal mare e segnato da secoli di scambi, è il luogo perfetto per dare vita a questo personaggio.
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