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C’è un filo sottile che unisce le giornate polverose trascorse da bambini sui paddock dei kart ai grandi palcoscenici internazionali del motorsport moderno. A tirare quel filo, oggi, sono due dei talenti più cristallini della nuova generazione tricolore: Andrea Kimi Antonelli, fresco di una storica e incredibile conquista del titolo mondiale piloti 2026, il più giovane di sempre a iscrivere il proprio nome nell'albo d'oro, e Matteo De Palo, pronto a fare il salto con MP Motorsport per la stagione 2027 di Formula 3 e stabilmente inserito nel programma di sviluppo piloti McLaren.
A fare da sfondo a due percorsi agonistici ormai proiettati ai vertici delle rispettive categorie c’è un legame profondo, nato sui circuiti di provincia quando la velocità era prima di tutto un gioco e rimasto intatto nonostante il peso dei riflettori.Un’amicizia autentica che De Palo ripercorre con orgoglio ed emozione, in esclusiva ad Automoto.it, a partire proprio dal trionfo iridato del compagno d'infanzia. “Sono davvero molto felice per lui. Ci conosciamo da tanti anni e abbiamo iniziato a correre insieme quando eravamo piccoli. È uno dei miei amici più stretti, quindi vedere dove è arrivato oggi mi rende davvero felice e sicuramente da ancora più carica di volerlo raggiungere lì”.
In un motorsport contemporaneo dominato dai ritmi serrati dei weekend di gara e dalle attenzioni dei media, mantenere punti di riferimento solidi e affetti sinceri rappresenta un'ancora fondamentale. Per i due giovani alfieri italiani, il tempo trascorso insieme rimane una parentesi di autenticità al riparo dal rumore di fondo della pista. “Fuori dalla pista Andrea è un ragazzo molto ‘tranquillo’ e alla mano, esattamente come lo conosco da quando eravamo piccoli. Quando siamo insieme non abbiamo necessariamente bisogno di fare qualcosa di particolare, spesso passiamo semplicemente del tempo insieme, parliamo e scherziamo come farebbero due amici qualsiasi. Penso che sia bello proprio questo, riuscire a mantenere la normalità nonostante tutto quello che succede nelle nostre vite”.
Una semplicità che la popolarità e i traguardi storici non hanno scalfito, confermando la radice profonda della loro intesa. “Penso che Andrea sia rimasto molto simile a quello che era quando ci siamo conosciuti. Nonostante tutto quello che ha raggiunto e la visibilità che ha oggi, è sempre il ragazzo con cui ho iniziato a correre tanti anni fa. Quando siamo insieme non percepisco grandi differenze rispetto a prima, ed è una cosa che apprezzo molto di lui”. Un equilibrio maturato negli anni che permette a entrambi di condividere la passione per i motori senza lasciarsi assorbire completamente dal ruolo professionale. “Direi che il rapporto è rimasto abbastanza lo stesso. Ovviamente crescendo sono cambiate le nostre vite e abbiamo responsabilità diverse rispetto a quando correvamo sui kart, ma non è cambiato il modo in cui ci rapportiamo. Quando ci sentiamo parliamo anche di corse, naturalmente, ma non è l’unico argomento. Alla fine siamo sempre gli stessi ragazzi di qualche anno fa”.
“Penso che avere accanto persone che conosci da tanti anni sia sempre importante, soprattutto in un ambiente come il nostro, dove si è continuamente sotto pressione. Ci conosciamo da quando eravamo piccoli e il nostro rapporto è sempre stato molto naturale. Non abbiamo bisogno di parlare sempre di corse o dei risultati, ed è bello poter mantenere questo tipo di rapporto anche crescendo e con tutto quello che succede nelle nostre carriere”, ha continuato il pilota di MP Motorsport.
Guardando al percorso di Antonelli, De Palo riconosce alcuni tratti distintivi che hanno fatto la differenza nella scalata ai vertici del motorsport mondiale. Doti mentali e capacità di isolarsi dalle pressioni esterne che rappresentano un modello di riferimento anche per chi, come lui, sta costruendo passo dopo passo la propria strada nei campionati propedeutici. “Penso che Andrea abbia una grande capacità di rimanere concentrato sui propri obiettivi, senza farsi condizionare troppo da quello che succede intorno a lui. È una qualità che ho sempre riconosciuto in lui e che cerco di avere anch’io. Nel nostro sport ci sono tanti momenti difficili, ma credo che la cosa più importante sia riuscire a mantenere la fiducia in se stessi e continuare a lavorare, indipendentemente dalle situazioni che si presentano”.
Gestire la complessità delle gare significa infatti imparare a scindere la prestazione pura dalle variabili incomparabili che ogni weekend di gara porta con sé. “Che la cosa più importante sia cercare di non farsi condizionare troppo dai risultati. Nel motorsport ci sono tante situazioni che non dipendono direttamente dal pilota e bisogna imparare a gestirle. La cosa fondamentale è continuare a lavorare, mantenere la fiducia nel proprio potenziale e cercare di sfruttare al massimo ogni opportunità”. L'impresa del pilota bolognese rappresenta inoltre una sferzata di energia per tutto il movimento motoristico italiano,confermando come la scuola nazionale sappia esprimere eccellenze di assoluto valore mondiale. “Credo che sia soprattutto una cosa positiva per tutto il motorsport italiano. Avere un italiano che raggiunge un risultato così importante è sicuramente motivo di orgoglio e dimostra che anche noi possiamo competere ai massimi livelli. Non penso però che cambi particolarmente la pressione che ognuno di noi ha sul proprio percorso. Alla fine bisogna concentrarsi sul proprio lavoro e cercare di raggiungere i propri obiettivi”.
Mentre il motorsport italiano celebra il suo nuovo campione del mondo, Matteo De Palo prosegue nel suo percorso di crescita. L'ingresso nell'orbita McLaren e il recente passaggio da Trident a MP Motorsport in vista della F3 2027 pongono le basi per un futuro ricco di ambizioni, sorretto dalla solida consapevolezza di chi sa da dove è partito. Infine, un pensiero e un augurio speciale rivolto all'amico di sempre, con la speranza che le loro strade continuino a incrociarsi ai livelli più alti: “Gli auguro prima di tutto di essere felice e di continuare a divertirsi facendo quello che ama. Ha già raggiunto un risultato incredibile, ma sono sicuro che abbia ancora tanti obiettivi davanti a sé. Spero che riesca a raggiungerli tutti,senza mai perdere la semplicità e la genuinità che lo hanno sempre contraddistinto”. Per i due italiani, il futuro in pista ha ancora molte pagine da scrivere. Ma la certezza è che, qualunque sia il traguardo, il punto di partenza rimarrà sempre quella passione condivisa fin da bambini, quando correre era solo il modo più bello per stare insieme.