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La Ferrari ha chiuso il Gran Premio del Qatar con un ottavo posto di Charles Leclerc e il dodicesimo di Lewis Hamilton, un weekend complicato che ha messo in luce le difficoltà del team di Maranello nell’estrarre prestazioni dalla SF-25. Frédéric Vasseur, team principal della Scuderia, ha analizzato senza filtri quanto accaduto a Losail e spiegato le ragioni di una gara complicata.
“Non dobbiamo mescolare tutto”, ha esordito Vasseur ai nostri microfoni riferendosi alle polemiche sullo stop anticipato allo sviluppo aerodinamico della vettura. “Due gare fa eravamo sul podio, a Sao Paulo, Messico e Austin. Non è solo una questione di sviluppo: anche gli altri team non hanno sviluppato tra Austin e oggi”. Secondo il team principal, il weekend è stato complicato soprattutto a causa delle difficoltà nel setup e della prescrizione della pressione degli pneumatici: “Abbiamo faticato dalla prima all’ultima curva. Oggi forse è stato un po’ meglio, ma solo marginalmente”.
Vasseur ha riconosciuto la frustrazione dei piloti: “Charles sembrava abbattuto, Lewis cercava di affrontarlo con un sorriso. È normale provare emozioni, ma l’importante è il lavoro in garage con meccanici e ingegneri per trovare soluzioni”. Tra i problemi principali evidenziati dal team ci sarebbe stato anche un malfunzionamento del servosterzo del monegasco all’inizio del weekend, che ha condizionato la gestione del setup tra qualifiche e Sprint Race.
Nonostante le difficoltà, Vasseur resta ottimista per l’ultima gara della stagione ad Abu Dhabi: “Nessuno ha cambiato la macchina rispetto a Sao Paulo. Se faremo un buon weekend in termini di preparazione, possiamo tornare sul podio”. Sul clima all’interno del team, il francese ha conferma che, sebbene non manchino commenti negativi dall’esterno, l’obiettivo resta concentrare energia e risorse sul lavoro: “È il nostro compito rimanere nella bolla e ottenere il massimo da ciò che abbiamo”.
Un punto centrale del weekend è stato il setup: “Se sei fuori dalla finestra giusta di due o tre decimi, perdi decine di posizioni. La differenza tra le macchine è minima, quindi ogni dettaglio conta. È la stessa situazione che ha visto Max Verstappen a Budapest, partito 10° in qualifica e 11° in gara, per poi vincere”.
Vasseur è tornato anche sullo stop allo sviluppo della SF-25 deciso ad aprile: “È stata una decisione razionale, condivisa con i piloti. Continuare a sviluppare l’auto vecchia non ci avrebbe permesso di raggiungere la McLaren entro fine stagione. Certo, è più difficile mantenere motivazione ed aspettative, ma questo fa parte del lavoro”.
Infine, il team principal ha parlato delle caratteristiche del tracciato di Losail: “È difficile sorpassare qui, con degrado pneumatici minimo e layout complicato. La gestione della Safety Car ha confermato quanto contino strategia e setup. Aumentare la zona DRS non è la soluzione principale, ma il comportamento delle macchine cambierà con la prossima generazione di vetture”.
Nonostante un weekend complicato, la Ferrari guarda già al futuro e ad Abu Dhabi con la speranza di recuperare terreno: “Dobbiamo capire cosa è andato storto qui e preparare al meglio l’ultima gara”, ha concluso Vasseur. Resta la consapevolezza che, comunque vada l'ultimo Gran Premio, la Rossa chiuderà come quarta forza nel mondiale.