Non è mai troppo tardi per capire le elettriche S1E05: Elon Musk tra follia e Tesla

Non è mai troppo tardi per capire le elettriche S1E05: Elon Musk tra follia e Tesla
Pubblicità
Umberto Mongiardini
  • di Umberto Mongiardini
Se è vero che il 2035 darà il via a una nuova golden age delle auto elettriche, il loro vero periodo d’oro appartiene – per il momento – al passato. E noi vogliamo cominciare proprio da lì: tutte le settimane ve ne raccontiamo la storia, le caratteristiche, la tecnica, vantaggi e svantaggi. Oggi parliamo di Elon Musk e delle sue intuizioni
  • Umberto Mongiardini
  • di Umberto Mongiardini
6 agosto 2022

Durante l’ultimo episodio della rubrica sulle auto elettriche abbiamo parlato di un fallimento a stelle e strisce, quello della la GM Saturn EV1. Ma sappiamo che per gli americani il fallimento, il più delle volte è solo uno stimolo per realizzare qualcosa di più grande e così a raccogliere l’eredità del progetto a batterie della General Motors ci ha pensato Elon Musk.

Impossibile non conoscere l’eccentrico miliardario di origine sudafricana: tra boutade di vario genere, nomi impronunciabili dei figli e stranezze all’ordine del giorno, si può tranquillamente affermare che sia sempre al centro della scena tra i paperoni del mondo, oltre ad essere il primo della lista in fatto di ricchezza. Già, perché il signor Musk ha un patrimonio stimato in 219 miliardi di dollari, che corrispondono a circa il 50% dell’import totale generato annualmente dall’Italia.

Nato nel 1971 a Pretoria, Sud Africa, dopo un primo periodo universitario nella propria città natale, Musk si è dapprima trasferito in Canada a 17 anni, acquisendo la cittadinanza canadese grazie alle origini della madre e poi negli Stati Uniti, laureandosi in Fisica presso la University of Pennsylvania a Philadelphia.

Starman: un manichino lanciato nello spazio da Musk a bordo di una Tesla Roadster nel 2018
Starman: un manichino lanciato nello spazio da Musk a bordo di una Tesla Roadster nel 2018

Più che all’interno del proprio percorso di studi, però, il genio di Musk si coglie senza ombra di dubbio quando si guardano le sue avventure imprenditoriali, a partire dal 1995 quando ha fondato Zip2, una società che forniva mappe ed elenchi di aziende ai giornali online e vendendola qualche anno dopo a Compaq per 307 milioni di dollari.

Dopo Zip2 è stato il turno di X.com, che in seguito è diventata PayPal, società specializzata nel trasferimento di denaro online e acquistata da eBay nel 2002 per 1,5 miliardi di dollari. Tra l’altro, proprio in quell’anno, Musk è riuscito ad ottenere la cittadinanza americana

Nonostante avesse incassato una discreta somma dalla vendita delle proprie quote, Musk ha deciso di esporsi ulteriormente e nel 2002 ha fondato Space Exploration Technologies (SpaceX) per realizzare tecnologie in grado di portare l’uomo nello spazio in maniera più economica e, a giudicare dai risultati e dai vari contratti anche con la NASA, il successo è arrivato anche in questo campo.

Ma la vera svolta, quantomeno ai fini di questa serie, si è vista nel febbraio del 2004, quando l’imprenditore – ormai americano – ha effettuato un investimento di 6,5 milioni di dollari diventando l’azionista di maggioranza di Tesla, supervisionando personalmente la progettazione della prima Tesla, la Roadster.

Come riporta il sito di Tesla, il brand nasce da un gruppo di ingegneri che volevano dimostrare che non serve scendere a compromessi per guidare un'auto elettrica e che i veicoli elettrici possono essere migliori, più veloci e più divertenti da guidare di quelli a benzina. Lo scopo quindi era chiaro sin dall'inizio ed è proprio qui che la Roadster affonda le proprie radici.

Il Cybertruck del 2019
Il Cybertruck del 2019

Svelata prima volta come prototipo nel 2006 e basata sul telaio della Lotus Elise, la Roadster è stata venduta a partire dal 2008 e detiene diversi primati tra cui quello di essere la prima auto completamente elettrica prodotta in serie a utilizzare batterie agli ioni di litio ma anche ad essere la prima elettrica ad avere un’autonomia superiore alle 200 miglia (320 km) e la prima auto di serie ad essere spedita nello spazio a inizio 2018.

Dopo il via dato dalla Roadster, nel 2012 Tesla ha sfornato la Model S, la berlina a quattro porte, la cross-over Model X nel 2015 e la berlina “economica” Model 3 nel 2017. Proprio quest’ultima è diventata un anno fa l’auto elettrica più venduta di sempre con oltre un milione di unità vendute.

Va sottolineato il fatto che, all'epoca del lancio della Model S, l'impresa di Musk era stata pesantemente presa in giro da quasi tutti i big boss dell'auto, che avevano dichiarato l'iniziativa come destinata ad un rapido fallimento, ma un aspetto era stato largamente sottovalutato. Tesla infatti (che si è sempre definita una "Energy Company" e non un costruttore di auto) aveva avviato in parallelo la realizzazione di una rete privata di colonnine di ricarica ad alta potenza (Supercharger) e di bassa potenza (Destination Charger), un'idea rivoluzionaria cui nessun carmaker aveva mai pensato. Mettendo a disposizione (inizialmente gratis) questa rete ai propri clienti, Tesla aveva preso un vantaggio difficilmente eguagliabile e ancor oggi ha la rete di ricarica più capillare del mondo. In Europa ci sono 800 stazioni Supercharger con 9000 punti di ricarica.  

Il mercato adesso è dal 2019 che attende il Cybertruck, un pick-up a quattro porte dal design rivoluzionario e pare che dovrebbe arrivare a metà del prossimo anno anche se Musk, in questi anni, ci ha abituati a diversi colpi di scena. Un po' come quanto ha rotto il finestrino del Cybertruck che, in teoria, avrebbe dovuto essere infrangibile. Sempre nel corso del 2023 Tesla dovrebbe lanciare sul mercato il Semi, un trattore stradale per rimorchi con 1000 CV e 4 motori elettrici.  

All’interno del prossimo episodio torneremo in Europa, ma anche in Giappone, andando a vedere più da vicino la BMW i3 e la Nissan Leaf.

Da Moto.it

Pubblicità
Caricamento commenti...