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“Kimi ha un’allocazione mensile che può spendere. Sa che se, ad esempio, volesse pagarsi una vacanza ma avesse speso troppo nei mesi precedenti, non potrebbe prenotarla. Si deve arrangiare con quello che ha. È ovvio che non sarà sempre così, ma è importante dargli delle abitudini adesso. Lui non pensa assolutamente ai soldi, si concentra solo a fare quello che gli piace. L’unica cosa per cui è disposto a spendere sono le macchine”, ci rivela mamma Veronica in Messico. Anche questo fa parte del modo in cui Andrea Kimi Antonelli è cresciuto per diventare quel nuovo modello di campione di F1. La testa sulle spalle e nessun eccesso.
“Qualche settimana fa lo cercavo e mi hanno detto: 'È al parco acquatico'. Fantastico! Finché possiamo preservare questo suo lato, è meraviglioso. E non beve nemmeno una goccia di alcol, zero. Certo, da un lato è un bene, dall'altro dovrà pur maturare anche in questo e prima o poi farsi il suo primo shot di tequila... chissà se succederà stasera”, ci aveva dichiarato Toto Wolff poco prima che i festeggiamenti per il titolo iridato avessero inizio. Un momento unico che Kimi Antonelli ha voluto celebrare in perfetto stile messicano. “Il concetto del vincere a tutti i costi, dell'essere egoisti, opportunisti, spietati per il proprio tornaconto... quel modello di pilota è morto. Oggi abbiamo un nuovo campione che rappresenta valori come l'umiltà, l'integrità, la lealtà, il rispetto. Kimi dovrebbe essere un modello per tanti giovani piloti nelle formule minori e per quei pochissimi viziati in Formula 1: i lamentosi seriali via radio, quelli che protestano sempre, quelli che cercano il contatto. Guardino questo ragazzo di vent'anni e riflettano su cosa possono fare per migliorare. Questo è il pilota moderno. Kimi non è speciale solo per il talento — quello a questi livelli ce l'hanno tutti — ma perché è una brava persona. E ha dimostrato a tutti che si può battere chiunque là fuori rimanendo brava gente”, ha aggiunto Wolff.
E per far sì che questi valori gli siano stati impartiti fin da bambino, mamma Veronica e papà Marco hanno deciso di gestire i beni di Kimi con una paghetta mensile. Perché la maturità in pista è una linea diretta, legata a doppio filo, con quella fuori dal paddock. Ma quanto ha guadagnato Andrea Kimi Antonelli con la vittoria del titolo mondiale di F1? Dinanzi a cifre astronomiche come i 70 milioni l’anno di Max Verstappen e un bonus variabile che si aggira intorno ai 20 milioni di dollari, Kimi resta decisamente molto più umile. In Formula 1, a differenza di altri sport, vincere un campionato non si traduce automaticamente in extra per i piloti, perché è la categoria a dare i soldi ai team in base alla posizione nel campionato Costruttori. Vincere il titolo piloti, infatti, non si traduce automaticamente in un bonus, ma dipende dalla natura del contratto.
Secondo alcune indiscrezioni, il bolognese si porterà a casa complessivamente 10 milioni di euro, a cui andranno sommati gli sponsor. Ma il valore commerciale di Kimi è ben più ampio. Venti anni, un titolo in tasca, il più giovane della storia della F1, e soprattutto il volto che tutti vorrebbero per rappresentare il futuro. E con una carriera ancora tutta davanti, il nostro talento non può che crescere di valore come un oggetto raro sul mercato.