prova su strada

BMW Serie 4 Coupé

Cambia il nome, evolve la sostanza
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La nuova sportiva di segmento D porta con sé un nuovo nome ed una interessante evoluzione dei concetti di design, eleganza e sportività che hanno reso celebre questo modello. Unico difetto, come sempre, il listino: parte da 37.600 euro

BMW Serie 4 Coupé

Il debutto della nuova Serie 4 è una piccola grande rivoluzione per le Coupé/Cabriole dell'elica di segmento D. Per la prima volta, alla stregua di quanto accaduto con Serie 6 ed in passato con la Serie 8, viene adottata una nuova nomenclatura pari che svolge una sorta di funzione spartiacque tra la connotazione più tradizionale della famiglia "Serie 3" e quella più sportiva e dinamica della Serie 4.

Gli elementi chiave del modello, dunque, non cambiano: design, eleganza e sportività sono i tre parametri che BMW ha cercato di migliorare ulteriormente rispetto alla vecchia Serie 3 Coupé cercando di dare nuove risposte ad una clientela che ha sempre dimostrato di apprezzarla in Europa (50% delle vendite dell'ultima generazione), negli USA (30%) ed anche in Italia dove in sette anni di commercializzazione sono state consegnate ai clienti 23.000 unità.

Personalità propria

La Serie 4 Coupé, un po' come accadeva con la vecchia generazione da qualche anno a questa parte, è stata pensata per essere sostanzialmente un modello a sé all'interno della gamma. Certo la base tecnica e stilistica di partenza è quella della berlina lanciata nel 2011 ma a differenza di quest'ultima non c'è un solo componente della carrozzeria intercambiabile così come cambiano notevolmente le misure caratteristiche: la Serie 4 Coupé è 5 cm in meno di altezza della berlina (lunga 464 cm, larga 182 ed alta 136) e vanta carreggiate più larghe di 4,5 cm davanti e 8 cm dietro rispetto alla coupé uscente a fronte di un passo di 281 cm.

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La BMW Serie 4 Coupé  vanta delle carreggiate più larghe di 4,5 cm davanti e 8 dietro della berlina e presenta un apsso di 281 cm

Baricentro: il più basso tra le BMW

Numeri che parlano di una vettura dal "fisico" slanciato, con un'abitabilità garantita per quattro persone, con 445  litri (+5) di bagagliaio ed un peso, il cui baricentro grava ad appena 500 mm da terra, che nella versione 420d è addirittura inferiore di 25 kg (1.525 kg, ripartiti 50/50) grazie all'uso di materiali più leggeri rispetto al passato.

Look sportivo

Distinguerla dalla Serie 3 lanciata nel 2011 è molto semplice anche se gli stilemi proposti dalla Serie 4 riprendono in tutto e per tutto l'ultimo corso dell'Elica introdotto proprio dall'ultima delle "3": i gruppi ottici, ad esempio, formano anche sulla Coupé la linea orizzontale attraverso l'unione del cristallo dei gruppi ottici al tipico doppio rene BMW, che nella sua ultima declinazione fa vedere anche il fianco.

Aerodinamica record (per BMW)

Rispetto alla berlina ed alla touring si nota un raffinato studio aerodinamico sulle prese d'aria anteriori inferiori - incanalano l'aria per farla confluire nell'estrattore a "7" posto appena dietro la ruota anteriore con l'obiettivo di creare una sorta di barriera d'aria - ma anche nella zona posteriore e sulla fiancata, dove le forme sono marcate ma allo stesso tempo pulite: un'attenzione che ha permesso ai tecnici di Monaco di abbassare il valore di Cx sino a 0,28 che è un record per questo modello.

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Interni: (quasi) una Serie 3

Come al solito arretrato, per far posto al lungo cofano, l'abitacolo è stato pensato per offrire il confort della berlina a chi siede davanti e spazio a sufficienza anche per chi siede dietro: il divano posteriore è stato completamente riprogettato rispetto alla berlina ed ora sfoggia due sedute singole i cui schienali possono essere abbattuti in modalità 60/40 per fare posto ad oggetti ingombranti. Tra gli optional (210 euro) è possibile richiedere anche una finestra centrale tra gli schienali in grado di fare posto a sci, snowbord o oggetti di lunghe dimensioni senza però rinunciare alle sedute.

Nuovo step per il ConnectedDrive

Tra le novità tecnologiche si fa notare il nuovo sistema Connected Drive che adotta un nuovo "mouse" sul tunnel centrale ed un diverso software per il sistema multimediale che fa capo al generoso schermo da 8,8" (2.620 euro) montato a sbalzo nella zona superiore della plancia: ora il sistema lavora come una sorta di smartphone (ha una scheda 3g propria) fornendo di serie tutta una serie di servizi che possono di volta in volta essere integrati con app scaricabili da uno specifico market interno. Un po' come accade, appunto, per gli smartphone di ultima generazione che a loro volta possono essere integrati con numerose funzioni all'interno del sistema per mezzo di connesione a cavo (usb) o bluetooth.

Quattro modalità di guida

Si parla di elettronica anche nella dinamica di guida che anche su Serie 4 può essere personalizzata in base alle esigenze: Eco Pro, Comfort e Sport intervengono su acceleratore, sterzo, climatizzatore, cambio automatico (se presente) e sospensioni attive (750 euro) rendendoli più o meno sportivi in base all'impostazione scelta. Per le versioni più sportive c'è anche una versione Sport+ che interviene per rendere meno invasivo l'intervento dei controlli di stabilità, lasciando così maggior possibilità di controllo al guidatore. Degna di nota la continua evoluzione della modalità Eco Pro: nelle versioni dotate di cambio automatico e GPS impostato su una destinazione la vettura può arrivare a suggerire al guidatore anche la possibilità di staccare il pedale dell'acceleratore per arrivare al prossimo stop o incrocio: il sistema, infatti, grazie alla possibilità offerta dalla funzione di veleggio del cambio automatico (scollega la trasmissione dal motore, come si andasse in folle con il manuale) stima che a quello stop si possa arrivare senza problemi anche con l'inerzia residua, assicurando così un interessante risparmio di carburante.

Degna di nota la continua evoluzione della modalità Eco Pro: nelle versioni dotate di cambio automatico e GPS impostato su una destinazione la vettura può arrivare a suggerire al guidatore anche la possibilità di staccare il pedale dell'acceleratore per arrivare al prossimo stop o incrocio

Quattro allestimenti più uno

Quattro più uno gli allestimenti disponibili: base, Luxury, Modern e Sport al quale è possibile abbinare anche il pacchetto M Sport in cui spicca assetto ribassato di 10 mm e freni potenziati con pinze blu. Di serie BMW offre clima bizona, computer di bordo, accesso keyless, radio con cd/mp3 con monitor da 6,5" e iDrive, sedili posteriori 60/40 e fari xeno con luci diurne a led (full led posteriori) con funzione di auto-beam. Tra gli optional, alcuni dei quali presenti nelle Line superiori, spiccano il tetto in vetro (1.150 euro), l'impianto audio Harman/Kardon (1.100 euro), i sedili a regolazione elettrica (1.150), il navigatore (2.620 euro), gli inserti in alluminio (190 euro) gli interni in pelle (2.050 euro) ed i sensori di parcheggio (810 euro).

Da 184 a 313 CV, anche con xDrive

In tema di motori in BMW Italia non si sono fatti mancare al lancio la motorizzazione 20d, che nella precedente Serie 3 aveva totalizzato la bellezza del 45% delle vendite. Ai 184 CV del duemila turbodiesel (41.200 euro) dal 5 ottobre si affiancano la 428i (duemila turbo benzina, 43.900) da 245 CV e la tremina biturbo 435i da 306 CV (51.700). Più avanti arriveranno la 420i da 184 CV (37.200 euro) la 430d da 258 CV (51.550) e la 435d da 313 CV nella sola versione x-Drive (57.000): quest'ultima, curiosamente, fino all'arrivo della M4 rappresenterà il top di gamma. Le versioni xDrive costeranno 2.600 euro in più delle rispettive 2WD e saranno disponibili per 420i, 420d, 428i e 435i.

Per quanto concerne la 420d le prestazioni parlano di uno 0-100 km/h in 7,5 secondi, una velocità massima di 240 km/h ed un consumo medio dichiarato di 21,2 km/l a cui corrispondono 124 g/km di CO2. Consumi ed emissioni che si abbattono ulteriormente se si preferisce il cambio automatico ad 8 rapporti ZF (2.300 euro) al manuale a sei marce (21,7 km/l e 121 g/km di CO2).

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L'abitacolo della BMW Serie 4 Coupé vanta un divano posteriore integralmente riprogettato

Dal vivo: com'è fuori

Estremamente slanciata nelle forme la nuova BMW Serie 4 prosegue il suo processo evolutivo prendendo ulteriormente le distanze dalla Serie 3 dalla quale, comunque, deriva. Ben fatta sotto il profilo costruttivo il nuovo modello manifesta in tutte le declinazioni estetiche previste dalle diverse Line una grande cura per il dettaglio ed una forte attenzione per l'aerodinamica che si manifesta in modo evidente nel profilo delle prese d'aria anteriori e nel curioso 7 che funge da estrattore d'aria appena dietro la ruota anteriore.

Dal vivo: com'è dentro

Quella degli interni è probabilmente l'area che ha subito meno l'aria di cambiamento rispetto alla Serie 3 berlina, almeno per quanto concerne la zona anteriore. I materiali utilizzati sono di alto livello e non si notano imprecisioni d'assemblaggio, come del resto sulla Serie 3. Molti dettagli e attenzioni per il dettaglio, infatti, sono comuni a quelli della berlina tranne che nel caso del braccetto di cortesia che ora porge una cintura di sicurezza altrimenti irraggiungibile. Dietro, invece, cambia notevolmente la forma delle sedute, che sono più comode e spaziose (anche per le gambe) rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare da una coupé. Stesso discorso vale per il vano bagagli, che è molto voluminoso e permette di essere ampliato a piacere grazie al frazionamento progressivo dei sedili. Da acquistare, nel caso si sia amanti dello sci o dello snowboard, il frazionamento supplementare (190 euro) che prevede una finestra di collegamento tra l'abitacolo ed il bagagliaio.

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Su strada la motorizzazione 20d è forse quella che continua a dare le maggiori sorprese nella gamma BMW: è un motore brillante, ha un suono tutt'altro che fastidioso a differenza di altri motori a gasolio e permette alla Serie 4 una performance di tutto rispetto sia nella versione con cambio manuale che in quella con l'automatico ZF ad otto rapporti

Si sale e si scende comodamente

La posizione di guida è relativamente bassa e ben regolabile, proprio come si richiede ad una vettura di questa categoria, ma l'accesso o l'uscita dall'abitacolo rimangono particolarmente agevoli. Solo chi siederà dietro avrà qualcosa di ridire in termini d'accesso a bordo, che rimane un po' sacrificato. La visibilità rimane buona in quasi tutte le direzioni tranne che nella tre quarti posteriorie. Obbligatori, dunque, i sensori di parcheggio (purtroppo a pagamento).

Come si guida: il 20d è una conferma

Su strada la motorizzazione 20d è forse quella che continua a dare le maggiori sorprese nella gamma BMW: è un motore brillante, ha un suono tutt'altro che fastidioso a differenza di altri motori a gasolio e permette alla Serie 4 una performance di tutto rispetto sia nella versione con cambio manuale che in quella con l'automatico ZF ad otto rapporti, che continuiamo a preferire: vero, sono duemilaseicento euro di differenza, ma in termini di confort la differenza è abissale ed anche per quanto riguarda il piacere di guidare l'otto marce ZF così come impostato da BMW non ha nulla da invidiare ad un manuale.

Interessante, tra tutte le modalità, la Eco Pro che permette un effettivo risparmio di carburante (misurato in km) ed invita ad una guida rilassata e confortevole. Un po' forzata, in termini di sportività, la modalità Sport che indurisce un po' troppo lo sterzo e rende l'acceleratore inutilmente sensibile: se non fosse per il diverso intervento dell'ESP, di manica larga sulla Sport, continueremmo a preferire la modalità Confort.

La modalità Sport Plus, disponibile sugli allestimenti più sportivi, ha una impostazione di guida aggressiva ed è quella che permette di godersi al meglio la bontà del telaio e delle sospensioni attive, che lavorano in modo egregio assicurando un feeling guida indubbiamente al vertice della categoria

La 35i è velocissima

Diverso il discorso dello Sport Plus: disponibile sugli allestimenti più sportivi - noi l'abbiamo provato su una 435i M Sport - l'impostazione di guida più aggressiva è anche quella che permette di godersi al meglio la bontà del telaio e delle sospensioni attive, che lavorano in modo egregio assicurando un feeling guida indubbiamente al vertice della categoria ed un collegamento del pensiero alle reazioni della vettura assolutamente da riferimento per la cateogoria: le prestazioni del sei cilindri biturbo, come sempre, sono da straccio di patente e la facilità con la quale la vettura si fa gestire in curva in tutte le modalità di guida conferma come il lavoro fatto da BMW per abbassare il baricentro a 500 mm sia davvero servito a migliorare la performance assoluta di questo modello.

La 420d consuma poco

Tornando alla 420d al termine della nostra prova abbiamo registrato un consumo di 15,6 l/100 km. Una media che abbiamo ottenuto giocando con le diverse modalità e chiudendo solo l'ultima parte del nostro giro di 100 km con la modalità EcoPro attivata. Nettamente superiori, ovviamente, i consumi della 435i pur senza superare mai il confine dell'eccesso: si viaggia tranquillamente a 11,5 km/l senza farsi mancare qualche "strappo" alla regola.

In conclusione

La nuova BMW Serie 4 rappresenta una forte evoluzione dei concetti stilistici e tecnici introdotti e sviluppati per anni dalle precedenti generazioni di Serie 3. Il salto evolutivo dell'ultimo modello è sostanziale, soprattutto in termini di dinamica di guida e di possibilità elettroniche offerte da sistemi come il ConnectedDrive di ultima generazione, ma di base la Serie 4 resta un prodotto in grado di soddisfare le esigenze di ogni giorno senza farsi mancare nulla in termini di piacere di guida, di sicurezza e di stile. Pochi i difetti, se non per la dotazione: per avere tutto quello che si sogna da un'auto del genere bisogna mettere ampiamente mano al portafoglio.

 

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