10A tappa

Un giro per la vita 2012: da Viareggio ad Andora

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L'ultima tappa ci porta dalla Toscana alla Liguria, lungo 241 Km di paesaggi incantevoli. La Panamera S Hybrid ha veleggiato ad Emissioni Zero per il 57% del viaggio, mentre la Ktm Duke ha percorso in media 17,7 Km/l

Un giro per la vita 2012: da Viareggio ad Andora

Sicuramente oggi è un giorno speciale, almeno per noi! Siamo alla partenza dell’ultima tappa, quella più breve in termini di chilometri ma anche una fra le più interessanti per ciò che riguarda l’aspetto paesaggistico e, perché no, quello gastronomico. Toscana e Liguria, oltre che confinanti via terra e via mare, erano in passato acerrime rivali per l’estrema vicinanza delle due repubbliche marinare, Pisa e Genova appunto, che si contendevano la prosperità economica e il potere politico grazie all’influenza dei loro porti sul mar Tirreno.


Il percorso che ci ha portato da Viareggio ad Andora

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Oggi i confini li vediamo dalle Alpi Apuane ed i bianchi riflessi del marmo di Carrara indicano che siamo all’estremità nord-occidentale della Toscana e la Liguria è oramai alle porte. La Panamera e la Duke questa mattina sono particolarmente in forma, come i loro driver del resto, e non c’è dubbio che il traguardo sempre più vicino sia uno stimolo ulteriore a proseguire.

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La Porsche Panamera S Hybrid ci ha accompagnato lungo le dieci tappe di "Un giro per la vita 2012" veleggiando ad Emissioni Zero per oltre il 50% dei 4.270 Km percorsi

Da La Spezia a Portofino, uno dei borghi marinari più pittoreschi della Penisola

Attraversiamo La Spezia perché il suo arsenale è uno delle più importanti basi della Marina Militare Italiana, ma onestamente questa città che si affaccia sul golfo dei Poeti e pur lambisce il parco nazionale delle Cinque Terre, di poetico non ha proprio un granchè…


Per questa ragione decidiamo di proseguire, facendo la nostra prima vera e propria sosta a Santa Margherita Ligure che è un po’ la porta di accesso per Portofino, fra le più esclusive località balneari della nostra penisola. Portofino, a parte il fatto che come prezzi sembra strettamente imparentata con il Principato di Monaco, per tutto il resto è una vera e propria perla, una chicca così deliziosa da divenire nel tempo una fra le mete preferite, assieme a Capri, da vip e grandi imprenditori.

Da Portus Delphini, come fu battezzata da Plinio il Vecchio evidentemente per l’abbondante popolazione di questi intelligentissimi mammiferi acquatici, la Portofino di oggi si è trasformata in uno dei borghi marinari più pittoreschi al mondo, perfettamente conservato. E uno dei segreti della sua eterna giovinezza sono sicuramente le forti limitazione imposte negli accessi delle auto.

Il centro di Portofino è piccolo e ha pochi parcheggi disponibili, per questa ragione la nostra Panamera Hybrid, pur essendo anch’essa una nobile ma verde nello spirito, ha dovuto faticare per trovare la sua giusta collocazione. Una cosa è certa però: in questa isola felice, compresa fra Monterosso e Portofino, si consuma il picco estremo dello struggente fascino di questa terra.

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Il suggestivo tramonto di Camogli

A Camogli per la firttura di pesce con la padella più grande del mondo...

La Liguria però è anche la patria degli Idini, che oltre a fotografi e film-maker, autori delle riprese video dell’intero tour, sono amanti della buona cucina e delle specialità gastronomiche tradizionali. Per questa ragione una sosta d’obbligo per il pranzo è stata a Camogli, dove ogni anno si cucina la frittura di pesce con la padella più grande del mondo, una vera delizia anche nell’abbondanza.

...e a Recco per la famosa focaccia al formaggio

Non contenti Fabio e Nino hanno voluto fare il bis a Recco per gustare la famosa focaccia al formaggio, una delle prelibatezze della costa ligure, riscoperta da una nota ristoratrice del posto che la diffuse in tutto il villaggio durante la seconda guerra mondiale, per evidenti necessità nutritive.


Siamo oramai alle porte di Genova, una città sulla quale ci sarebbe da dedicare un’intera puntata, a rifarsi da Cristoforo Colombo e dal porto antico progettato da Renzo Piano, per finire all’immenso acquario, il secondo più grande d’Europa, dopo quello di Valencia in Spagna. Insomma sembra proprio un destino che dobbiamo arrivare dietro a questi benedetti spagnoli, specie se includiamo il calcio e la moto gp!

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Il porto di Arenzano visto dall'alto

Arenzano: una località in bilico fra il sacro e il profano

Alle porte di Genova, ma in direzione nord, si trova Arenzano, in bilico fra il sacro e il profano: meta di pellegrinaggio per il famoso santuario del Gesù Bambino ma anche per la sua pineta abitata dai calciatori del Genoa, della Samp e dai soliti vip, che non mancano mai quando in un luogo c’è lusso e bellezza. Ma Arenzano è nota alla cronaca anche per fatti meno felici, quando si consumò una delle più grandi tragedie ecologiche dei nostri mari.


E’ qui che incontriamo “Pippo”, responsabile del’Haven diving-center. «Sono oramai 12 anni che effettuiamo immersioni nel relitto nell’Haven, una grossa petroliera affondata 20 anni fa e che provocò un disastro ambientale enorme, uno dei maggiori del Mediterraneo. In seguito alla bonifica effettuata nel 2008 - prosegue Pippo - il disastro è diventato un’opportunità turistica per i subacquei che vengono da ogni parte del mondo per visitare questo enorme relitto.»

Da Arenzano il nostro tour prosegue alla volta di Savona per raggiungere Spotorno e Noli, e da qui ci inerpichiamo sull’altopiano delle Manie per ammirare uno degli scenari più prelibati di questo tratto di mare: l’isola di Bergeggi. Riscendiamo quindi sull’antica via Aurelia per entrare a Varigotti, un antico borgo distrutto dai longobardi nel 643, minacciato dai saraceni e poi ricostituito come libero comune autonomo con la Rivoluzione Francese. 

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Il famosissimo "muretto" di Alassio

Alassio e il celebre muretto delle Miss

Da qui, sempre per l’antica strada Romana proseguiamo fino ad Alassio, dove la meta d’obbligo resta il suo famoso “muretto”, strano e variopinto, creato dalla fantasia del pittore Mario Berrino che sottopose questa sua brillante idea di riportare su piastrelle in ceramica le firme di moltissimi personaggi di fama internazionale nientemeno che ad Ernest Hemingway, il quale apprezzò moltissimo l’idea che fu poi messa in pratica. Sarà dalla cittadina di Miss Muretto, conosciuta anche per questo importante concorso di bellezza, che il nostro viaggio imbocca la strada verso la sua meta finale.

Andora, meta finale di nostro viaggio lungo le coste italiane

E proprio ad Andora, un piccolo comune del savonese situato nella parte più occidentale della riviera delle Palme, il nostro itinerario trova così il suo felice approdo. “Un giro per la vita” è arrivato a destinazione, scegliendo come tappa finale di questo primo Ecotour italiano una località che dal 1986 si fregia ininterrottamente della Bandiera Blu per l’eccellente qualità delle proprie acque.

Ambiente ed ecologia sono stati i due leitmotiv di questo viaggio condotto lungo le coste della nostra meravigliosa penisola, portato avanti da tre mezzi che in comune avevano proprio un ridottissimo tasso di emissioni


Ambiente ed ecologia sono stati i due leitmotiv di questo viaggio condotto lungo le coste della nostra meravigliosa penisola, portato avanti da tre mezzi che in comune avevano proprio un ridottissimo tasso di emissioni. Non c’è dubbio che lo Sly 42, che esprime appieno il modo di vivere la barca a vela, sia risultato il mezzo più eco-friendly, ma anche noi dell’equipaggio di terra abbiamo saputo mantenere un rapporto con l’ambiente decisamente favorevole.

Emissioni Zero per il 57% del percorso

Durante la tappa di oggi, sviluppata su un percorso di appena 241 chilometri, la Porsche Panamera S Hybrid ha percorso circa 9,3 km/l, veleggiando ad emissioni Zero per il 57% del percorso, mentre la Ktm 690 Duke ha mantenuto una media di 17,7 km/l.

Tutti i numeri dell'edizione 2012 di "Un giro per la vita"

Durante l'edizione 2012 di "Un giro per la vita" abbiamo percorso in totale ben 4.270 km in dieci giorni di viaggio.  Il consumo medio complessivo della Ktm Duke è stato pari a 20,55 chilometri al litro, mentre la Porsche Panamera in versione Hybrid, spinta da un propulsore V6 a benzina di 2.995 cc, ha percorso in media 10,75 chilometri con un litro di verde. Per oltre il 50% del tempo la vettura di Zuffenhausen ha veleggiato ad emissioni 0. Ed è stato questo il vero successo del nostro viaggio.

  • Lelehellas01, Padova (PD)

    DUKE : 17,7 km/l...

    ...preoccupante... a vedere le andature sul video... davvero preoccupante!
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