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Un capo italiano per il Gruppo auto estero: tutte le auto di De Meo prima di Renault

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Dalle italiane alle spagnole, passando anche per tedesche e giapponesi. Ora gli toccheranno pure nuove francesi degli anni Venti… Di automobili? La top10 di Luca De Meo, papabile capo Renault

Un capo italiano per il Gruppo auto estero: tutte le auto di De Meo prima di Renault

Luca De Meo, over50 italiano, presidente Seat dimesso per andare a guidare il gruppo Renault, è uno che di auto sotto la sua gestione ne ha viste molte. “Di tutte le razze e di tutti i colori” verrebbe brutalmente di dire pensando a segmenti, stile e varietà dei modelli nati sotto una sua gestione.

Tra Fiat prima, ma anche Alfa, Audi, Toyota e Seat a oggi, non si dimentichino i marchi “dedicati”: come Abarth e Cupra, operazioni in parte di simili, di “scorporamento” formale dal marchio primario.

I tosti consigli non scelgono un manager di questo livello, in gruppi auto globali e diversi, ma sempre potenti, a caso. A dire il vero nelle sue interviste fa trasparire l’approccio confidenziale e la bontà di intuizione sui trend, globali e locali, a 360°. Non solo per le quattro ruote a parer nostro. Un tono volutamente e sapientemente ben calibrato sul suo interlocutore, quello di De Meo, che non sempre davanti ai media svela tutto il suo background, la sua finezza. Una carriera così nell’auto però, qualora fosse l’approdo in Renault con tale potere, ci fa dire che De Meo ne capisce tanto, di aziende che facevano macchine e oggi creano valore dai servizi che ruotano attorno. Quelli ancora tutti da sviluppare, quelli che a Barcellona, dove risiedeva fino a ieri, sono sperimentati anni prima che altrove.

Nella foto gallery e a seguire elencate, alcune delle auto di maggior peso che sono nate sotto una delle varie gestioni di De Meo. Sono quelle del gruppo Volkswagen ma anche Fiat e non si dimentichi che in Renault per alcuni anni il manager aveva già lavorato: si tratterebbe di un ritorno dopo oltre 20 anni.

Top10 auto De Meo

Quali le migliori, quale la “Top10 car by De Meo”? Dipende, un’auto non è totalmente frutto di un manager, anzi. Però alcuni modelli hanno indubbiamente reso molto bene, alla Casa che le ha messe sul mercato, o sono stati ben "promossi".

Fine anni Novanta: Toyota Yaris e l’approdo sui nostri mercati, con grande successo di prodotto.

Inizio Duemila: il marketing curato dei modelli Lancia Ypsilon e Musa, la prima un lungo successo durato a lungo.

Metà Duemila: Lancio Fiat Grande Punto (199). Altro modello di popolarità elevata, vissuto poi oltre misura. Lancio e campagna, riuscitissima, di Fiat 500. Abarth Grande Punto.

Fine Duemila: Alfa Romeo MiTo, il Biscione in chiave compatta e Abarth 500, di sicuro più premiante. Audi A7 Sportback, Volkswagen Maggiolino.

Anni Dieci: VW Up! Seat Leon, Ateca (primo SUV) Ibiza, Arona e Tarraco; alcuni modelli inediti per la Casa. Con l’esperienza Seat, De Meo tocca tutti i segmenti e molte tecnologie di cui il gruppo tedesco dispone. Usava dire nelle interviste “abbiamo un frigo pieno dove possiamo attingere”. La Casa spagnola, pur se non prima tra quelle del gruppo, vi ha pescato pianali e motori facendosi forte di una gamma invidiabile per qualunque generalista di pari volume. Addirittura, dopo la el-Born elettrica, lo spazio per un marchio sportivo: Cupra, con Ateca ma anche Tavascan (EV) ed e-Racer, auto da corsa elettrica. Poi la micro-mobiità, con Minimò, Mii Electric ed anche un primo scooter a marchio Seat.

A questo link, tutte le recenti interviste che De Meo ha rilasciato ad automoto.it

IF

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