F1. Con il grave errore di valutazione in Qatar, la McLaren rischia di regalare il mondiale a Max Verstappen

F1. Con il grave errore di valutazione in Qatar, la McLaren rischia di regalare il mondiale a Max Verstappen
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Scegliendo di non far fermare Oscar Piastri e Lando Norris in regime di Safety Car nel Gran Premio del Qatar 2025 di Formula 1, la McLaren ha commesso un errore di valutazione che potrebbe finire per regalare il titolo mondiale a Max Verstappen, fiero vincitore a Losail
30 novembre 2025

Nico Hulkenberg e Pierre Gasly con il loro contatto nel Gran Premio del Qatar 2025 di Formula 1 potrebbero aver cambiato le sorti di un mondiale piloti che sembrava destinato a muoversi in direzione Woking. È stata la Safety Car causata da questo incidente a riscrivere l’intreccio di una corsa che rischiava di diventare una processione, visti il layout della pista e la decisione della FIA di limitare la durata possibile di uno stint a 25 giri. Tutti hanno deciso di fermarsi, tranne la McLaren. E questa scelta ha di fatto gettato alle ortiche una possibile doppietta, aprendo la strada a un rivale pericoloso come Max Verstappen.

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Certo, la MCL39 a Losail era velocissima, ideali come sono le sue lunghe curve a media velocità per la monoposto della scuderia di Woking. Ma il ritmo forsennato imposto da Oscar Piastri e Lando Norris per cercare di perdere il minor terreno possibile una volta obbligatoria la sosta sfalsata rispetto alla concorrenza non avrebbe mai potuto essere sufficiente a non complicare notevolmente l’economia della gara di una scuderia che ha commesso un grave errore di valutazione. C’è un motivo, in fondo, se il resto dello schieramento ha deciso di fermarsi in regime di Safety Car, anche a costo di effettuare un doppio pit stop e incappare in un traffico infernale.

Ben peggiore di questa eventualità è quanto effettivamente successo alla McLaren, con Piastri che ha cercato una disperata quanto improbabile rincorsa a Verstappen con le hard a fine gara e Norris invischiato ancora più indietro. Se non fosse stato per il momento di esitazione di un Andrea Kimi Antonelli in ambasce con le gomme a fine corsa, il vantaggio di Norris nei confronti di Verstappen in classifica piloti si sarebbe assottigliato ancora di più. Ma è Piastri il più frustrato tra i due dopo Losail. Avrebbe voluto vincere per rilanciarsi nella lotta mondiale, e ora è invece alle spalle anche di Verstappen, pur se per poche lunghezze.

Quando si è in una condizione di superiorità tecnica, andare contro corrente con la strategia non è mai una scelta azzeccata. Soprattutto su un circuito come Losail, che i piloti amano moltissimo per il ritmo intenso e fisicamente provante consentito dal suo layout fluido, ma che non agevola certamente i sorpassi. E per giunta in un contesto che prevedeva un obbligo sulla lunghezza dello stint di gara. Avrebbero potuto prendersi il mondiale oggi, in McLaren, e invece è Max Verstappen a uscire vincente da un weekend di gara cominciato nel peggiore dei modi.

Vedendolo lamentarsi disperatamente del bouncing della sua RB21 nel combinato di Losail a inizio weekend, era difficile immaginarsi un Verstappen trionfante in Qatar. Ma il buon lavoro dei tecnici di Milton Keynes, soprattutto da remoto, ha fatto sì che Max potesse contare dopo la riapertura del parco chiuso di una vettura abbastanza competitiva da consentirgli di aggrapparsi al terzo posto in qualifica. Al resto ha pensato la McLaren. A Verstappen non è rimasto che gestire il bilanciamento ondivago tra curve a sinistra e curve a destra per portarsi a casa una vittoria dal peso importantissimo.

Sul podio con Verstappen e un palesemente insoddisfatto Oscar Piastri è salito Carlos Sainz, che con il suo terzo posto ha regalato alla Williams la certezza matematica della quinta piazza nel mondiale Costruttori. Sainz è riuscito a raddrizzare le storture di una stagione in cui si è dovuto adattare a una nuova scuderia e in cui si è talvolta ritrovato invischiato in gare pasticciate, risultando molto più efficace di Alex Albon nell’ultima parte della stagione. E i sorprendenti risultati della Williams, che ha fatto buon viso a cattivo gioco non discostando troppo la FW47 dalla monoposto che l’ha preceduta, dimostrano che a volte in F1 osare non conviene.

Questo assunto è vero soprattutto per la Ferrari, uscita con le ossa rotte da un weekend di gara che ha esposto in modo crudele i limiti di un progetto nato per staccare la concorrenza con soluzioni audaci, ma destinato invece alla mediocrità. La scelta di concentrarsi sul 2026 già ad aprile, andando a discapito dello sviluppo aerodinamico della SF-25, ha messo la Ferrari in condizioni di inferiorità rispetto alla concorrenza, fermo restando che la vettura era e resta mediocre, senza mordente, mai guarita dai problemi di controllo della piattaforma che la affliggono dall'inizio dell'anno. 

Il weekend di gara di Losail per Charles Leclerc e Lewis Hamilton è stato un supplizio, vissuto con una vettura scomposta, incapace di garantire loro il giusto slancio in fase di rotazione. Se in gara, complici la staticità data dall’uniformità strategica e le difficoltà nei sorpassi, questo problema è stato gestibile, in qualifica la faccenda è stata molto più complicata. Il destino del weekend della Rossa si è giocato tutto in quel frangente. E Leclerc, relegato al ruolo del comprimario annoiato, non è restato che godersi parte della gara degli altri sbirciando dagli schermi mentre inanellava un giro abulico dietro l’altro.

Non erano certamente questi i presupposti di una scuderia che, visti i risultati dello scorso anno, partiva tra le favorite per il mondiale. E invece, complice la solidità nell’ultima parte del mondiale da parte di una Mercedes che oggi ha piazzato Antonelli e Russell ai piedi del podio e degli exploit di Verstappen con la Red Bull, finirà la stagione al quarto posto nel mondiale Costruttori, un risultato in linea con la qualità di una macchina senza slancio. Ne ha invece da vendere Verstappen, capace di un’audace rimonta culminata con il colpo di scena di oggi. 12 punti sono un soffio sulla lunghezza di un mondiale intero. E non sono troppi per rendere improbabile l’impresa di portarsi a casa il titolo ad Abu Dhabi.

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