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La stagione 2025 di Formula 1 si avvia verso il gran finale, ma prima c’è da concentrarsi sul Gran Premio del Qatar. La Ferrari è ancora alla ricerca della prima vittoria stagionale e Matteo Togninalli, capo degli ingegneri di pista della Scuderia di Maranello, ha fatto il punto sulla stagione, analizzando i punti critici della SF-25 e i progressi tecnici della squadra, soprattutto in vista del 2026.
"Aspettative? Restiamo positivi – ha spiegato Togninalli ai nostri microfoni a Losail – come sempre cerchiamo di ottenere il massimo. Il 90% del lavoro, però, si fa in qualifica: se parti davanti o dietro, a meno di situazioni estreme, è estremamente difficile sorpassare, e qui in Qatar lo è ancora di più. Le gomme sono molto sensibili sul giro secco, e anche pochi decimi possono fare la differenza". L’ingegnere ha poi approfondito l’impatto degli pneumatici sulle prestazioni in qualifica: "Per estrarre il massimo da un singolo giro servono preparazione e attenzione. Lo scorso anno, in alcuni GP, Verstappen era davanti in qualifica ma poi finiva molto più indietro. Quest’anno ci siamo concentrati proprio su questo aspetto, cercando di migliorare la gestione delle gomme". Togninalli ha sottolineato quanto fortuna e circostanze possano influire sui risultati: "Prendiamo Las Vegas: alcuni eventi ci hanno penalizzato in qualifica. Fa parte del gioco, ma siamo convinti che tecnicamente possiamo sempre fare meglio".
Un tema ricorrente delle ultime stagioni è il fenomeno del porpoising, che provoca un’eccessiva usura del plank. Questo ha portato, dopo la squalifica di Lewis Hamilton in Cina, anche all’esclusione dei due piloti McLaren a Las Vegas la scorsa settimana. "Negli anni passati, il porpoising era estremo e limitava quanto si potesse abbassare la macchina. Oggi, con le nuove regolazioni meccaniche e aerodinamiche, il problema è ridotto. Le gomme, invece, rimangono il fattore chiave: sono più sensibili rispetto allo scorso anno sul giro secco, anche se sul passo gara siamo più consistenti e le prestazioni più stabili".
Togninalli ha poi parlato della gestione dei limiti tecnici: "Come ingegneri, il nostro lavoro è cercare l’ultimo millisecondo. A volte si va oltre il limite, fa parte del gioco. Dopo la nostra recente squalifica, abbiamo investito molto nella predizione delle tolleranze, ma il margine di sicurezza significa perdere performance. È una linea sottilissima, e ogni team affronta la stessa sfida".
Non sono mancati commenti sul rapporto con i piloti, in particolare con Lewis Hamilton, arrivato quest’anno in Ferrari: "Cambiare team dopo dieci anni è difficile. Non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo di lottare per il campionato, quindi la frustrazione si percepisce. Ma il rapporto con Lewis è estremamente positivo: dopo dieci mesi abbiamo già costruito un legame forte. La percezione esterna della situazione è peggiore della realtà, serve tempo per adattarsi".
Infine, Togninalli ha commentato il futuro della squadra in vista della prossima era tecnica: "Abbiamo preso decisioni mirate tra quest’anno e il 2026, e credo che i risultati saranno la migliore conferma del lavoro fatto. Le gomme resteranno sempre una sfida, ma la scienza che c’è dietro, seppur complessa, ci permette di lavorare al limite e migliorare costantemente".