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Opel Insignia Country Tourer 2.0 L diesel biturbo. Ha ancora da dire la sua, ma...

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Manca poco all'arrivo dei nuovi modelli Opel basati sulle tecnologie e i contenuti dell'universo PSA, ma anche se con qualche anno sulla spalle la Insignia ha ancora voce in capitolo quando si parla di offerte che sanno coniugare spazio praticità e comfort. Proprio lo spazio diventa uno dei principali protagonisti di questa Country Tourer, grazie ai 4,99 m che di fatto sono un record all'interno del suo segmento. Abbiamo cercato di capire quanto sia ancora attuale o se l'età cominci a farsi sentire

Arriva il 2.0 L diesel biturbo sotto il cofano della Insignia, che abbiamo provato in versione Country Tourer, con tanto di omologazione Euro 6 D-Temp. A muovere le ruote ci sono 211 cv e 480 Nm di coppia e per la prima volta sotto il cofano di una Opel, trova posto un cambio a convertitore a otto rapporti, EAT8, che viene preso dall’universo PSA. A quasi due anni dall’acquisizione francese, Opel è pronta a vedere l’avvio di una nuova era grazie all’arrivo della Corsa, apripista per i nuovi modelli che si poggeranno sulle basi tecniche delle auto della gamma Citroen, Peugeot e DS. 

Dal vivo: com'è fuori

Anche la Insignia, quindi, è destinata a una totale rinascita, ma l’attuale generazione ha ancora da dire la sua in un mercato dove i SUV la fanno da padrone, quanto a spazio e capacità di adattamento. Se, infatti, sono queste le vostre principali necessità, la Country Tourer è una di quelle instancabili compagne di viaggio che vi offre in 4,99 tutto lo spazio di cui avete bisogno. Le dimensioni rimangono un record all’interno della categoria e per trovare qualcosa di simile bisogna forzatamente fare uno step verso segmenti più costosi

Dal vivo: com'è dentro

Il tutto si traduce in un’abitabilità e in una capacità di carico davvero considerevole. Gli interni offrono la possibilità di integrare i sedili certificati AGR (ente tedesco dei medici posturali) per la massima ergonmia, possono essere riscaldati o ventilati e integrano anche la funzione massaggio e le spondine regolabili per un miglior contenimento. Non manca il rivestimento in pelle e, come già detto, lo spazio è tale da potersi permettere una posizione di guida rilassata lasciando spazio agli occupanti dei sedili posteriori. C’è da dire che l’abitacolo non trasmette una sensazione di freschezza quanto a design, ma è completo con un sistema di infotainment da 8” che integra Apple Car Play e Android Auto, mentre la strumentazione è per metà digitale e analogica. Non manca un head up display molto chiaro e configurabile che vi aiuta a non distogliere lo sguardo dalla strada. Per il resto gli assemblaggi sono ottimi e anche i materiali trasmettono un ottimo feedback al tatto, con rivestimenti morbidi per la parte alta e bassa della plancia. Al posteriore avanza tutto lo spazio anche per i passeggeri più alti e anche qui i sedili offrono un buon appoggio e contenimento, con la possibilità di poter essere riscaldati. Arriviamo poi alla ciliegina sulla torta, con il bagagliaio che offre 560 L di capacità di carico, estendibili fino a 1665 L abbattendo gli schienali, operazione che può essere svolta grazie a un comando elettrico.  

Il capitolo sistemi di assistenza alla guida può invece contare su cruise control adattivo e lane assist che possono cooperare per portare gli ADAS al secondo livello. Nonostante la calibrazione degli interventi sia ben misurata e non intervengano bruscamente, c’è da dire che la taratura non è delle più precise e la mancanza di un sistema di lane centering fa si che la Insignia ondeggi da una linea all’altra della corsia. Non ci sentiamo di sottolinearlo come un difetto, visto che sempre di assistenza si tratta (e non di guida autonoma), solo è un peccato non poter contare su un sistema più affinato. Non mancano poi la frenata di emergenza con riconoscimento pedoni e il blind spot per il controllo dell’angolo cieco e per la notte ci sono i fari a matrice di LED che integrano la funzione cornering e auto high beam, con relativa regolazione del fascio sulla base di chi sopraggiunge e chi precede. La portata arriva fino a 400 m

Se torniamo, invece, sotto al cofano impossibile non menzionare la trazione integrale capace di ripartire fino al 50% della coppia al retrotreno, dove è presente un sistema di torque vectoring che funziona grazie a due gruppi frizione multidisco. Gli ammortizzatori a controllo elettronico sono gestiti dal sistema Flex Ride, che risponde diversamente in modalità Tour e Sport e interviene anche su cambio, sterzo e risposta dell’acceleratore. 

Dal vivo: come si guida

Una volta su strada è possibile apprezzare il grande comfort che offre l’Insignia. Bastano pochi chilometri per rendersi conto che si tratta di un mezzo votato alla vita di famiglia e ai lunghi viaggi, ma che non disdegna un po’ di sterrato quando ce n’è bisogno, a patto di non esagerare. L’accoppiata cambio motore lavora in maniera assai fluida finché si resta nella parte bassa del contagiri, mentre salendo il motore si fa più ruvido e il cambio meno impercettibile tra un passaggio di marcia e l’altro. Non ha la stessa morbidezza nella taratura rispetto alle future parenti della gamma PSA, ma in generale si può dire che l’ambiente resti rilassante. Il sistema Flex Ride vi da la possibilità di scegliere tra un assetto più docile o uno più tirato ed è sorprendente come in Sport, l’auto si irrigidisca fino a rendere indigeste le sconnessioni, dando modo, però, di sfruttare un assetto piatto che mantiene l’auto stabile e piantato anche quando decidete di andarci più pesanti. Questa opzione può essere interessante quando volete sgranchirvi un po’, complice anche una risposta pronta di motore e cambio, a cui, purtroppo, mancano i paddle per ‘giocare’ con le marce senza togliere le mani dal volante. 

L’aerodinamica è ben curata e non ci sono fruscii nemmeno alle andature autostradali, dove si sente più il rumore del motore. L’intervento degli ADAS è dolce, come dicevamo, peccato che il lane assist tenda a farvi avvicinare ad una linea prima di intervenire sul volante. Utile invece l’head up display, configurabile a piacimento e sempre leggibile in ogni condizione

In conclusione

L’unico interrogativo su di lei è relativo al fatto che, a breve, Opel entrerà in una nuova fase grazie al know-how di PSA, potendo rispolverare la gamma con nuove tecnologie, design e contenuti. Da una parte è pur vero, quindi, che l’offerta in termini di spazio e comfort la pone all’interno di un segmento superiore rispetto a quello a cui appartiene davvero e che grazie a un prezzo parecchio inferiore a questa ‘concorrenza’ rimane in corsa come papabile candidata per famiglie e non solo. Dall’altro con l’imminente arrivo del nuovo corso viene da chiedersi se questa Insignia non sia anacronistica rispetto al momento storico in cui si ritrova. I prezzi partono da 44.400 euro per la Country Tourer con il 2.0 L biturbo da 211 cv e per una versione più accessoriata come quella della nostra prova si sale a circa 50.000 euro. Volendo la base della Sports Tourer si porta a casa con 38.900 euro.  

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