prova in pista

Opel Astra TCR [Video prova in pista]

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Il nostro #Masterpilot ha messo alla prova al Nürburgring la nuovissima Opel Astra TCR da competizione. Ecco come si è comportata in pista e quanto costa

Il debutto della Opel Astra TCR segna un momento molto importante per il motorsport della Casa di Russelsheim perché, come accaduto per Honda, Seat, Volkswagen e molti altri costruttori che hanno intrapreso questa avventura, le attività sportive passano dall'essere un veicolo pubblicitario "ufficiale" da inserire nel contesto di campionati dai costi esorbitanti (DTM o WTCC) ad un veicolo comunque promozionale ma in grado di generare anche profitto attraverso le vendite di vetture da corsa ai team che vogliono partecipare ai campionati TCR nazionali ed internazionali. Una piccola grande rivoluzione inserita in un contesto regolamentare studiato dall'italiano Marcello Lotti ed a cui Opel ha deciso di aderire sulla scia del successo ottenuto da format simili nei campionati rally: la piccola Adam, per intenderci, oltre ad essere la protagonista di un monomarca in Germania è anche richiestissima tra i piloti dei camoionati R2 per la capacità di abbinare la prestazione del motore a quella di un telaio molto reattivo e versatile in corsa.

Cosa c'è sotto al vestito

Il reparto Curstomer Racing Opel, diretto da Jorg Schrott, dopo essersi dimostrato al top nei rally ha dunque pensato che un'altra interessante area di business fosse quella del TCR: in effetti qual miglior momento visto che la gamma della compatta di segmento C è stata completamente rivoluzionata da poco? Nessuna! Detto e fatto le prime Astra sono entrate al reparto corse e sono state spogliate di tutto in termini di interni, rivestimenti fonoassorbenti e componentistica stradale. Sotto al cofano è stato installato, in anteprima per la gamma Astra, il 2.0 turbo benzina che andrà ad equipaggiare la Astra nella versione stradale OPC: non è ancora stato chiarito di quanti CV disporrà la versione stradale - la precedente Astra OPC era a 280 unità - mentre è certo che quella da corsa, per questioni regolamentari, ne dichiara 330 a 6.200 giri. Un valore che si accompagna ad una coppia massima di 420 Nm a 2.500 giri, trasmessa a terra attraverso le ruote anteriori ed un reparto trasmissione che fa capo ad un cambio a sei marce racing prodotto dalla Sadev con palette al volante e sei velocità.



Lunga 441 cm, quindi 4 in più rispetto alla versione stradale, la Astra TCR mantiene i 266 cm di passo e fa scendere il valore di peso da 1.350 kg della versione stradale più potente oggi in listino (1.6 turbo, 200 CV) ai 1.285 della vettura pronto corsa con pilota a bordo. Notevole anche l'allargamento della carreggiata, ben evidente nel volume e nella larghezza dei passaruota, che ora si spinge al limite del regolamento fino a 195 su entrambi gli assi. L'impianto frenante conta su dischi da 378 mm davanti (pinze 6 pistoncini) e 265 (2 pistoncini) dietro che agiscono su cerchi da 18"x10" firmati ATS gommati per l'occasione Hankook. Novità anche per l'aerodinamica: la vettura dispone di fondo piatto, di splitter anteriore e della possibilità di introdurre un estrattore d'aria posteriore, non presente al momento del test. Tra le novità anche le minigonne, molto larghe, l'alettore posteriore "tutta larghezza" nella parte alta del lunotto e le prese d'aria anteriori che trovano nella forza generata dal kit aerodinamico che circonda lo sfogo dell'aria sul cofano una sorta di plus prestazionale utile al raffreddamento dei radiatori e dell'intercooler pur a fronte di aperture frontali più contenute: l'aerodinamica, del resto, con un valore di cavalli così (relativamente) contenuto è fondamentale.

Il volante, multifunzione, è dotato di paddles per il comando del cambio elettroattuato "racing" prodotto dalla Sadev


A bordo della Astra TCR si respira la tipica aria delle vetture racing di questa categoria: levato il superfluo la Astra offre un dashboard racing estremamente leggibile, una pedaliera racing dal look davvero intrigante, un sedile Recaro appositamente studiato per questa vettura ed un roll bar dall'architettura molto sofisticata, messa a punto non solo per rendere più sicura la vettura in caso di impatto ma anche per offrire una migliore rigidità torsionale alla scocca. Il volante, multifunzione, è dotato di paddles per il comando del cambio elettroattuato "racing" prodotto dalla Sadev: al suo interno integra il tasto N che è utile per l'inserimento della folle ma soprattutto nella procedura di partenza per l'inserimento della prima marcia.

Come si guida

Salendo a bordo della Opel Astra TCR si percepisce immediatamente il buon lavoro svolto dai tecnici Opel per portare questa vettura velocemente ad un buon livello. Il livello di finitura, cosa da non sottovalutare nemmeno nelle auto da corsa, è molto elevato e nulla è lasciato al caso: il roll bar, ad esempio, è molto sofisticato nell'architettura così come ci è piaciuta la fattura della pedaliera o la forma del volante. Una vettura che mette a proprio agio, grazie anche ad una seduta particolarmente arretrata, anche i piloti di grande statura: sotto questo punto di vista anche la forma del nuovo sedile Recaro aiuta moltissimo nella definizione di una corretta posizione di guida.

Il livello di finitura, cosa da non sottovalutare nemmeno nelle auto da corsa, è molto elevato e nulla è lasciato al caso


Avviato il quattro cilindri turbo anche la strumentazione prende vita: si tratta di un dashboard molto completo, ricchissimo di informazioni utili in gara oltre che per la messa a punto della vettura, in cui spicca il numero della marcia inserita ed i giri del motore: quest'ultimi appaiono in valore numerico ma anche con una sorta di "termometro" che sale fino al limitatore accompagnato da led che in sequenza passano dal giallo al rosso fino al raggiungimento del limitatore. Sul volante tanti tasti, come la radio, i lamps per segnalare all'avversario la presenza, ma anche elementi più banali come il tergicristallo.

Una volta lasciata la corsia box quello che sorprende immediatamente della Astra è la predisposizione nel cambio di traiettoria: la vettura si dimostra davvero velocissima in questa fase di guida e la cosa appare essere un ottimo preludio ad un concetto di agilità che fa davvero parte della dinamica di questa vettura. Nonostante l'assetto piuttosto conservativo, scelto da Opel per questioni di sicurezza verso i giornalisti presenti alla prova, la Astra si è infatti dimostrata un vero e proprio riferimento della categoria per agilità e capacità di puntare alla corda, il tutto senza perdere nulla in termini di solidità del retrotreno: in buona sostanza quello che emerge di questa vettura è una dinamica di guida che si fa rispettare nel guidato senza pagare nulla nel veloce, dove la segmento C tedesca offre una sensazione di stabilità eccezionale.


Molto bene lo sterzo, ben servoassistito ma anche sensibile pur senza essere eccessivamente diretto, così come il comportamento delle sospensioni, che lavorano molto bene assicurando un ottimo lavoro anche nei passaggi sui cordoli e nelle fasi di affondamento in frenata: l'impianto frenante AP Racing, nonostante un comando leggermente spugnoso, offre grande sensibilità ma soprattutto un potere frenante davvero eccezionale. Dove non abbiamo trovato ancora a livello delle competitor la nuova Astra TCR è nel motore: pur disponendo di un bel sound, infatti, i 330 CV dichiarati si fanno "vedere" solo per un ridottissimo range di giri...limitando notevolmente la prestazione della vettura. Un fattore, quest'ultimo, a cui i tecnici di Russelsheim sono a conoscenza ed a cui stanno ponendo rimedio per essere competitivi nei confronti di vetture come Seat o Volkswagen che fanno dell'erogazione e della potenza del loro motore uno dei grandi punto di forza.

In conclusione

95.000 euro di listino la Astra TCR costa meno rispetto a concorrenti dirette ed offre una combinazione telaio sospensioni davvero eccezionale. Dove non spicca è nel motore ma sotto questo punto di vista siamo certi che in Opel Motorsport troveranno presto una soluzione: del resto il progetto è stato messo in pista da poche settimane e sarebbe stato impossibile arrivare immediatamente a livello delle migliori competitor che corrono sulle piste di tutto il mondo già da tre anni. Quel che è certo è che quando tutto sarà in ordine - a breve secondo Opel - la lotta per il mondiale TCR dovrà aprirsi anche all'Auto dell'Annno 2016.

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