Prove

Kia Stinger | Se non ci fosse sarebbe un mondo peggiore [Video]

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Lo crediamo fermamente, e sapete perché? Perché l'abbiamo guidata. A lungo, in tutte le versioni, e ora possiamo raccontarvela

Kia Stinger. L’avevamo associata al design milanese un anno e mezzo fa, per portarla poi sul circuito di Franciacorta a fare i pisquani, io e Andrea, tra curve, rettilinei, droni e segni di frenata sull’asfalto. Una giornata da ricordare, di cui ho ripreso in mano le fila rimettendomi al volante di Kia Stinger. Ancora in versione diesel - e verrebbe da dire purtroppo - anche se in realtà pure a gasolio riesci ad afferrare l’approccio mentale e filosofico di Kia alla sua prima Gran Turismo.

Già a un primo sguardo, Stinger colpisce per il frontale affusolato a sbalzo corto, il passo lungo, la calandra Tiger Nose made by Kia che racchiude all’interno il radar per gli ADAS, i fari full Led, e un posteriore possente che rappresenta la chiave di lettura del produttore coreano in ambito GT. Gli scarichi, il bagagliaio da 406 litri (diventano oltre 1000 se abbattiamo il divano posteriore), le nervature lungo la fiancata completano un’idea di insieme non solo cattiva, ma sportiveggiante. Se poi pensiamo e guardiamo i cerchi dalla spalla esigua con le pinze rosse dei freni Brembo, beh, ci viene in mente subito una staccata mostruosa all’interno del nostro circuito preferito.

Come si guida

Oggi invece siamo su strada normale, quindi non posso fare il deficiente, ma anzi stare attento a tutto ciò che mi circonda. Ed è qui che assaporo la capacità di Stinger di adattarsi a ogni esigenza: sarà il cambio automatico, sarà soprattutto il selettore di modalità di guida, ma questa Kia sembra la Kia meno Kia mai prodotta? Ragionamento bislacco? Provo a tradurlo: è una Kia insolita da guidare, perché mentre a bordo spazi e plancia sono organizzati nella consueta maniera, sono soprattutto le doti dinamiche a stupire. Si prova un tangibile piacere a guidare questa Stinger, perché lo sterzo è diretto e prescinde gli oltre quattro metri e 80 di lunghezza, e perché gli ammortizzatori ci portano a un collegamento strada-driver che di solito non proviamo, specialmente sui SUV. La tenuta di strada è granitica, ed è ovvio che con la versione a trazione posteriore ci si possa divertire un pizzico in più in guida 2.0 rispetto alla trazione integrale che rappresenta una sicurezza. Mentre il “bombardone” benzina è tutto prestazioni e rumore (in senso positivo), questa versione a gasolio lascia tracce di sportività pur cedendo qualcosina in accelerazione. Di cosa non c’era bisogno? Dell’audio dello scarico vitaminizzato dalle casse in modalità sport. Però aumenta in un certo senso la nostra essenza tamarra!

in conclusione

Kia Stinger parte da 49.000 euro, e come tutte le vetture del gruppo coreano non si dilunga in listini optional chilometrici. La vernice metallizzata? 1.000 euro. Il tetto apribile? 1.000 euro, ed è tutto sommato finita lì. Gli ADAS sono completi e sono ben tarati, la compatibilità con gli smartphone non manca, e c’è anche una telecamera a 360 gradi estremamente utile visto che il lunotto posteriore non lascia grandissima visibilità. Una vettura sottovalutata, secondo molti, e certamente una vettura non facile da spingere per un produttore come Kia. Ma anche se non è un modello di volumi, diamine, se Kia Stinger esiste è un mondo migliore.

  • OsteoRider, Ferrara (FE)

    Luca Bordoni detto Il Bordons | Se non ci fosse sarebbe un mondo peggiore.
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