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Quando la visiera si abbassa, il mondo esterno si spegne e restano soltanto il motore, i millesimi e la traiettoria perfetta. Ma quando quel casco torna sullo scaffale e la pressione del mondiale sfuma, Andrea Kimi Antonelli torna semplicemente Andrea: un ragazzo di vent’anni che non ha mai dimenticato da dove è partito. Sul tetto del mondo, dopo aver coronato il sogno di una vita con la vittoria del titolo iridato, la sua vittoria più grande si misura nell'umiltà e negli affetti che non sono mai cambiati.
In un ambiente che corre velocissimo, a fare da ancora rimangono gli amici di sempre. A raccontare in esclusiva ai microfoni di Automoto.it il volto più intimo e autentico del nuovo re del motorsport è Cristian Bertuca, pilota automobilistico italiano impegnato con Omnia Motorsport nella Porsche Carrera Cup Italy e amico d’infanzia di Kimi, con cui ha condiviso fin dai primi passi l'asfalto delle categorie giovanili.
Tra impegni internazionali e weekend di gara estenuanti, la forza del loro legame sta nella semplicità con cui riescono a ritrovarsi e a condividere momenti di spensieratezza quotidiana. “Conosco Andrea da tantissimo tempo, per me è prima di tutto un grandissimo amico”, esordisce Bertuca. “Ogni volta che ci sentiamo ridiamo e scherziamo: parliamo di corse, certo, ma anche di molto altro, soprattutto quando riusciamo a vederci di persona. Proprio qualche mese fa ci siamo incrociati per puro caso a Misanino: io ero lì con dei miei amici, gli ho scritto, si è unito a noi e ci siamo divertiti tantissimo. Come amico è rimasto esattamente quello di sempre: è una persona d'oro, estremamente umile e molto di parola. Se ti dice 'ci vediamo quel giorno', stanne certo che farà di tutto per esserci. È davvero un ragazzo genuino e amichevole”.
Se fuori dai box Kimi è il ragazzo sorridente e disponibile di sempre, quando indossa il casco e si cala nell'abitacolo la metamorfosi è totale. È lì che emerge la mentalità che lo ha portato fino alla cima del motorsport mondiale. “Oltre all'umiltà, la concentrazione è senza dubbio uno dei suoi punti di forza principali”, spiega Cristian. “Quando è in pista o sale in macchina, ha un vero e proprio momento clou: lo si nota subito dall'espressione del suo viso, come se a un certo punto ingranasse una marcia diversa e tirasse fuori ogni singola goccia di concentrazione che ha. In macchina si vede chiaramente: è uno di quei piloti capaci di guidare costantemente al limite”.
Il percorso verso la Formula 1 e la corona iridata affonda le sue radici nelle battaglie sui kart, dove Bertuca e Antonelli hanno condiviso ruota a ruota ogni singola categoria d'accesso prima che le loro strade professionali prendessero direzioni diverse. “Guardarlo da esterno e pensare ‘cavolo, è il mio amico’ è un'emozione fortissima: a volte faccio persino fatica a crederci anch'io per lui. Sono felicissimo del percorso che sta facendo, soprattutto perché è riuscito ad arrivare dove in pochissimi arrivano, proprio al vertice. Non posso dire altro: ha fatto tutto ciò che doveva fare per arrivare fin lassù e i risultati finora parlano per lui. Ai tempi dei kart ci siamo affrontati in tutte le categorie, fino a quando lui non ha fatto il salto sulle monoposto. Tra di noi ci siamo sempre detti un motto: ‘Stra amici fuori dalla pista, nemici in pista’, ed è sempre stato così. Per fortuna tra noi non c'è mai stato alcun incidente, ed è stato un vero onore poter correre contro di lui”, ha continuato il giovane pilota italiano.
I motori, del resto, non sono soltanto la sua professione, ma una passione viscerale che non si spegne mai, nemmeno quando si stacca la spina dal lavoro. “Un aneddoto divertente su di lui fuori dalla pista? Il problema è che con Andrea anche fuori dalla pista si finisce sempre per tornare in pista! Magari molti non lo sanno, ma l'anno scorso, quando siamo stati insieme in vacanza un paio di giorni, la prima cosa che mi ha chiesto è stata: ‘Andiamo sui kart?’. Per lui l'automobile e i motori sono una costante totalizzante in ogni aspetto della vita”.
Mentre il mondo celebra il nuovo campione iridato, per gli amici di sempre resta soprattutto l'orgoglio di vedere un ragazzo rimasto fedele a se stesso conquistare i propri sogni, un tassello alla volta. “Gli auguro di raggiungere sempre tutti i suoi obiettivi e di rendersi conto, con profondo orgoglio, di tutto ciò che è riuscito a costruire lungo questo percorso. Ci sarebbe anche un augurio speciale e più specifico che vorrei fargli... ma preferisco aspettare che accada prima di pronunciarlo. Come dice sempre anche lui: niente gufate!”.
Sotto la tuta ignifuga batte il cuore di una passione pura, capace di trasformare le sfide ruota a ruota in un legame indissolubile che resiste al tempo e alle categorie. Sul tetto del mondo o tra i cordoli di un kartodromo di provincia per puro caso, per Kimi l'importante è continuare a spingere, con la stessa umiltà del primo giorno.