Prova su strada

Volvo V60 Diesel Plug-In Hybrid

L'ibrida che non ti aspetti
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Costa cara (59.900 euro) ha un bagagliaio piccolo, ma va insospettabilmente forte ed assicura un grande piacere di guida consumando pochissimo. E' la prima con tecnologia plug-in e motore diesel

Volvo V60 Diesel Plug-In Hybrid

Per Volvo, quello della "gamma 60", è stato indubbiamente un grande successo. In Italia, in particolare, l'attenzione si è focalizzata più su XC-60 più che sulla berlina S60 ma anche su V60 che in occasione del restyling di mezza vita si presenta in concessionaria con una novità che la distingue, per il momento, da tutte le altre auto sul mercato: tra le varie motorizzazioni, infatti, Volvo V60 Diesel Plug-In Hybrid introduce per la prima volta il concetto di batterie ricaricabili in una vettura ibrida alimentata a gasolio. Sino ad oggi, nella produzione di serie, l'unica a fare una cosa del genere è stata Toyota sulla Prius Plug-In ma utilizzando un motore a benzina.

Costa 59.900 euro

Un'idea interessante, forse un po' cara per le attuali condizioni del mercato italiano visti i 59.900 euro richiesti, ma di grande successo in alcune nazioni dove gli incentivi sulle auto a basso impatto ambientale consentono alla ibrida svedese di costare esattamente come le normali versioni a gasolio: eloquente il caso dell'Olanda, dove ne sono già state vendute più di 2.000 in pochi mesi di commercializzazione. Numeri frutto non solo di politiche favorevoli, in ogni caso, ma anche di uno stile ridisegnato, di interni aggiornati e di un pacchetto "IntelliSafe" che si arricchisce di nuovi elementi di sicurezza pensati per aggiungere qualche punto al totale abbattimento dell'indice di mortalità sulle proprie vetture che Volvo si aspetta di ottenere entro il 2020.

volvo v60 diesel plug in hybrid confronta modello
Metti a confronto la Volvo V60 Diesel Plug-In Hybrid con le dirette concorrenti grazie al nostro Confronta Modello

L'ibrida arriva con il restyling

In termini di stile rispetto alla vecchia V60 il nuovo modello declina le stesse misure e forme generali della precedente (lunga 4.635 mm, larga 1.588, alta 1.484, passo 2.776) in un insieme più sportivo e tagliente: calandra esagonale più ampia, nuove luci a led nella parte inferiore dei paraurti con disposizione orizzontale (su XC-60 sono verticali per esaltare il concetto di altezza delle SUV) e numerosi interventi di dettaglio in decine di altri dettagli: in più, la Diesel Plug-In Hybrid, porta con sé anche la sigla D6 AWD, un fregio cromato largo come la base del portellone riportante la sigla Plug-In Hybrid, i cerchi da 17" a 7 razze con profilo aerodinamico (gommati 235/45) mentre i più attenti noteranno sul passaruota anteriore sinistro il nuovo sportellino che nasconde la presa per la ricarica (7 ore, a 220 V) delle batterie al litio.

Dentro? Tante novità tecnologiche

Anche dentro la gamma V60 ha subito dei ritocchi ma in questo caso decisamente meno evidenti rispetto a quelli visti fuori: cambiano gli abbinamenti cromatici e la dotazione elettronica nelle versioni più accessoriate o nella nuova Diesel Plug-In Hybrid, che introduce una raffinata strumentazione “Adaptive Digital Display” configurabile, un po' come su V40, nelle grafiche Hybrid, Eco, Elegance e Performance.

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Il restyling introduce sulla V60 un nuovo frontale, dalle forme più sportive e taglienti

Solo 305 litri di bagagliaio

Cinque posti la station wagon ibrida di Gotebord si distingue dalle sorelle motorizzate benzina o diesel per il nuovo alloggiamento posteriore del pacco batterie e del motore elettrico e che impone alcune limitazioni in termini di volumetria del vano bagagli: da 430 litri si scende a 305 che possono diventare 1.126 abbattendo progressivamente (40/20/40) gli schienali posteriori.

Dotazione: ecco cosa c'è di serie

Essendo un modello di punta, su cui Volvo mira a fare molto anche in termini di comunicazione, l'unico allestimento disponibile è anche quello al top di gamma: fari bixeno, strumentazione digitale completa di navigatore da 7", telaio Dynamic con assetto sportivo, rivestimenti in pelle ed impianto audio premium sono di serie. Per chi vuole il top sono disponibili anche il Driver Support Pro (2.450 euro, comprende la frenata automatica d'emergenza anche per pedoni e ciclisti, il cruise control attivo, il controllo degli angoli ciechi e delle auto in arrivo e attivazione o disattivazione automatica degli abbaglianti) ed il Sensus Connected Touch: in listino a 720 euro il sistema multimediale di nuova generazione sfrutta il potenziale di Android per offrire collegamento ad internet, touch screen e comandi vocali.

Volvo V60 Diesel Plug-In Hybrid introduce per la prima volta il concetto di batterie ricaricabili in una vettura ibrida alimentata a gasolio

Sistema ibrido: come è fatto

Cuore del sistema ibrido è ovviamente il software di controllo elettronico, che miscela il minimo di 27 CV (possono diventare 68 nelle fasi di picco) elettrici disponibili sulle sole ruote posteriori ai 215 CV dell'ultima evoluzione del cinque cilindri turbocompresso da 2.4 litri, per un totale di 283 CV. La trasmissione sulle ruote anteriori è affidata ad un cambio automatico a convertitore di coppia frazionato a sei rapporti. L'unità di controllo fa lavorare i due motori in simbiosi ma anche in modo indipendente l'uno dall'altro trasformando la V60 Diesel Plug-In Hybrid in un'auto elettrica capace di muoversi per più di 50 km in solo elettrico o in una station wagon a trazione integrale sicura e veloce in ogni condizione grazie al potenziale della trazione integrale.

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La Volvo V60 Diesel Plug-In Hybrid è una vettura ibrida, ma offre prestazioni elevate

 

Questo significa che, nella stragrande maggioranza dei casi dell'utilizzo casa-lavoro, la V60 ibrida è in grado (se ricaricata la notte) di percorrere il tragitto senza consumare una goccia di carburante limitando, nei primi 100 km, la richiesta a 1,4 litri. In tutti gli altri casi, quando ad esempio la batteria è prossima allo 0, la modalità solo elettrico non è più attivabile e la vettura si comporta come una normalissima ibrida: in discesa, in frenata o con particolari strategie d'utilizzo del turbodiesel la batteria viene ricaricata ed utilizzata per contribuire alla spinta o muovere la vettura di metro in metro nel traffico delle grandi città tenendo disattivata l'unità termica.

 

Nonostante nell'immaginario collettivo la parola ibrido o elettrico non siano compatibili con il concetto di alte prestazioni, la nuova V60 Plug-In Hybrid è in grado di assicurare valori da sportiva: per passare da 0 a 100 km/h bastano 6,1 secondi mentre in termini di velocità massima Volvo dichiara un picco di 230 km/h.

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Il motore elettrico agisce sull'asse posteriore, mentre il diesel trasmette motricità all'anteriore. La potenza complessiva è di 283 CV

Dal vivo: com'é fuori

Il nuovo restyling ha reso più sportivo ed affilato il frontale della gamma 60. Come S60 anche la V60 introduce dunque una nuova fila di led nella parte inferiore dei paraurti ma soprattutto una calandra ed una coppia di gruppi ottici più puliti, eleganti ed in grado di assicurare una presenza scenica più raffinata. La versione Hybrid si distingue immediatamente per lo specifico set di cerchi, per lo sportellino di ricarica batterie e per lo specifico allestimento della portellone in cui spicca l'inedita sigla D6 AWD che anticipa molte delle caratteristiche prestazionali e dinamiche della vettura.

Dal vivo: com'è dentro

La nuova impostazione "elettronica" della V60 Diesel Plug-In Hybrid, disponibile anche sulle versioni con motorizzazione tradizionale, è indubbiamente interessante sotto il profilo estetico ed assicura a V60 un look moderno ed assolutamente in linea con le più moderne proposte di segmento D. Da questo punto di vista il lavoro svolto da Volvo è eccezionale: il display, in base alla modalità di guida, cambia grafica ed è in grado di far risaltare alcune informazioni rispetto ad altre in base alla modalità di guida scelta. Stesso discorso vale per il sistema multimediale, davvero eccezionale in cui spicca il nuovo Sensus Connected Touch basato su tecnologia Android: fa di tutto e di più e permette una perfetta integrazione con gli smartphone di ultima generazione.

Cuore del sistema ibrido è il software di controllo elettronico, che miscela il minimo di 27 CV (possono diventare 68 nelle fasi di picco) elettrici disponibili sulle sole ruote posteriori ai 215 CV dell'ultima evoluzione del cinque cilindri turbocompresso da 2.4 litri, per un totale di 283 CV

Abitacolo ben realizzato

Per il resto l'abitacolo della V60 è ben fatto e realizzato. Visto il prezzo della versione Hybrid alcune plastiche entrano nella fascia di considerazione della categoria superiore, e potrebbero essere oggettivamente migliorate, ma nel complesso gli assemblaggi e la disposizione dei comandi sono estremamente pratici, razionali ed intelligenti. Il posto guida è comodo, perfettamente registrabile sulla base di tutte le altezze grazie a regolazioni in altezza e profondità. Stessa cosa vale per i posti posteriori che non sono stati limitati dalla presenza del motore elettrico e del pacco batterie. Ad essere limitato, piuttosto, è il vano bagagli: 305 litri sono un valore accettabile in una segmento C ma non per una station wagon di segmento superiore, per di più firmata Volvo.

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In modalità Pure si possono percorrere circa 50 km sfruttando solo il motore elettrico, senza consumare neanche una goccia di gasolio

Su strada: come funziona l'ibrido

Sono tre le modalità di utilizzo permesse dalla V60 ibrida. Pure, Hybrid e Power. La prima è indubbiamente quella più interessante perché forza al massimo l'utilizzo delle batterie permettendo di utilizzare la V60 alla stregua di una normale auto elettrica: spinta dalle sole ruote posteriori è silenziosissima e sufficientemente veloce per muoversi in città o appena fuori porta senza emettere un solo grammo di CO2: la velocità massima consentita in questa modalità è di 125 km/h mentre in termini di autonomia, rimanendo leggeri i 50 km promessi da Volvo possono essere raggiunti. Nel caso in cui si necessiti di più spinta o si preferisca spalmare l'energia di 50 km su un tragitto più lungo la modalità suggeribile è però la normale Hybrid: in questo caso la centralina fa lavorare in modo comunque sensibile il motore elettrico pur attivando il 2.4 a gasolio quando le condizioni stradali o lo stile di guida lo richiedono.

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La V60, anche in versione ibrida, si confemra una vettura ottimamente bilanciata, capace di garantisce un grande piacere di guida

 

In questa modalità ovviamente il consumo di carburante è più elevato ma si riesce ad arrivare tranquillamente a medie di 20 km/litro: il tutto facendo affidamento, nei tratti più scivolosi, sulla capacità della vettura di spingere con forza su tutte e quattro le ruote. Forza che viene esaltata nella modalità Power. In questo caso vengono sfruttati al massimo i 283 CV ed i 610 Nm di coppia per spingere i 1.945 kg della V60 Hybrid: la batteria si consuma più velocemente ed i consumi di gasolio crescono notevolmente ma le prestazioni sono davvero degne di...una sportiva sia per quanto riguarda la prestazione assoluta che per la tenuta di strada.

Si guida insospettabilmente bene

Il telaio della V60, infatti, ci aveva già dimostrato in altre occasioni di essere molto a punto in termini di equilibrio e l'assetto messo a punto da Volvo, per far fronte alla diversa distribuzione dei pesi che le batterie Vattenfall ed il motore elettrico Magna Electronics portano inevitabilmente in dote. Parte di questo piacevolezza di guida sono da ricercare anche nello sterzo, piuttosto diretto e preciso, e nella bontà del cambio automatico che non rappresenta un riferimento tecnologico per la categoria ma cambia velocemente ed assicura un buon feeling di guida.

La nuova Volvo V60 Diesel Plug-In Hybrid costa più cara di alcune dirette competitor ma si differenzia dalle altre per la capacità di muoversi in modalità elettrica decisamente più estesa

 

Guidata in città la vettura regala grandi soddisfazioni: si muove senza accendere il motore nel traffico e si dimostra inaspettatamente agile grazie al ridotto diametro di sterzata ed una "prontezza di riflessi" del sistema ibrido davvero eccezionale. Peccato che le linee filanti limitino la visibilità esterna: fortunatamente i sistemi di aiuto al parcheggio sono proposti di serie.

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Il logo Plug-In Hybrid sul portellone identifica in maniera inequivocabile questo modello

In conclusione

La nuova Volvo V60 Diesel Plug-In Hybrid costa più cara di alcune dirette competitor (Peugeot 508 RXH 43.850, BMW ActiveHybrid 3 55.700 e Mercedes E Bluetec Hybrid 53.090 euro) ma si differenzia dalle altre per la capacità di muoversi in modalità elettrica decisamente più estesa. Questo si traduce in consumi ed emissioni teoricamente inferiori: valori, quest'ultimi, poco incentivati in Paesi come l'Italia ma ritenuti estremamente interessanti in altri (Scandinavia o Olanda, per intenderci) dove la V60 ibrida viene venduta da un prezzo paragonabile a quello delle versioni diesel.

 

Vantaggi che trasformano un'auto di fatto molto costosa in un affare. Difficile pensare che l'Italia, soprattutto in questo periodo, possa essere un mercato facile per questo modello ma è un dato oggettivo che alla prima applicazione di questa tecnologia Volvo non si sia fatta trovare impreparata: anzi, per piacevolezza di guida la V60 si dimostra vicina all'esuberante BMW ActiveHybrid 3 mentre per tecnologia alla Prius Plug-In, la prima ad aver lanciato l'ibrido ricaricabile.

Pregi

- linea

- consumi
- prestazioni assolute
- piacevolezza di guida
- tecnologia onboard

Difetti

- capacità vano bagagli

- visibilità posteriore
- prezzo

  • Fabro02, Ferrara (FE)

    almeno i soldi spesi dai cittadini a reggio emilia sono serviti a qualcosa!
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